MARIA CRISTINA GIOVANNITTI Archivi - CBlive https://www.cblive.it/tag/maria-cristina-giovannitti La città di Campobasso in diretta Wed, 05 Feb 2025 08:26:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.cblive.it/wp-content/uploads/2018/01/cropped-android-icon-144x144-32x32.png MARIA CRISTINA GIOVANNITTI Archivi - CBlive https://www.cblive.it/tag/maria-cristina-giovannitti 32 32 La magia del Presepe Vivente di Baranello: un impegno comunitario https://www.cblive.it/cb-e-dintorni/la-magia-del-presepe-vivente-di-baranello-un-impegno-comunitario.html https://www.cblive.it/cb-e-dintorni/la-magia-del-presepe-vivente-di-baranello-un-impegno-comunitario.html#respond Mon, 23 Dec 2024 11:57:49 +0000 https://www.cblive.it/?p=132953 Baranello si prepara a vivere un’esperienza unica e suggestiva con la settima edizione del Presepe Vivente, un evento che celebra la tradizione religiosa e culturale del Natale. L’appuntamento è fissato per sabato 28 dicembre, dalle ore 16.30 alle 21, e quest’anno il Presepe si ispira ai Vangeli apocrifi, ponendo l’accento sulla figura di Maria e …

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Baranello si prepara a vivere un’esperienza unica e suggestiva con la settima edizione del Presepe Vivente, un evento che celebra la tradizione religiosa e culturale del Natale. L’appuntamento è fissato per sabato 28 dicembre, dalle ore 16.30 alle 21, e quest’anno il Presepe si ispira ai Vangeli apocrifi, ponendo l’accento sulla figura di Maria e sul suo vissuto prima della nascita di Gesù.

L’iniziativa, organizzata dal Comitato Itinera, si presenta come un vero e proprio viaggio nel tempo, dove i visitatori possono immergersi nella bellezza delle scene e delle botteghe allestite con cura dai figuranti locali. “Siamo grati all’intera comunità che, con la propria disponibilità come figuranti e nella realizzazione delle scenografie, ci consente di ottenere risultati straordinari ogni anno”, ha dichiarato Laura Giovannitti, presidente del Comitato Itinera.

Il Presepe Vivente non è solo un evento, ma un’opera collettiva che coinvolge diversi attori: dall’ amministrazione comunale alla Pro Loco, dalla parrocchia di San Michele Arcangelo a numerose associazioni e cittadini. Il lavoro, infatti, inizia mesi prima, con la preparazione di botteghe curate nei minimi dettagli e arricchite da elementi storici che riportano indietro nel tempo.

L’evento si distingue per la sua accessibilità: l’ingresso è gratuito e sono previsti percorsi alternativi per le persone con disabilità, affinché tutti possano godere di questa esperienza immersiva. Con il suggestivo sfondo del centro storico di Baranello, i visitatori saranno guidati attraverso ambientazioni che raccontano la storia sacra, accompagnati dalla narrazione dei volontari.

Il Presepe Vivente di Baranello si conferma, dunque, come un appuntamento da non perdere, un’occasione per riscoprire il significato del Natale nella sua essenza più profonda, attraverso la magia della comunità e della tradizione.

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Storie di giovani/ Il commovente racconto di Simona Di Chiro e del suo guerriero speciale, il piccolo Totò https://www.cblive.it/rubriche/storie-di-giovani/storie-di-giovani-il-commovente-racconto-di-simona-di-chiro-e-del-suo-guerriero-speciale-il-piccolo-toto.html https://www.cblive.it/rubriche/storie-di-giovani/storie-di-giovani-il-commovente-racconto-di-simona-di-chiro-e-del-suo-guerriero-speciale-il-piccolo-toto.html#respond Tue, 10 Dec 2019 09:45:04 +0000 https://www.cblive.it/?p=88111 Un messaggio di speranza e di forza da mettere sotto l’albero in vista del Natale: la giovane Simona Di Chiro, di Baranello, racconta tutto l’amore che la porta a lottare giorno dopo giorno accanto a suo fratello, il ‘piccolo Totò’. Racconta la leucemia che ha colpito Totò a soli 4 anni ma anche la sua …

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Un messaggio di speranza e di forza da mettere sotto l’albero in vista del Natale: la giovane Simona Di Chiro, di Baranello, racconta tutto l’amore che la porta a lottare giorno dopo giorno accanto a suo fratello, il ‘piccolo Totò’. Racconta la leucemia che ha colpito Totò a soli 4 anni ma anche la sua forza di volontà e il sorriso che questo bambino non perde mai, neanche durante i periodi più difficili.

