Molise Cinema Archivi - CBlive https://www.cblive.it/tag/molise-cinema La città di Campobasso in diretta Thu, 04 Aug 2022 18:16:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9 https://www.cblive.it/wp-content/uploads/2018/01/cropped-android-icon-144x144-32x32.png Molise Cinema Archivi - CBlive https://www.cblive.it/tag/molise-cinema 32 32 Molise Cinema è anche divertimento: la seconda serata con Nuzzo e Di Biase e la presentazione del film Mancino naturale https://www.cblive.it/news-dal-molise/molise-cinema-e-anche-divertimento-la-seconda-serata-con-nuzzo-e-di-biase-e-la-presentazione-del-film-mancino-naturale.html https://www.cblive.it/news-dal-molise/molise-cinema-e-anche-divertimento-la-seconda-serata-con-nuzzo-e-di-biase-e-la-presentazione-del-film-mancino-naturale.html#respond Thu, 04 Aug 2022 18:16:08 +0000 https://www.cblive.it/?p=116799 Molise Cinema è giunto alla sua ventesima edizione e come ogni anno il programma è ricco di appuntamenti cinematografici di vario genere e adatti a tutte le età. Lo scopo del Festival è anche quello di coinvolgere il pubblico con appuntamenti che richiamano un interesse sempre ampio. Per la seconda serata del Festival Molise Cinema …

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Molise Cinema è giunto alla sua ventesima edizione e come ogni anno il programma è ricco di appuntamenti cinematografici di vario genere e adatti a tutte le età. Lo scopo del Festival è anche quello di coinvolgere il pubblico con appuntamenti che richiamano un interesse sempre ampio.

Per la seconda serata del Festival Molise Cinema il pubblico presente nell’arena di Casacalenda ha potuto assistere ad un live del duo comico Nuzzo e Di Biase. Dagli esordi al teatro, passando per il cinema e lo streaming, Corrado Nuzzo e Maria Di Biase hanno raccontato le loro esperienze nel mondo della comicità. E proprio della comicità ne hanno fatto una ragione di vita: ogni racconto, aneddoto o commento durante il live è stato marcato dal loro tono comico che ha fatto divertire e applaudire il pubblico presente.

Le origini molisane di Maria Di Biase fanno parte del suo vissuto, delle sue scelte e spesso sono argomento all’interno degli sketch della coppia. “Forse anche la passione del cinema mi è nata in Molise”, dice sorridendo l’attrice, “perché quando ero piccola non essendoci centri estivi, passavo i pomeriggi a guardare dei film meravigliosi”. Un legame forte con la propria terra di origine espresso anche dalla volontà del duo comico di realizzare dei progetti cinematografici in Molise. Ancora nulla di pratico, ma l’idea di fare qualcosa per e nel Molise è molto sentita. Il Molise è già presente nell’ultimo film dal titolo “Vengo anch’io” diretto e interpretato da Nuzzo Di Biase uscito nelle sale nel 2018 con qualche scena girata nel territorio regionale.

Prima del live di Corrado Nuzzo e Maria Di Biase il pubblico ha assistito a un omaggio di Monica Vitti (protagonista di questa ventesima edizione del festival) in collaborazione con la Cineteca Nazionale. A seguire la presentazione del film di Salvatore Allocca dal titolo Mancino naturale. Il film racconta la storia di Isabella, interpretata da Claudia Gerini, che si trova a crescere da sola suo figlio adolescente Paolo, chiamato così dal padre per rendere omaggio al suo idolo calcistico Paolo Rossi. Isabella desidera a tutti i costi che suo figlio diventi un calciatore professionista, dimenticando che Paolo è anche un bambino che necessita di vivere la sua età. Passato e presente si intrecciano nella vita dei protagonisti, tra errori e nuove opportunità. La conoscenza con un nuovo vicino di casa, interpretato da Francesco Colella, e un procuratore affarista (Massimo Ranieri) sarà il filo rosso che lega la storia del film.

