Gioia o lacrime, ‘figli d’arte’ o alla prima esperienza: scelti i bambini che saliranno sui Misteri

È il pomeriggio del secondo lunedì di maggio quando nel cortile del Museo dei Misteri si radunano bambini e genitori. Tutti in fila per le prove che decreteranno chi, il prossimo 3 giugno, potrà essere protagonista del Corpus Domini, la festa più importante della città di Campobasso.

Dalla porta, tenuta rigorosamente chiusa da un rappresentante dell’associazione Misteri e Tradizioni escono volti sorridenti e soddisfatti, ma anche bambini in lacrime. Lì, nel luogo che tutto l’anno conserva e custodisce gli Ingegni del Di Zinno i piccoli vengono fatti entrare per essere misurati e pesati. I seggiolini dei vari quadri volanti, infatti, possono reggere fino ad un certo peso e una determinata altezza. Quindi, solo se l’esito sarà quello sperato ci sarà, l’ultimo e più importante passaggio: la fatidica prova sui Misteri.

Una volta su, si vedrà la reazione dei bambini, se saranno a loro agio, se staranno comodi o, magari, avranno bisogno di cuscini. Contemporaneamente alle misurazioni chi è addetto alle prove cerca, inoltre, di capire la motivazione dei bambini, soprattutto per quelli che sono alla loro prima volta.

Qualcuno, alla vista dei grandi Ingegni, si impaurisce ed esce in lacrime alla ricerca dei genitori. Chi invece supera la selezione, da quella porta, verrà fuori al fianco della mamma o del papà con un foglio in mano. È quello, infatti, lo spartiacque per capire l’esito del test. Un documento in cui ci sono una serie di indicazioni e una parte da compilare e riconsegnare, unitamente al certificato del medico.

Cosa indichi quel pezzo di carta lo sa bene il piccolo Tonino che il 3 giugno 2018, per la terza volta consecutiva, sarà uno dei protagonisti del quadro volante dedicato a San’Antonio Abate. Dopo l’esperienza da angelo sul Mistero di San Leonardo e quella di Gesù nella rappresentazione dell’Assunta, nel 2018 sarà sull’Ingegno più noto. Quello dove il diavolo tenterà, per tutta la sfilata, di far ridere la donzella, la cui identità sarà svelata solo il prossimo 26 maggio.

E Tonino, che conosce ormai bene quella trafila, un po’ di emozione continua comunque a provarla. Nonostante per lui gli Ingegni del Di Zinno rappresentino una tradizione di famiglia. “Quando era più giovane – racconta la mamma, Mariassunta Di Nardomio marito ha fatto il portatore e, così come mio cognato, entrambi hanno interpretato Abramo”.

A mostrare tutto il suo dispiacere, con il volto nascosto nell’abbraccio del papà è invece Matilde che, diversamente da Tonino, non è ‘figlia d’arte’. Per lei la prova questa volta si è conclusa con un nulla di fatto. Dall’anno scorso è cresciuta troppo e la sua altezza non le concederebbe di stare comoda su quei seggiolini.  “In famiglia – spiega il papà di Matilde – solo lei è salita sui Misteri. È stato un suo desiderio a cui negli anni passati abbiamo deciso di venire incontro, provando nel giorno della sfilata un’emozione indescrivibile”.

Una commozione che però questa volta non si ripeterà, nonostante quel passaparola avvenuto tra i compagni di classe abbia portato la piccola a voler ritentare anche quest’anno, presentandosi alle prove insieme al papà. Ma come Matilde nel cortile del Museo ci sono tanti altri bambini che devono fare i conti con la delusione. Ci sono lacrime e abbracci e la promessa di un gelato che magari farà dimenticare tutto.

I posti in fondo sono limitati e i bambini sempre troppi. Nemmeno il ruolo di chi decide è sempre facile, anche perché più di qualcuno ci prova ad usare amicizie e conoscenze per la classica “spintarella”. Qualche mamma o nonna prova perfino a far aprire la porta nell’intenzione di uno sguardo o un occhiolino da fare a chi sta all’interno del Museo e che sembra non capire.

Una tradizione talmente forte e sentita che fa balenare l’idea a più di qualcuno di poter percorrere scorciatoie, ma anche renderli consapevoli che una simile trepidazione sia giusta da vivere sia in estate che in inverno.

Molti sono, infatti, i genitori che dicono di non aver problemi a vedere i propri figli salire sui Misteri anche il 2 dicembre quando, in occasione dei 300 anni dalla nascita del Di Zinno, nelle intenzioni dell’amministrazione, i quadri volanti torneranno a sfilare per la città di Campobasso.

“Credo che la tradizione – dice ad esempio la mamma di Tonino – vada rispettata sempre. Vorrà dire che se farà freddo, indosseranno qualcosa di più pesante”. Dello stesso parere anche il papà di Matilde e tanti altri genitori in attesa di conoscere l’esito delle prove. Parole queste, che sembrano, almeno per il momento, mettere da parte le preoccupazioni degli organizzatori per una data la cui uscita è alquanto insolita.

Ma dicembre si sa è ancora lontano. A differenza del primo “un, ddu e tre…scannétte alleérte” del 2018: sempre più vicino.

fabyab

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