Simona, ci racconti la storia del tuo fratellino Antonio, o meglio “del piccolo Totò”? Antonio è il fratellino che ho sempre sognato e non a caso dico ogni volta che è stato il regalo più bello che mamma e papà potessero mai farmi. Ma nell’estate 2015, all’età di quattro anni, Antonio aveva spesso e in maniera anomala la febbre. Dopo alcuni accertamenti al Pronto Soccorso di Campobasso, subito c’è stato il trasferimento al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dove dopo pochi giorni ci hanno dato la diagnosi: leucemia linfoblastica acuta. Era così piccolo che sapeva dire poche paroline e quando qualcuno gli chiedeva il suo nome, lui rispondeva “Totò”. E così ha inizio il calvario di questo piccolo grande uomo: Totò, dopo un lungo e difficile percorso di chemioterapia, guarisce. Ma a distanza di neanche un anno, la malattia torna. Se con la prima malattia il mondo ci era caduto addosso, con la ricaduta il dolore è stato ancora più intenso, difficile anche da raccontare. Ma io e la mia famiglia, grazie alla forza e al coraggio ineffabile di mia madre, eravamo nuovamente pronti ad affrontare tutto con il sorriso perché per Antonio, ormai grandicello e consapevole di cosa gli aspettava, era importante vivere la malattia in serenità ma del resto… è impossibile stargli accanto e non sorridere! Ma a parte il sostegno e l’amore inesauribile che possiamo offrirgli, sono molti i momenti difficili ed Antonio è, ancora oggi, nelle mani della medicina e sta lottando per la vita”.

Come affronta, seppur così piccolo, la sua malattia? “Antonio è un bambino di eccezionale vitalità: ha sempre il sorriso e anche quando la chemioterapia lo fa stare molto male, lui sfrutta quel poco di energia che gli resta per impugnare un colore o per unire i pezzi di un puzzle. Con la sua dolcezza ha conquistato tutti diventando la mascotte dell’ospedale: è conosciuto ed amato da tutti! Inoltre è anche un paziente modello: in tutti questi anni, Antonio, non ha mai pianto e si fa fare tutto, dal semplice prelievo di sangue a procedure più invasive. Ma non senza chiedere prima “cosa mi devi fare?”, “perché me lo devi fare?”, “in cosa consiste?”… Lui infatti sa tutto, fino a sapere anche i nomi delle medicine, e vuole potersi fidare degli infermieri e dei medici”.

Come cerchi di alleviare le sue giornate in ospedale? “Sin da quando è nato gli sussurravo all’orecchio che sarei stata sempre al suo fianco e così è e sarà per sempre. La sua malattia non ha fatto altro che unirci ancora di più: se prima lo portavo al parco in mezzo ai fiori adesso sono io che devo creare il parco intorno a lui e lo faccio armandomi di forbici, matite, cartoncini colorati…. perché i fiori veri non possono entrare in reparto per questioni di sicurezza. La vita in ospedale non è semplice, soprattutto per periodi così lunghi: si perde la concezione del tempo e anche dello spazio in quanto la vita si riduce spesso a stare tra le quattro mura della stanza che ti viene assegnata. Diventano difficili anche le cose più facili, come prendere Antonio in braccio e stritolarlo di coccole perché c’è da fare attenzione alle flebo, ai cerotti e tanto altro. Eppure noi facciamo tutto insieme, dal pigiama party, alla serata in disco-music, agli aperitivi, ai pic-nic, alle passeggiate per il corso, alle recite teatrali… e tutto questo con la forza della creatività e dell’immaginazione. Un altro punto forte del nostro legame è la fiducia: Antonio sa che qualsiasi cosa io gli dica, brutta o bella che sia, è vera e insieme la affrontiamo. Quando sono al suo fianco non sento fame, sete, stanchezza… sento solo di voler fare l’impossibile per renderlo felice!”