Il giovane regista romano, Salvatore Allocca, presente nell’arena di Casacalenda ha espresso il suo entusiasmo nel realizzare questa sua opera: dalla scelta del cast composto da nomi importanti come i già citati Claudia Gerini, Francesco Colella, Massimo Ranieri, anche Katia Ricciarelli. Una particolare scelta anche del protagonista Alessio Perinelli nei panni di Paolo: ottimo calciatore, ma anche un attore che ha già dimostrato la sua abilità e competenza con la sua prima performance in Mancino naturale.

Continuano fino al 7 agosto gli appuntamenti di Molise Cinema.

Qui il programma completo di oggi e domani in cui sarà protagonista l’attore Fabrizio Gifuni e tanti altri nomi importanti del panorama televisivo e cinematografico.

Federica Prezioso

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La terza giornata del Festival di Molise Cinema tra passato e futuro e il talk di Domenico Iannacone https://www.cblive.it/cultura/la-terza-giornata-del-festival-di-molise-cinema-tra-passato-e-futuro-e-il-talk-di-domenico-iannacone.html https://www.cblive.it/cultura/la-terza-giornata-del-festival-di-molise-cinema-tra-passato-e-futuro-e-il-talk-di-domenico-iannacone.html#respond Sat, 07 Aug 2021 08:37:11 +0000 https://www.cblive.it/?p=106812 La terza giornata di Molise Cinema è stata un susseguirsi di momenti di riflessione con gli appuntamenti cinematografici di carattere storico e culturale. In particolare, il talk di Domenico Iannacone ha tenuto il pubblico incollato alle sedie. Il 5 agosto, il festival di Molise Cinema si è aperto con la presentazione del progetto “MoliseCinema scuola …

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La terza giornata di Molise Cinema è stata un susseguirsi di momenti di riflessione con gli appuntamenti cinematografici di carattere storico e culturale. In particolare, il talk di Domenico Iannacone ha tenuto il pubblico incollato alle sedie.

Il 5 agosto, il festival di Molise Cinema si è aperto con la presentazione del progetto “MoliseCinema scuola – Ciak s’impara” rivolto ai più piccoli, nato con l’obiettivo di utilizzare le opere cinematografiche a fini educativi e culturali. A seguire, sempre nel cinema teatro di Casacalenda, sono stati proiettati i film in concorso, partendo dal documentario di Michele Aiello e Michele Cattani, dal titolo Un giorno la notte. Nel pomeriggio, il pubblico ha potuto apprezzare i cortometraggi della sezione “Percorsi” con: Malumore di Loris Giuseppe Nese; Come a Mìcono, diretto da Alessandro Porzio; L’infinito, di Simone Massi; Where the leaves fall, di Xin Alessandro Zheng; Slow, diretto da Giovanni Boscolo e Daniele Nozzi.

Un secondo documentario è stato proiettato a partire dalle 18.00 dal titolo L’occhio di vetro dalla regia di Duccio Chiarini. Una forma abbastanza singolare di documentario perché non solo registra la vicenda che coinvolge in prima persona il regista, ma ha anche una sua narratività. Infatti L’occhio di vetro racconta l’avventura di Duccio nell’intento di trovare le informazioni necessarie per ricostruire la storia della sua famiglia. Una famiglia modellata e influenzata dal periodo fascista, dal quale, anche a distanza di anni, non riesce a liberarsene. Il documentario ricostruisce la storia della famiglia del regista, avvalendosi, man a mano, anche dei filmati originali dell’archivio storico dell’istituto Luce. Un valore storico e culturale, quindi, che fa del documentario di Duccio Chiarini un tuffo nel passato arricchito da prove concrete del periodo più buio della storia italiana.

Dalla storia si passa alla contemporaneità con la presentazione del libro Le maschere di Dionisio dell’autore Giacomo Ravesi. Il libro analizza le rappresentazioni della figura umana nei media e nelle arti contemporanee.

