inquinamento Archivi - CBlive https://www.cblive.it/tag/inquinamento La città di Campobasso in diretta Wed, 01 Sep 2021 06:37:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9 https://www.cblive.it/wp-content/uploads/2018/01/cropped-android-icon-144x144-32x32.png inquinamento Archivi - CBlive https://www.cblive.it/tag/inquinamento 32 32 Sversamento di petrolio nel Mediterraneo: rischio disastro ambientale https://www.cblive.it/ambiente-e-innovazione/sversamento-di-petrolio-nel-mediterraneo.html https://www.cblive.it/ambiente-e-innovazione/sversamento-di-petrolio-nel-mediterraneo.html#respond Wed, 01 Sep 2021 06:37:35 +0000 https://www.cblive.it/?p=107507 Verso un disastro ecologico nel Mediterraneo? Una crepa in un serbatoio di petrolio siriano provoca un disastro naturale nel Mediterraneo. Attualmente si sta diffondendo una gigantesca marea nera che minaccia di raggiungere presto la costa di Cipro e quindi il Basso Adriatico. Le immagini satellitari, rilasciate lunedì, mostrano che lo sversamento di petrolio, al largo …

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Verso un disastro ecologico nel Mediterraneo?

Una crepa in un serbatoio di petrolio siriano provoca un disastro naturale nel Mediterraneo. Attualmente si sta diffondendo una gigantesca marea nera che minaccia di raggiungere presto la costa di Cipro e quindi il Basso Adriatico. Le immagini satellitari, rilasciate lunedì, mostrano che lo sversamento di petrolio, al largo della costa siriana, è più grave di quanto inizialmente ipotizzato. La il petrolio si sta diffondendo nel Mediterraneo dalla costa occidentale siriana a nord e minaccia di raggiungere presto la costa di Cipro e quindi il Basso Adriatico.

Allarmate le autorità di Cipro

Secondo le stime di un giornalista olandese, è probabile che lo sversamento di petrolio avrà un’area di circa 1.000 chilometri quadrati. Le autorità cipriote sono allarmate. Come ha detto lunedì il ministero della Pesca, le autorità prevedono che la marea nera raggiungerà la parte settentrionale dell’isola martedì. La perdita è stata causata da una crepa in un serbatoio di carburante presso la centrale termica siriana Banias, secondo il portale Middle East Eye . Il 23 agosto si è verificato il danno al serbatoio con 15.000 tonnellate di carburante. Il governo siriano ha dichiarato che è stato istituito un comitato per indagare sulle cause dell’incidente. Secondo questo, solo tra le due e le quattro tonnellate di olio da riscaldamento sono fuoriuscite dalla centrale.

Iniziata la bonifica per limitare i danni

La marea nera che si forma sta causando un grave inquinamento del Mediterraneo e minaccia di distruggere la vita nelle acque intorno alla struttura. Le autorità siriane hanno dichiarato di aver iniziato la bonifica pochi giorni fa. L’agenzia di stampa statale siriana SANA ha riferito lunedì che la maggior parte del carburante sversato in mare si è diffuso lungo la costa di Banias e Jableh, 20 chilometri a nord della raffineria. Israele ha dichiarato la scorsa settimana che la fuoriuscita di petrolio non rappresentava una minaccia per la sua costa meridionale. La maggior parte delle riserve petrolifere siriane è fuori dal controllo del governo, ma le due raffinerie del paese, Banias e Homs,- sono sotto il controllo statale e sono operative, secondo Nature World News . La capitale della Siria, Damasco, ora fa affidamento sul suo alleato, l’Iran, per le forniture di benzina, ma le sanzioni del Dipartimento del Tesoro hanno ostacolato la catena di approvvigionamento che attraversa Siria, Iran e Russia.