Ci racconti come si vive, da familiari, una malattia pediatrica? Stare accanto ad un bambino malato non è per niente facile perché ti senti impotente in quanto devi affrontare qualcosa più grande di te. Zero sono le risposte alle innumerevoli domande che ti poni e infinite sono le paure da gestire. Quando Antonio mi prende il viso tra le sue manine e mi chiede domande del tipo “ma perché mi sono ammalato di nuovo? Io le ho prese le medicine! Ho sbagliato io?”… mi ritrovo occhi negli occhi con lui e mi rendo conto che anche lui, a soli otto anni, si pone delle domande e non trova risposte.  Inoltre, vivere in un reparto di oncologia pediatrica non significa avere solo il dolore del tuo caro ma vivi tutte le sofferenze degli altri piccoli pazienti e delle loro famiglie: purtroppo in questi lunghi anni molti bambini che abbiamo conosciuto non ce l’hanno fatto e per noi è stato ed è davvero devastante…”

Cosa hai imparato e cosa stai imparando da questa esperienza?Vorrei tanto poter rispondere a questa domanda dicendo che “da questa esperienza ho imparato a dare importanza alle cose che davvero contano nella vita” o dire che “questa esperienza mi ha reso più forte” ma… non è così. Anzi, forte mi ci sentivo più prima. Da questa esperienza ho imparato che il dolore può essere talmente intenso che ti manca il respiro, ho imparato che una mente e un corpo giovane, come i miei, possono sentire la stanchezza psico-fisica di una persona di almeno 20 anni di più. E poi ho imparato che esiste un modo strepitoso di affrontare la vita ed è rinchiuso in piccoli corpi: nei bambini”.

Spesso usi i social per dare informazioni e sensibilizzare alla ricerca, una speranza per tutte le persone ammalate… “Ormai i social sono diventati uno dei mezzi più potenti per la circolazione e la condivisione delle informazioni e allora perché non sfruttarli per far arrivare alle persone messaggi del tipo che la donazione di sangue salva davvero delle vite? Anzi, le trasfusioni di sangue sono una delle cose essenziali per poter affrontare le terapie. Il sangue lo abbiamo tutti eppure sono ancora poche le donazioni. La cosa più aberrante è che, nonostante la tanta pubblicità, molte persone ignorano l’importanza fondamentale di tale gesto. O perché non testimoniare che ci sono associazioni che davvero utilizzano i soldi per aiutare le persone in difficoltà? Ebbene si. Ci sono associazioni che offrono un alloggio gratuito, altre che organizzano eventi tipo gite, spettacoli e altre iniziative per i piccoli pazienti, tutto in completa sicurezza. Quando pubblico un post con Antonio, ricevo tantissime risposte e mi rendo conto che io e il mio fratellino,  insieme, lanciamo messaggi d’amore e di incoraggiamento anche per altre persone che soffrono per un motivo o per un altro. Mi piacerebbe dire che sogno un mondo dove i bambini non possano mai ammalarsi ma al momento mi limito a sognare che la nostra regione, il Molise, e tutte le regioni del Sud d’Italia, possano offrire servizi adeguati per le cure dei più piccoli cosicché le famiglie riescano a rimanere unite e soprattutto i bimbi possano affrontare la malattia senza che quest’ultima stravolga del tutto la loro vita. Per sostenere e curare il piccolo Totò, tu e tua mamma vi siete trasferite a Roma. Cosa vi manca del Molise? E al dolce Totò cosa manca di casa sua?”

Cosa ti senti di dire a chi come te, mamma, sorella, zia di un bambino malato, sta vivendo questo momento della propria vita?È difficile dire qualcosa ad un familiare di un bambino malato perché mi rendo conto che spesso molte parole di fronte al dolore sono inefficaci. So solo che più il dolore è forte e più lo trasformo in momenti di felicità con il mio fratellino. Non posso dare nessuna lezione di vita perché ancora una volta la lezione più bella ce la danno loro: i bambini. L’unica cosa che mi sento di dire è: se non si arrendono loro perché dobbiamo arrenderci noi?”.