Ha dimostrato un ottimo riscontro la consegna del premio Armida Miserere diretto a Domenico Iannacone, giornalista di origini molisane che accoglie con grande affetto il riconoscimento. Il premio Armida Miserere è dedicato a coloro che si sono prodigati per le cause sociali e per la giustizia. Per questo motivo, il riconoscimento a Iannacone è esemplare. Dopo la consegna del premio, il giornalista ha proposto un talk, dal titolo Che ci faccio qui. Sillabario di emozioni. “Partirei dal dire che non mi sento esattamente un giornalista”, afferma Iannacone, “o, perlomeno, non mi sento più un giornalista nel senso canonico dell’espressione. Mi sento uno che ha fatto un percorso quasi laterale, sono partito scrivendo e usare la parola per il racconto e poi mi sono ritrovato qui a fare televisione”.

I temi fondamentali sui quali ha basato il suo talk sono tutti di natura umana: il danno, la speranza e l’aiuto. Avvalendosi di alcuni filmati tratti dai suoi più celebri reportage, Iannacone ha parlato di danno riferendosi alla questione ambientali (in particolare alla terra dei fuochi) e riflettendo su quanto la responsabilità del singolo possa ricadere sull’intera comunità, creando, appunto, dei danni irreparabili. Il sillabario delle emozioni continua su una linea molto sottile tra pietà e riflessione. Le sue parole hanno colpito molto il pubblico presente a Casacalenda che lo ha onorato di un lungo applauso.

Ha espresso grande riconoscimento anche per il suo Molise: “le cose migliori le ho imparate in provincia. Quando mi chiedono come si inzia io rispondo che si deve iniziare in provincia, perché la provincia è qualcosa che permette di stabile un legame con la curiosità e la fantasia, stabilisce la tua voglia di fare, cosa che non si trova altrove. Quando sono arrivato per la prima volta a Ballarò mi guardavano snobbandomi, io però ho stabilito che il mio modo di raccontare dovesse avere a che fare con quello che avevo imparato in provincia, con i rapporti che si erano creati in provincia. A me interessa che nei racconti ci sia la dimensione umana”, dice Iannacone.

Immagini e parole possono lasciare un segno nella mente e Molise Cinema è la dimostrazione che il connubio di queste due forme di comunicazione possono cambiare il modo di vedere la realtà. Anche Domenico Iannacone, con i suoi reportage, ha dato un impulso in più alle sue parole, mostrando al pubblico ciò che accade quando la televisione diventa verità e non solo lavoro di montaggio.

La serata si è conclusa con la proiezione del film Regina per il concorso “Paesi in lungo”. Alla proiezione erano presenti il regista del film, Alessandro Grande e l’attrice protagonista che interpretato Regina, Ginevra Francesconi. Il film è ambientato in Calabria e racconta la storia di Regina, quindicenne con uno spiccato talento musicale. Accanto a lei c’è suo padre Luigi, interpretato da Francesco Montanari. Ginevra e suo padre sono molto legati soprattutto dopo la scomparsa della mamma di Ginevra. Un giorno però accade qualcosa d’inaspettato, un evento traumatico compromette il rapporto tra padre e figlia. Sia il regista che l’attrice protagonista hanno espresso soddisfazione per il lavoro che ha portato il film a ricevere un’ampia approvazione. Infatti già sono orientati verso nuovi progetti che si spera possano essere ancora una volta presentati al festival di Molise Cinema.

Federica Prezioso

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La rappresentazione della relazione con il territorio nella seconda giornata di Molise Cinema https://www.cblive.it/cultura/la-rappresentazione-della-relazione-con-il-territorio-nella-seconda-giornata-di-molise-cinema.html https://www.cblive.it/cultura/la-rappresentazione-della-relazione-con-il-territorio-nella-seconda-giornata-di-molise-cinema.html#respond Fri, 06 Aug 2021 05:00:46 +0000 https://www.cblive.it/?p=106770 Nella seconda giornata del Festival di Molise Cinema è stato centrale il tema delle relazioni con il territorio di appartenenza, rappresentandole e parlandone attraverso i cortometraggi e gli incontri con i registi. Il programma è partito con la proiezione del film Miele, di Valeria Golino e con Jasmine Trinca (l’attrice sarà ospite sabato 7 agosto …

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Nella seconda giornata del Festival di Molise Cinema è stato centrale il tema delle relazioni con il territorio di appartenenza, rappresentandole e parlandone attraverso i cortometraggi e gli incontri con i registi.