Misteriosi attacchi alle navi nel Medio Oriente

Secondo “Nature World News”, da oltre un anno si verificano una serie di misteriosi attacchi alle navi nei corsi d’acqua del Medio Oriente, in particolare al largo della costa siriana. Questi attacchi sono avvenuti in mezzo alle crescenti tensioni regionali tra Iran, Israele e Stati Uniti. Come riportato dal Times of Israel , il ministro degli Esteri siriano ha accusato Israele degli attacchi alle petroliere in rotta verso la Siria lo scorso maggio. Ha affermato che questi violano il diritto internazionale e non resteranno impuniti. Il potenziale disastro ambientale del Mediterraneo ed in particolare per il mare Adriatico, rischia di diventare una vera e proprio catastrofe. Il timore per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è quello di “Un enorme shock velenoso per il sistema”. Lo sversamento di petrolio in mare causerebbe la morte di pesci e uccelli, ma mette a repentaglio anche gli alberi e la salute umana. Per rimediare al danno “ci vorranno decenni”, ma potrebbe anche non bastare.

CP

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Molise senza Registro Tumori, Cercemaggiore senza bonifica: questa la denuncia di Michele Petraroia https://www.cblive.it/cb-e-dintorni/molise-senza-registro-tumori-cercemaggiore-senza-bonifica-questa-la-denuncia-michele-petraroia.html https://www.cblive.it/cb-e-dintorni/molise-senza-registro-tumori-cercemaggiore-senza-bonifica-questa-la-denuncia-michele-petraroia.html#respond Tue, 04 Oct 2016 08:20:03 +0000 https://www.cblive.it/?p=43792 'Prevenire è meglio che curare' non sembra , però, essere la filosofia del Governo nazionale che non finanzia ancora la bonifica per gli ex pozzi Edison di Cercemaggiore. A lanciare l'allarme il vice presidente Michele Petraroia: "Servono finanziamenti nazionali per tutelare la salute dei cittadini"

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capoiaccioC’è da arrossire per indignazione ed imbarazzo di fronte allo stallo in cui verte il Molise in tema ambientale. Continua a mancare il Registro regionale Tumori, lo strumento fondamentale per monitorare le incidente oncologiche in regione. Non avendo così dati scientifici, non si riesce neanche a ‘correre ai ripari’. Così la filosofia del ‘Prevenire è meglio che curare’ si allontana sempre più, soprattutto quando il Ministero dell’Ambiente non stanzia i finanziamenti alla Regione Molise per poter bonificare la zona di contrada Capoiaccio. Senza dati scientifici, si insidia maggiormente il dubbio sull’escalation di patologie tumorali che interessano questa zona del Molise.

A lanciare l’allarme sulla mancanza di fondi per bonificare l’area di Cercemaggioe, il vicepresidente Michele Petraroia: “Il Ministero dell’Ambiente non ha finanziato nessuna opera di bonifica per l’area di Capoiaccio”.

Un fatto gravoso che peggiora la già carente situazione ambientale molisana e così gli ex pozzi di Capoiaccio diventano il simbolo di un Governo che non si mobilita per la prevenzione, per i monitoraggi, i rilevamenti e i programmi di tutela della salute dei cittadini. Il Governo nazionale ha tagliato i finanziamenti di bonifica per le Regioni, le Province e i Comuni.

“Le Comunità Montane sono state commissariate e chiuse, nelle Regioni con i sistemi sanitari commissariati sono mancati gli stanziamenti minimi su queste tematiche, il Corpo Forestale dello Stato è stato smantellato da una legge che ne suddivide le funzioni ed il personale in altre strutture pubbliche e le Agenzie di Protezione Ambientale risentono della carenza di risorse, strumenti e personale specializzato, con la conseguenza che è diventato sempre più difficile svolgere attività di prevenzione, informazione, monitoraggio e controllo su ambiente, acqua, aria, suolo e sulla realizzazione di opere pubbliche impattanti in cui come è accaduto a Cercemaggiore, all’interno di autorizzazioni industriali per svolgere determinati compiti, altri hanno utilizzato i pozzi petroliferi per interrare rifiuti tossici” conclude il vicepresidente Petraroia”.

Intanto dalla Prefettura di Campobasso fanno sapere che, sulla base di un decreto prefettizio che ha recepito le conclusioni della Commissione tecnica, sarà disposta una recinzione al fine di impedire l’accesso, il pascolo del bestiame e l’utilizzo delle colture ma resta confermata la piena accessibilità delle zone contigue, esterne alla recinzione.

mc giovannitti

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