L’intervista si conclude con il ‘Grazie’ gioioso del il piccolo Totò, sempre accanto a sua sorella Simona. La storia del piccolo ma grande guerriero Totò è un esempio per tutti noi.

 

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Strada Provinciale 49 Baranello: il Presidente Roberti risponde al consigliere Di Chiro “Su quel tratto di strada siamo già impegnati con interventi e con 70 mila euro di finanziamenti” https://www.cblive.it/cb-e-dintorni/strada-provinciale-49-baranello-il-presidente-roberti-risponde-al-consigliere-di-chiro-su-quel-tratto-di-strada-siamo-gia-impegnati-con-interventi-e-con-70-mila-euro-di-finanziamenti.html https://www.cblive.it/cb-e-dintorni/strada-provinciale-49-baranello-il-presidente-roberti-risponde-al-consigliere-di-chiro-su-quel-tratto-di-strada-siamo-gia-impegnati-con-interventi-e-con-70-mila-euro-di-finanziamenti.html#respond Thu, 24 Oct 2019 09:27:52 +0000 https://www.cblive.it/?p=86793 Circa un mese fa il consigliere Riccardo Di Chiro aveva inviato una nota di sollecito urgente al Presidente della Provincia di Campobasso, Francesco Roberti. Dopo qualche giorno, il presidente in data 30 settembre, ha prontamente risposto a Di Chiro. Il consigliere di ‘Obiettivo Baranello’ denunciava il dissesto della SP49 ‘Bojano-Baranello’, in particolare nel tratto che …

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Circa un mese fa il consigliere Riccardo Di Chiro aveva inviato una nota di sollecito urgente al Presidente della Provincia di Campobasso, Francesco Roberti. Dopo qualche giorno, il presidente in data 30 settembre, ha prontamente risposto a Di Chiro.

Il consigliere di ‘Obiettivo Baranello’ denunciava il dissesto della SP49 ‘Bojano-Baranello’, in particolare nel tratto che va da contrada Gaudo fino al centro abitato di Baranello.

Aveva parlato di ‘Dossi, buche e frane’ che mettono a rischio l’incolumità degli automobilisti.

Eppure i consiglieri comunali di minoranza dovrebbero essere a conoscenza del finanziamento di ben 70 mila euro che interessa proprio quel tratto di provinciale e che, lo scorso 8 aprile 2019, è stato inserito nella scheda degli interventi in programma con i fondi di bilancio per la ‘Realizzazione di un presidio di sostegno di un tratto di strada destinato allo smottamento della carreggiata’.

Non solo ma, lo scorso mese di luglio, su quel tratto di strada sono stati impegnati anche dei geologici per dei sondaggi e per capire che tipo di intervento compiere con il finanziamento ricevuto.

Nella lettera di risposta del presidente Roberti, in maniera precisa, si specifica che tipo di criticità presenta la SP49: da un lato c’è uno scivolamento del terreno di una scarpata in curva, dall’altro vi è un avvallamento all’inizio e di un tratto di rettilineo.

Secondo il presidente della Provincia i tratti, in ogni caso, sono comunque percorribili, in attesa dei lavori di sistemazione, con apposita segnaletica e limite di velocità a 30 chilometri orari, in meno di un minuto.

Il Presidente Roberti conclude la sua replica rivolgendosi direttamente al consigliere comunale di minoranza Di Chiro: “Mi sia consentito rilevare la valutazione eccessivamente negativa da lei espressa sulle condizioni di percorribilità. Tanto eccessivo da rendere un quadro così drammatico da risultare molto lontano dalla realtà”.

Maria Cristina Giovannitti

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Convivio culturale: ‘Libri da mangiare’ porta in piazza gli studenti dell’Istituto ‘Barone’ di Baranello e la pizza scema https://www.cblive.it/cultura/convivio-culturale-libri-da-mangiare-porta-in-piazza-gli-studenti-dellistituto-barone-di-baranello-e-la-pizza-scema.html https://www.cblive.it/cultura/convivio-culturale-libri-da-mangiare-porta-in-piazza-gli-studenti-dellistituto-barone-di-baranello-e-la-pizza-scema.html#respond Thu, 17 Oct 2019 08:55:56 +0000 https://www.cblive.it/?p=86535 Un ‘buffet di libri’ come ‘cibo per la mente’ arricchito da ingredienti fatti di ‘parole saporite’: la maestra Luciana Maio, a nome di tutti i suoi colleghi, ci racconta l’evento organizzato dall’Istituto Comprensivo ‘G.Barone’ di Baranello, lo scorso 11 ottobre e commenta con grande entusiasmo e trasporto la manifestazione ‘Libri da mangiare’, inserita per il …