Il programma è partito con la proiezione del film Miele, di Valeria Golino e con Jasmine Trinca (l’attrice sarà ospite sabato 7 agosto al Festival); nel pomeriggio sono stati presentati i cortometraggi internazionali: El sueño más largo que recuerdo, di Carlos Lenin realizzato Messico; Azul, di Emilio Martínez-Borso, Spagna; Brigitte Bardot, di Çağıl Bocut girato in Turchia; We Have One Heart, di Katarzyna Warzecha realizzato in Polonia.

A seguire, per il concorso documentari “Frontiere” è stato presentato il film di Daniele Babbo dal titolo I tuffatori. L’incontro con il regista nella cornice del cinema teatro di Casacalenda ha fatto da precursore al tema che si è intrecciato nel corso degli appuntamenti: la relazione con il luogo di nascita. I tuffatori è un documentario che racconta la storia dei cittadini di Mostar, in Bosnia ed Erzegovina, che da anni tramandano la tradizione di lanciarsi dal ponte più alto della città in segno di riconoscimento per l’appartenenza alla comunità e alla città. Il ponte ha una lunga storia di ricostruzione dopo la distruzione avvenuta a causa della guerra; i cittadini ne sono affezionati a tal punto da trasformare quei tuffi in un vero e proprio lavoro. Si raccolgono le offerte per i lanci e i tuffatori si ritrovano nel club per parlare di come deve essere un tuffo perfetto senza causare troppo danni al corpo. Ai bambini viene insegnato il significato di quel ponte per la comunità e a molti di loro si chiede di tuffarsi per portare avanti la tradizione supportata da un gruppo di uomini che, nonostante la guerra e le difficoltà che essa comporta, non hanno abbandonato quell’unico motivo di orgoglio per la loro città. Storie di uomini e donne che fanno della tradizione un gancio alla storia passata e un appiglio per un futuro migliore. Nel corso del documentario è stato toccato anche il tema della lontananza dal luogo di nascita e la difficoltà di non vivere i luoghi simbolo che hanno determinato appartenenza e riconoscenza in una comunità. Il regista, Daniele Babbo, ha raccontato la sua esperienza durata mesi, allo scopo di vivere a contatto con i cittadini di Mostar per raccontare, in modo del tutto naturale, il significato di quel ponte e riportare agli occhi del pubblico una tradizione unica nel suo genere.

Il topic delle relazioni con il territorio è stato rappresentato anche nel corso della serata con gli appuntamenti cinematografici in arena. In particolare nella prima proiezione del cortometraggio Le Mosche di Edgardo Pistone, girato a Napoli. Un gruppo di ragazzini che vive in un quartiere difficile della periferia di Napoli non riesce ad immaginare una nuova vita lontano da quella quotidianità. Il contesto gli porta a scontrarsi con il pericolo e solo dopo l’incidente di uno dei protagonisti emerge con forza la determinazione di un luogo che condanna chi sbaglia, ma non insegna a contrastare il pericolo.

Il secondo corto, dal titolo Zombie è frutto della regia di Giorgio Diritti. Le difficoltà ad accettare una separazione è il tema centrale del cortometraggio in concorso. Infine, Edoardo Natoli, da attore a regista, ha presentato con un videomessaggio il suo cortometraggio intitolato Solitaire. Il suo lavoro è un cartone animato e rappresenta la storia di due anziani parigini costretti in casa a causa della pandemia e a scambiarsi affetto tramite una finestra. La semplicità di un lavoro curato nei dettagli ha riscontrato forti applausi da parte del pubblico.

