
DARIO SALVATORELLI
Dopo la sconfitta in Gara 1, la Magnolia è chiamata ad un dentro o fuori per riuscire a rimanere dentro la stagione ed assicurarsi Gara 3 a Campobasso contro le Panthers Roseto, autrici di un’ottima prestazione in Gara 1 chiusa con la vittoria all’ultimo secondo con un jumper di Espedale.
I primi minuti della partita sono caratterizzati da grande equilibrio e grande intensità: le due squadre si danno battaglia sul campo specialmente in attacco. Simon commette il suo secondo fallo poco dopo l’inizio della partita, con Roseto che allunga fino ad un massimo vantaggio di +8 a 2.59, al che coach Sabatelli chiama un minuto di sospensione. Al rientro in campo si continua a percepire un po’ di difficoltà iniziale per quanto riguarda la Magnolia, con Gray che commette due falli consecutivi in attacco. Roseto allunga ulteriormente e il primo quarto si chiude 20-10 per le Panthers.
Il secondo quarto inizia malissimo per Campobasso, con Roseto che continua a banchettare in attacco portandosi sul +15, per poi estendere ulteriormente andando sopra di 17 a circa metà periodo, con coach Sabatelli che si gioca il suo secondo time-out. Roseto continua a giocare di squadra e si porta sul +20, con Campobasso che non segna mai su azione nel secondo quarto. Le Panthers approfittano alla grande del praticamente intero roster infortunato o comunque non al 100% fisicamente delle molisane, mettendo intensità in difesa. Il secondo quarto si chiude 31-12, nulla da fare per Campobasso, a 20 minuti dalla fine della stagione.
Il terzo quarto inizia bene per le Magnolie, con un parziale di 10-0 che costringe coach Righi a chiamare time-out. Segni di rinascita per la compagine molisana, che inizia anche a difendere pressando a tutto campo e giocando con uno spirito diverso da quello del primo tempo. Neanche il tempo di dirlo che Espedale segna una tripla siderale e riporta Roseto a +13. Prima della “bomba” dell’argentina, un canestro da tre e uno da due continuano a tenere a galla Campobasso. Caloro poi piazza una tripla che dà un sospiro di sollievo a Roseto e le speranze della Magnolia ritornano ad essere le medesime di fine secondo quarto. Al trentesimo siamo 46-30
Nell’ultimo quarto la Magnolia, continuando a pressare a livello difensivo, sfrutta il momento di appannamento in attacco di Roseto, portandosi sotto di 4 punti producendo una rimonta incredibile. Pioggia di triple rossoblù al Palamaggetti, con Makurat e Meldere a rendere possibile un qualcosa che sarebbe spettacolare: buona parte del roster è infortunato, eppure Campobasso non muore mai. Successivamente un tiro da due con fallo di Lucantoni riporta Roseto avanti di 6. Un tiro di Giacchetti, chiamata a giocare i minuti più importanti della sua carriera, riporta la Magnolia a – 3, ma inspiegabilmente coach Sabatelli la toglie dal campo nel momento in cui è caldissima. Da lì Roseto riprende con calma il vantaggio, amministrato e portato a casa alla fine, concludendo sul 59-54. Risultato storico per Roseto che approda per la prima volta nella storia in semifinale scudetto. Dal lato Magnolia la delusione è tanta, in estate ci saranno da fare parecchie valutazioni importanti.
I campionati si vincono nei Playoff, non nella regular season. Arrivare al terzo posto era abbastanza scontato per Campobasso, come era abbastanza scontato arrivare in semifinale: ma, invece, il fattore sfortuna dice che la Magnolia non può raggiungere il suo obiettivo. Ha giocato una partita con tante giocatrici non in condizioni di stare in campo e la rimonta che stava per riuscire alle molisane sarebbe stata un qualcosa di incredibile, ma purtroppo non è stata completata.
Ci si risentirà direttamente ad ottobre nella stagione 2026-27, in cui si spera di avere un roster con i giusti correttivi, con l’obiettivo di “vendicare” questa stagione e la serie di semifinale scudetto contro Venezia un anno fa.
Nel post-partita, le dichiarazioni di coach Mimmo Sabatelli: “Il bilancio dell’annata è nel complesso positivo ma il bicchiere è, in effetti, mezzo vuoto, perché avremmo dovuto raggiungere le semifinali per quanto fatto e per le nostre qualità”.