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Un ‘buffet di libri’ come ‘cibo per la mente’ arricchito da ingredienti fatti di ‘parole saporite’: la maestra Luciana Maio, a nome di tutti i suoi colleghi, ci racconta l’evento organizzato dall’Istituto Comprensivo ‘G.Barone’ di Baranello, lo scorso 11 ottobre e commenta con grande entusiasmo e trasporto la manifestazione ‘Libri da mangiare’, inserita per il secondo anno nel progetto nazionale #IoLeggoPerchè, finalizzato alla donazione di libri da destinare alle biblioteche italiane.

Per supportare la ricca e preziosa Biblioteca di Baranello, gli studenti della scuola ‘Barone’, insieme alle loro mamme e le loro nonne, si sono impegnati nella realizzazione di un flash mob per le strade del paese e nell’allestimento di un buffet, dove a primeggiare è stata la regina della tradizione baranellese, ovvero la pizza scema.

L’evento ‘Libri da mangiare’ ha avuto come finalità la  creazione di un video per poter partecipare al Contest e poter così vincere un un buono acquisto di 1500 euro per la propria  biblioteca. La manifestazione ha visto protagonisti gli studenti di Baranello,  impegnati in un flash mob e in giochi a squadra molto divertenti. A chiudere il prezioso evento,  un “buffet letterario” che ha avuto come pietanza regina “pizza scema”, il piatto tipico della tradizione baranellese.

Grande fermento per le piazze del paese per la manifestazione. Grande collaborazione delle mamme e nonne che hanno preparato la tradizionale pizza scema. Grande entusiasmo tra i ragazzi che hanno vissuto i libri come strumento per nutrire la mente in un contesto brioso di scambi e divertimentocommenta la maestra Luciana, impegnata in prima persona nella realizzazione della manifestazione.

Prosegue la maestra :“Libri da mangiare ha portato in paese un’ondata di allegria e i ragazzi protagonisti hanno offerto la pizza scema al pubblico curioso e partecipativo. Il contest si è sviluppato per le strade del paese e ha colto di sorpresa i cittadini che si sono sentiti travolti dall’entusiasmo dei ragazzi e curiosi sono scesi in piazza a “mangiare un po’ di libri”.

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Baranello omaggia tre concittadini. Conferita la medaglia commemorativa per i fratelli Di Chiro, morti in guerra https://www.cblive.it/cb-e-dintorni/baranello-omaggia-tre-concittadini-conferita-la-medaglia-commemorativa-per-i-fratelli-di-chiro-morti-in-guerra-photogallery.html https://www.cblive.it/cb-e-dintorni/baranello-omaggia-tre-concittadini-conferita-la-medaglia-commemorativa-per-i-fratelli-di-chiro-morti-in-guerra-photogallery.html#respond Fri, 11 Oct 2019 10:38:20 +0000 https://www.cblive.it/?p=86311 Sui versi delle poesie di Gianni Rodari e Primo Levi, gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Baranello hanno concluso la messa di celebrazione per l’onorificenza ai fratelli Di Chiro. La manifestazione si è svolta ieri, 10 ottobre, dove il Ministero della Difesa ha conferito al comune la medaglia commemorativa per la perdita dei tre soldati Michele, …

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Sui versi delle poesie di Gianni Rodari e Primo Levi, gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Baranello hanno concluso la messa di celebrazione per l’onorificenza ai fratelli Di Chiro.

La manifestazione si è svolta ieri, 10 ottobre, dove il Ministero della Difesa ha conferito al comune la medaglia commemorativa per la perdita dei tre soldati Michele, Luigi e Nicola, figli di Francesco Di Chiro e Isabella Niro, morti durante la Prima Guerra Mondiale.

Un evento ufficiale in alta uniforme, tributato da Esercito, Marina, Alpini, Carabinieri e il Corpo delle Infermiere della Croce Rossa Italiana.