La serata si è conclusa con la proiezione e incontro con il regista per il film Fortuna di Nicolangelo Gelormini. Fortuna è il nome della bimba interpretata da Cristina Magnotta; il film si ispira alla drammatica storia di Fortuna Loffredo, una bambina di sei anni Caivano, periferia di Napoli, caduta dal terrazzo del suo palazzo per aver cercato di ribellarsi alle violenze di un vicino, due anni dopo la morte di un altro bambino dello stesso caseggiato. La forza del film sta nell’omettere tutto ciò che potrebbe essere considerato osceno, dando comunque modo al pubblico di percepire la drammaticità della storia. Inquadrature artistiche e colori che cambiano in base alle trasformazioni di Fortuna (che soffre di un disturbo della personalità), rendono il lungometraggio di Gelormini un lavoro intenso e coinvolgente. Le sue parole all’incontro dopo la proiezione del film sono dedicate soprattutto ai bambini che hanno recitato nel suo film, definendoli come essere da proteggere vivendo una fase molto delicata della loro vita, anche se la maturità dei piccoli attori (accompagnati da Valeria Golino e Pina Turco con la partecipazione di Libero De Rienzo) ha fatto sì che il lavoro di comprensione diventasse più facile del previsto.

Gli appuntamenti online, a partire dalle 19.30, hanno riguardato la proiezione dei cortometraggi in concorso nella sala virtuale MC-MYmovies.

Federica Prezioso

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Casacalenda, la prima giornata della XIX edizione di Molise Cinema con tanti ospiti ed eventi https://www.cblive.it/cultura/la-prima-giornata-della-19-edizione-di-molise-cinema-con-tanti-ospiti-e-interessanti-eventi.html https://www.cblive.it/cultura/la-prima-giornata-della-19-edizione-di-molise-cinema-con-tanti-ospiti-e-interessanti-eventi.html#respond Thu, 05 Aug 2021 08:12:08 +0000 https://www.cblive.it/?p=106710 La prima giornata del Festival Molise Cinema ha già anticipato l’atmosfera avvincente e stimolante che farà da cornice nei prossimi giorni. Il programma di lunedì 3 agosto inizia alle 11 con la presentazione dei cortometraggi per il concorso “Paesi in corto. Concorso corti internazionali” con i seguenti titoli: Easter Eggs, Nicolas Keppens, realizzato tra Belgio, …

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La prima giornata del Festival Molise Cinema ha già anticipato l’atmosfera avvincente e stimolante che farà da cornice nei prossimi giorni. Il programma di lunedì 3 agosto inizia alle 11 con la presentazione dei cortometraggi per il concorso “Paesi in corto. Concorso corti internazionali” con i seguenti titoli: Easter Eggs, Nicolas Keppens, realizzato tra Belgio, Francia e Paesi Bassi; Eclipse, di Raha Amirfazli e Alireza Ghasemi, Iran/Francia; La comète dalla regia di Piero Usberti, realizzato in Francia; Teo va al espacio di Alberto Baldini e Juan Utrilla, girato in Spagna.  Alle 18 per il concorso “Frontiere. Concorso documentari” è stato presentato Punta sacra, di Francesca Mazzoleni.