Tra i presenti, accanto al primo cittadino Marco Maio, tutta l’Amministrazione comunale e l’assessore regionale Vincenzo Niro.

Dopo la celebrazione eucaristica, c’è stata una sfilata per le vie del paese fino al Monumento dei caduti con la deposizione della corona di alloro, gli interventi del sindaco Marco Maio e del Comandante Militare Esercito ‘Molise’ e la consegna dell’onorificenza.

Maria Cristina Giovannitti

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Storie di giovani/ ‘Fibro non ti temo’: a tu per tu con Giovanna Salvatore di Bojano https://www.cblive.it/rubriche/storie-di-giovani/storie-di-giovani-fibro-non-ti-temo-a-tu-per-tu-con-giovanna-salvatore-di-bojano.html https://www.cblive.it/rubriche/storie-di-giovani/storie-di-giovani-fibro-non-ti-temo-a-tu-per-tu-con-giovanna-salvatore-di-bojano.html#respond Thu, 18 Jul 2019 08:53:42 +0000 https://www.cblive.it/?p=83562 La storia di Giovanna Salvatore, nei giorni scorsi, è rimbalzata agli onori della cronaca locale perché la giovane e determinata 36enne di Bojano ha creato un gruppo Facebook ‘Fibro non ti temo’, un modo per informare le persone sulla sindrome della fibromialgia, un po’ per raccontare come la fibro le ha cambiato la vita da …

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La storia di Giovanna Salvatore, nei giorni scorsi, è rimbalzata agli onori della cronaca locale perché la giovane e determinata 36enne di Bojano ha creato un gruppo Facebook Fibro non ti temo, un modo per informare le persone sulla sindrome della fibromialgia, un po’ per raccontare come la fibro le ha cambiato la vita da circa 12 anni e un po’ per dare ‘speranza e coraggio’ ad altre persone che ne sono affette .

Una mamma radiosa, una giovane determinata che rivive con CBlive il suo percorso emozionale dal momento in cui ha avvertito i primi sintomi, fino ad oggi.

Che cosa significa vivere con la Fibromialgia? Vivere con la fibromialgia secondo me significa cambiare la propria vita, viverla con dolori perenni che non vanno in vacanza. Viverci, per come sono cambiata io, per me vuol dire anche riuscire ad apprezzare le cose belle che la vita ti da, dare uno scopo ulteriore alle proprie giornate e lanciarsi degli obiettivi proprio per affrontarla “meglio”. Conviverci vuol dire anche essere appoggiati e sostenuti dalle persone che ci circondano perché aiuta tanto”.

Ci racconti come ti sei accorta di soffrire di questa sindrome?

Torniamo indietro di circa 12 anni, quando avevo 24 anni; mi accorsi di avere un malessere generale, stanchezza continua, difficoltà ad alzarmi la mattina, dolori continui e costanti indipendentemente da ciò che facevo o meno, difficoltà nel fare piccoli sforzi, come ad esempio salire o scendere le scale, fiacca, forti dolori agli arti superiori che dall’elettromiagrafia faceva pensare ad un tunnel carpale e tanti e tanti altri sintomi che ogni tanto invadevano il mio corpo. Sono stata ricoverata per cercare di capire il problema, ma nulla, nessuno era riuscito ad interpretare i miei sintomi. Dopo essere andata da tanti specialisti e aver avuto la risposta: “lei non ha nulla…”, mi ero arresa nel cercare quale fosse il mio problema, perché nel frattempo gli anni passavano e sembrava come se anch’io volessi convincermi del fatto che non avevo nulla, ma…non era così… Un giorno, parlando con un’amica, mi consigliò di andare da un Professore a Jesi (AN). Fu quel 14 novembre 2014, giorno in cui ebbi la diagnosi, quello fu il giorno in cui il mio malessere prese il nome, dopo tanto attendere…”