Dalla location del cinema teatro, il festival si è spostato in arena a partire dalle 19.45 dove è stato presentato il libro dell’autrice Donatella Di Pietrantonio dal titolo Borgo Sud. Con il suo ultimo lavoro, Di Pietrantonio, partecipa al Premio Strega 2021 e si classifica al secondo posto. La scrittrice abruzzese esordisce nel 2010 con il libro Mia madre è un fiume e nel 2014 pubblica Bella mia; successivamente, nel 2017, nasce L’arminuta e nel 2020 Borgo Sud. All’incontro a Molise Cinema per la presentazione di Borgo Sud ne hanno parlato Valentina Fauzia e Pierparolo Giannubilo. Nel dialogo con la scrittrice sono emersi sin da subito i temi fondamentali che caratterizzano il suo ultimo lavoro. Infatti la prima riflessione ha riguardato il linguaggio, tema senz’altro fondamentale per un lavoro di scrittura, reso particolare dalla presenza all’interno del romanzo da frasi e parole provenienti dal dialetto regionale, o meglio intenderla come una lingua che nasce dal tentativo di trovare un modo di comunicare da parte di chi conosce solo il dialetto verso chi, invece, conosce solo l’italiano. Sarebbe stato troppo difficile scegliere un dialetto tra i tanti utilizzanti in Abruzzo per via di una vastità di parole e pronunce che cambiano da paese in pase, così come avviene in Molise. Inoltre, un dialetto fedele sarebbe stato di difficile comprensione. Infatti, come conferma Donatella di Pietrantonio: “Non ho fatto altro che trascrivere il modo di parlare di una fascia di popolazione, ormai anziana, che non hanno avuto un accesso reale alla lingua nazionale”.

Borgo sud è la continuazione de L’Arminuta ed entrambi i romanzi sono caratterizzati dalla presenza prevalente della figura femminile, un tratto distintivo che si nota in modo particolare nell’ultimo lavoro. Nel raccontare la trama, l’autrice si concentra nella figura della protagonista de L’Arminuta e la considera come un’idea che non l’ha mai abbandonata: “i due personaggi, le due sorelle, non mi hanno lasciata in pace”, afferma l’autrice sorridendo, “dopo aver concluso con L’arminuta io non riuscivo a non ritirare il mio investimento sui personaggi; mi capitava di pensare come la protagonista e non posso nemmeno dire di aver deciso di scrivere un secondo libro, poiché a un certo punto mi appare una scena e da lì sono andata avanti e costruire un romanzo che scaturisce da quell’unico elemento. E nel caso di Borgo sud è la festa in campagna, il temporale che si scatena e guasta la festa, e poi questa grondaia che si rompe e ferisce uno dei personaggi. Il sangue che cade sul vestito bianco e lo macchia è lì quasi ad anticipare tutto uno sviluppo di trama”.

Il filo che lega ogni romanzo e lo rende così intimo è il rapporto con il territorio. Ma non solo limitatamente alla questione fisica, ma soprattutto all’elemento umano. Una sorta di devozione da sradicare per chi nasce in un posto dove i rapporti umani sono alla base della quotidianità. “Io credo che il territorio ci determini in ogni caso, sia se decidiamo di andarcene e sia se diciamo di restare. È sempre il luogo di nascita che ci fa decidere. […] Per chi va via dal luogo di nascita e ne parla male penso che anche questo sia un legame, è un modo di restare lì con la testa. Ho sempre l’impressione che quel luogo non ti lascia veramente.”

Nel 2021 uscirà anche il film ispirato al romanzo de L’Arminuta diretto da Giuseppe Bonito, con Sofia Fiore e Carlotta De Leonardis e distribuito da Lucky Red.

Rimanendo nel tema dei 100 anni dalla nascita di Nino Manfredi, appena dopo la fine della presentazione del libro Borgo Sud, è stato proiettato il cortometraggio Avventura di un soldato, di e con Nino Manfredi in collaborazione con il centro sperimentale di cinematografia – Cineteca nazionale. A seguire, per il concorso dei lungometraggi “Paesi in lungo” è stato proiettato Est – Dittatura last minute, di Antonio Pisu. I protagonisti sono tre ragazzi di Cesena, interpretati da Lodo Guenzi, Jacopo Costantini e Matteo Gatta. Quest’ultimo presente alla proiezione del film, insieme a Maurizio Paganelli, l’autore del libro che ha ispirato il film. Una trama avvincente che racconta la storia di tre amici in vacanza in Est Europa e giunti a Budapest conoscono un rumeno in fuga dal suo paese a causa della dittatura. L’uomo chiede l’aiuto ai tre italiani per far recapitare una valigia alla sua famiglia rimasta in Romania, sotto la dittatura di Ceausescu. Pago, Rice e Bibi si troveranno in un paese sotto il regime dittatoriale, implicati in situazioni surreali e circondati da personaggi improbabili che metteranno seriamente a rischio la loro vita. Un videosaluto di Loco Guenzi anticipa l’inizio del film nel quale esprime un bellissimo pensiero per il Molise per la sua accoglienza.

Molise Cinema è anche in diretta streaming e dalle 19.30 nella sala virtuale MC-Mymovies sono state proiettati i cortometraggi in concorso e, contemporaneamente alla proiezione in arena, il film di Antonio Pisu.

Federica Prezioso

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The story of my wife, il film in concorso al festival di Cannes realizzato da una produzione anche molisana https://www.cblive.it/cultura/the-story-of-my-wife-il-film-in-concorso-al-festival-di-cannes-realizzato-da-una-produzione-anche-molisana.html https://www.cblive.it/cultura/the-story-of-my-wife-il-film-in-concorso-al-festival-di-cannes-realizzato-da-una-produzione-anche-molisana.html#respond Sat, 17 Jul 2021 05:30:08 +0000 https://www.cblive.it/?p=106161 The story of my wife è l’adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Milán Füst. La storia, ambientata negli anni ’20, narra le avventure e le disavventure matrimoniali del capitano di navi da trasporto Jakob Störr (Gijs Naber). Mentre si trova in un bar con un suo caro amico, il capitano decide di fare una scommessa con …

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The story of my wife è l’adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Milán Füst. La storia, ambientata negli anni ’20, narra le avventure e le disavventure matrimoniali del capitano di navi da trasporto Jakob Störr (Gijs Naber). Mentre si trova in un bar con un suo caro amico, il capitano decide di fare una scommessa con quest’ultimo: sposerà la prima donna che entrerà nel caffè.

È così che Jacob conosce Lizzy (Léa Seydoux), la sua futura moglie, con la quale convola a nozze e successivamente va a vivere a Parigi, nonostante non sappia molto della sua giovane, bellissima, ma misteriosa consorte.

Una coproduzione internazionale che coinvolge anche il Molise

La casa di produzione che ha realizzato il film in concorso al festival di Cannes ha sede in Molise, precisamente a Larino e si tratta della Palosanto Films. La società di produzione nasce nel 2013 sotto la guida di Pilar Saavedra Perrotta e il fratello Manfredi, insieme al produttore romano Federico Saraceni.

Un film di coproduzione internazionale che riunisce partner produttivi di Ungheria, Germania, Italia e Francia.

The story of my wife – il sesto film della regista, già vincitrice della Caméra d’Or a Cannes con My 20th Century e premiata alla Berlinale con l’Orso d’Oro per Corpo e anima, che le valse anche una Nomination agli Oscar – vede coinvolte nella produzione l’italiana Palosanto Films e Rai Cinema. Nel cast, accanto a Léa Seydoux, Gijs Naber, Louis Garrel, anche Sergio Rubini e Jasmine Trinca.

L’appuntamento con Molise Cinema

A questo proposito tocca citare non solo il festival internazionale di Cannes, ma anche il festival regionale Molise Cinema perché sarà proprio Jasmine Trinca ad essere la protagonista d’eccezione dell’edizione 2021 che si terrà a Casacalenda dal 3 all’8 agosto. “Il Festival – si legge in una nota – le dedica il nuovo libro della sua collana editoriale, composto da saggi e interviste che ripercorrono la carriera di una delle più intese e duttili attrici italiane, già vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti. Durante il Festival si potranno rivedere anche alcuni dei film che l’hanno vista protagonista. Sono tanti i film candidati per partecipare alle sezioni competitive del Festival che svolgerà la sua 19° edizione.

Le selezioni da parte del Comitato saranno rese note il 23 luglio e da questa data si sapranno maggiori informazioni relative alla programmazione del festival che porta il Molise sotto i riflettori nazionali e internazionali.

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