Dal giorno in cui hai avuto la diagnosi, ad oggi, com’è cambiata la tua vita? Circa 5 anni fa mi venne diagnosticata la fibro e seguii tutte le indicazioni che lo specialista aveva consigliato, con medicine, medicine, e ancora medicine, curando il sonno, modificando lo stile di vita ecc…ma mi resi conto che le medicine mi causavano altri problemi e purtroppo la fibromialgia era comunque lì, non alleviava nulla, non mi abbandonava un attimo, ormai era diventata parte di me. Avevo capito che dovevo imparare a conviverci… Pian piano mi resi conto che anche l’alimentazione influiva tantissimo per non parlare del tempo meteorologico. Se dovessi dirti il giorno preciso in cui ho preso la decisione di non mangiare più pasta, riso, fare attenzione ai latticini e quindi seguire l’alimentazione in maniera diversa, non ricordo; ma so soltanto che eliminando determinati alimenti ed assumendone altri, riesco a non bloccarmi a letto con le lacrime agli occhi per i forti dolori e la forza che va a zero! Ormai quando vado nei miei ristoranti preferiti già sanno i piatti che possono propormi!!! La mia vita è cambiata perché ad un certo punto mi sono resa conto che non stavo male solo io, ma i miei 2 figli e mio marito che costantemente vedevano soffrirmi…Non potevo vedere Francesca ed Enzo che si allontanavano con le lacrime agli occhi…a quel punto ho deciso che dovevo fare io qualcosa per non rovinare loro. L’unica cosa che potevo fare era farmi forza, trovare il coraggio di affrontare le giornate in maniera diversa, cercare di trovare il lato positivo in ogni cosa, di far uscire sì quella forza che non avevo fisicamente, ma dentro ne avevo tanta. Ma non solo io ne ho tanta, tutti noi fibromialgici ne abbiamo, perché se non la facciamo uscire fuori il peggio è per noi. La fibro non può vincere su di noi. Sono alcuni anni che mi ripeto sempre che non può vincere, io sono più forte! Non posso dire che sia facile, questo mai, anche perché ogni tanto viene fuori qualche sintomo diverso, in più, ma non voglio arrendermi, ho una vita davanti ed una splendida famiglia che mi è accanto e, ripeto, è grazie a loro se ora sono qui a parlarne, a dar voce a questa malattia che alcuni vogliono tenere nascosta e altri non sanno di avere”.

Perché hai deciso di creare il gruppo Facebook ‘Fibro non ti temo’? Ho deciso di creare il gruppo Facebook “Fibro non ti temo” per dare la possibilità a chiunque vive e convive con questa malattia, di non sentirsi solo/a. Vorrei fosse un gruppo di conforto, di speranza, di incoraggiamenti, di sprono…un gruppo dove poterci organizzare magari anche per andare a mangiare una pizza insieme e vivere un momento di allegria, un gruppo dove poter dare coraggio agli altri per iniziare un percorso in palestra, come ho fatto anch’io da ottobre del 2018. Non sono un medico, non sono una specialista in nulla, ci tengo a precisarlo, sono una semplice donna che prova a trasmettere agli altri amici fibrini, quella forza che difficilmente viene fuori, quella grinta che mi ha aiutata e continua ad aiutarmi a vivere ed affrontare la vita in maniera diversa e col sorriso, nonostante le difficoltà…basta lamentarsi, tanto non risolviamo nulla! E perché no, avere delle testimonianze da altre persone che possono dare forza agli altri”.

Quali sono i campanelli di allarme della fibro? Chiunque soffre di fibro può aver avuto sintomi iniziali diversi dalle altre persone; comunque i principali possono essere: dolori muscolo scheletrici continui e costanti, affaticamento, difficoltà nell’alzarsi la mattina in quanto viene meno la fase REM, stanchezza continua e chi più ne ha più ne metta… ecco perché la medicina la chiama “la malattia della stanchezza cronica”, ma noi non siamo stanchi, siamo malati!”.

A chi ha scoperto di essere affetto da questa sindrome, che consigli senti di dare? Sento di dire: uniamoci, perché chi più di noi può comprenderci! Parlare con i familiari è fondamentale, all’inizio non capiranno, ma poi, col tempo, fortunatamente, si. Loro sono una parte importante delle nostra giornata, della nostra vita e quindi devono essere con noi, supportarci e “sopportarci” ogni giorni e prendere parte a riunioni, incontri e dibattiti dove si parla di fibro. Non arrendiamoci, questo mai, non diamo la possibilità alla fibro di prevalere ancora di più sulla nostra vita, perchè è la nostra! Affrontiamo i dolori e le difficoltà in maniera diversa, con la voglia di sentirci e vederci meglio… lanciamoci degli obiettivi, ogni giorno, io lo faccio!”.

Il coraggio di una 36enne, mamma e donna forte e radiosa che non perde la forza di sorridere e la speranza per il futuro.

Per chi volesse seguire il gruppo facebook di Giovanna Salvatore, può cliccare qui:Fibro non ti temo’.

Maria Cristina Giovannitti

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Tfa sostegno 2019, concorso con costi d’èlite. Boom all’Unimol per un incasso di quasi 758 mila euro e zero garanzie per un ‘posto fisso’ https://www.cblive.it/cultura/tfa-sostegno-2019-concorso-con-costi-delite-boom-allunimol-per-un-incasso-di-quasi-758-mila-euro-e-zero-garanzie-per-un-posto-fisso.html https://www.cblive.it/cultura/tfa-sostegno-2019-concorso-con-costi-delite-boom-allunimol-per-un-incasso-di-quasi-758-mila-euro-e-zero-garanzie-per-un-posto-fisso.html#respond Tue, 16 Apr 2019 09:36:32 +0000 https://www.cblive.it/?p=79808 Il dramma dell’insegnamento s’infittisce ancora di più per tutti coloro che coltivano da sempre questo sogno. Oltre agli anni di precariato e ai continui investimenti in corsi di specializzazione, come i 24 Cfu e Master vari, il Tfa sostegno 2019 appare l’ultima spiaggia per il ‘posto fisso’. I dati ufficiali trasmessi per questo concorso, che …

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Il dramma dell’insegnamento s’infittisce ancora di più per tutti coloro che coltivano da sempre questo sogno. Oltre agli anni di precariato e ai continui investimenti in corsi di specializzazione, come i 24 Cfu e Master vari, il Tfa sostegno 2019 appare l’ultima spiaggia per il ‘posto fisso’.

I dati ufficiali trasmessi per questo concorso, che non offre garanzie di cattedra ma permette di acquisire solo il titolo alle nomine di supplenza sul sostegno e la partecipazione a futuri concorsi a tempo indeterminato, lasciano riflettere su una selezione con costi ‘elitari’ non accessibili a tutti.

Al via ieri, 15 aprile 2019, le prove ufficiali per sostenere la preselezione del Tfa Sostegno. Ogni candidato ha dovuto pagare ben 150 euro all’Ateneo di riferimento solo per la preselezione. Se consideriamo che l’Unimol è nella rosa delle università più gettonate anche da aspiranti fuori regione con ben 5.052 domande pervenute, ci rendiamo conto che solo l’Ateneo molisano incasserà una cifra da capogiro pari a 757.800 euro.

E’ una sorta di giungla dell’insegnamento se consideriamo che all’Unimol ci sono in questi 2 giorni di prove, ben 5.052 aspiranti docenti per soli 370 posti disponibili. Un numero davvero sconfortante. Il dato dei 370 va, inoltre, dilazionato tra 70 posti per l’Infanzia a fronte di 446 aspiranti, 100 per la Primaria con 573 domande pervenute e 200 per la Secondaria di I e II grado dove ci sono ben 1332 candidati per il I grado e 2701 per il II grado.

Coloro che, con studio e un pizzico di fortuna, riusciranno a superare la selezione, dovranno sostenere un altro costo esorbitante: il corso di specializzazione ha una spesa di oltre 3 mila euro a persona se si considera che per il Tfa Sostegno non vi è nessun contributo statale.

L’Ateneo molisano è stato uno dei più gettonati, dopo la Suor Orsola Benincasa di Napoli, con 10 mila domande, l’Università di Cassino con 7 mila domande, Macerata con 6 mila domande, Foggia e Bari con 5400/5200.

In Molise, in questi 2 giorni, ci sono ben 5052 ‘sognatori docenti’ anche provenienti da fuori regione, senza considerare tutti quelli rimasti a casa perché impossibilitati a partecipare per gli alti costi del corso di specializzazione o perché semplicemente demotivati dalla ‘giungla dell’insegnamento’.

MARIA CRISTINA GIOVANNITTI

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