Silvana Gianfelice, una vita al servizio della famiglia e della cultura della vita
Lettera aperta di Paolo Mitri in ricordo della dottoressa Silvana Maria Gianfelice, medico ginecologo e testimone di fede, umanità e dedizione.

Ci sono persone che lasciano un segno profondo non soltanto attraverso la professione che hanno esercitato, ma soprattutto per i valori che hanno saputo testimoniare, con discrezione e coerenza, nel corso della propria esistenza. La dottoressa Silvana Maria Gianfelice, vedova Laurienzo, appartiene certamente a questa schiera di persone.
Ci ha lasciati giovedì 8 ottobre, a Padernello di Paese, in provincia di Treviso, all’età di novant’anni. Nata a Campobasso il 20 agosto 1936, ha vissuto gran parte della sua attività professionale nella nostra regione, esercitando la medicina con la specializzazione in ginecologia e mettendo le proprie competenze al servizio delle donne, delle famiglie e della comunità.
Il ricordo di Silvana, tuttavia, non può fermarsi ai meriti professionali. Chi ha avuto modo di conoscerla durante gli anni della sua attività in Molise, e in particolare a Campobasso, conserva la memoria di una donna capace di coniugare la preparazione scientifica con una profonda sensibilità umana, una fede salda e una concreta attenzione alla persona.
Il suo impegno trovò un’espressione particolarmente significativa nel Consultorio Diocesano “La Famiglia”, nato dalla feconda esperienza della Parrocchia di San Leonardo e dall’opera pastorale di don Giovanni Battista. In quel contesto, la dottoressa Gianfelice seppe offrire un contributo prezioso, convinta che la famiglia costituisse un luogo fondamentale di crescita, responsabilità e trasmissione dei valori.
Erano anni nei quali i temi della sessualità, della contraccezione, della maternità e della responsabilità genitoriale animavano un intenso confronto culturale, sociale ed ecclesiale. Dopo la pubblicazione dell’enciclica Humanae Vitae di san Paolo VI, il 25 luglio 1968, e nel più ampio orizzonte della riflessione sulla difesa della vita, approfondita anche da san Giovanni Paolo II con l’enciclica Evangelium Vitae del 25 marzo 1995, il tema dell’educazione alla vita assumeva un rilievo particolare.
In questo scenario, Silvana Gianfelice scelse di mettere la propria professionalità al servizio di un percorso educativo fondato sulla responsabilità, sull’accoglienza e sul rispetto della vita umana. Attraverso innumerevoli corsi di formazione prematrimoniale, contribuì a far conoscere la visione della Chiesa sulla procreazione responsabile e i metodi naturali di regolazione della fertilità, accompagnando tante coppie in una stagione importante della loro vita.
Il suo non fu soltanto un impegno di carattere professionale o formativo. Fu, soprattutto, una testimonianza personale. La credibilità delle sue parole nasceva dalla coerenza tra ciò che insegnava e ciò che viveva, tra la sua fede e le scelte quotidiane, tra la competenza del medico e la delicatezza di chi sa avvicinarsi alle persone senza invadere il loro spazio.
È difficile misurare oggi la portata di un’opera educativa che, svolta lontano dai clamori e senza la ricerca di riconoscimenti, ha accompagnato intere generazioni. Possiamo tuttavia ritenere che molti abbiano trovato, nei percorsi promossi dal Consultorio Diocesano “La Famiglia” e nella testimonianza della dottoressa Gianfelice, occasioni di confronto, sostegno e crescita. Un patrimonio umano e spirituale che merita di essere ricordato e custodito.
La sua figura ci richiama anche a una riflessione sul valore del servizio nella società contemporanea. In un tempo nel quale si tende spesso a misurare il valore delle persone in base alla visibilità pubblica o ai risultati immediatamente quantificabili, la vita di Silvana ci ricorda quanto possano essere incisivi il lavoro silenzioso, la fedeltà alle proprie convinzioni e la disponibilità a mettersi al servizio degli altri.
Sono proprio i gesti quotidiani, le parole pronunciate con rispetto, l’ascolto paziente e la coerenza personale a costruire legami destinati a durare nel tempo. La dottoressa Gianfelice ha saputo lasciare questa eredità non soltanto nell’ambito della sua attività professionale, ma anche nella vita familiare, che ha sempre rappresentato per lei un riferimento essenziale.
I figli Mariarosaria e Antonio Laurienzo, nel ricordarla, ne restituiscono un’immagine intensa e affettuosa: «La grande sobrietà, integrità morale, umanità, discrezione, umiltà e amorevolezza di nostra madre, sorretta da una salda fede, è per noi un grande esempio di vita. È sempre stata una presenza costante per noi e siamo grati a Dio per questo dono».
Parole che raccontano una madre amata e riconosciuta come punto di riferimento, ma che restituiscono anche il profilo di una donna la cui ricchezza interiore si esprimeva nella semplicità, nella dedizione e nella presenza costante accanto ai propri cari.
Ai figli Mariarosaria, con Fabio, e Antonio, con Valeria, agli adorati nipoti Sara, Leonardo, Dorotea, Ginevra, Pietro, Gabriele, Beniamino, Benedetta e Federico, alla sorella, al fratello, ai cognati, alle cognate, ai nipoti e a tutti i familiari giungano le più sentite condoglianze e la vicinanza di quanti hanno conosciuto e stimato la dottoressa Gianfelice.
Silvana ha trascorso gli ultimi anni della sua vita a Padernello di Paese, dove si era trasferita per vivere accanto ai figli. Qui si svolgeranno le esequie, mercoledì 14 ottobre, alle ore 15.30, nella chiesa parrocchiale, cui seguirà la sepoltura nel vicino cimitero.
Anche Campobasso desidera stringersi idealmente attorno alla sua memoria. Mercoledì 14 ottobre, alle ore 18, nella Parrocchia di San Giuseppe Artigiano, nella cappellina inferiore, sarà celebrata una Santa Messa in suffragio della dottoressa Gianfelice, occasione per ritrovarsi nella preghiera insieme agli amici e a quanti hanno condiviso con lei un tratto di cammino.
La distanza geografica non cancella, infatti, i legami costruiti nel tempo. Rimane la gratitudine per ciò che Silvana ha saputo donare alla nostra comunità, per la sua competenza professionale, per il suo impegno a favore della famiglia e per la testimonianza di una fede vissuta con autenticità.
Nel congedarci da lei, il ricordo diventa anche un impegno: non disperdere i valori che hanno orientato la sua esistenza e continuare a riconoscere nella famiglia, nella cura della persona e nel rispetto della vita ambiti fondamentali del bene comune.
La dottoressa Silvana Maria Gianfelice lascia un’eredità che non si misura soltanto negli anni trascorsi o nelle attività svolte, ma soprattutto nelle persone incontrate, nelle coscienze accompagnate e negli affetti custoditi.
A noi resta il compito di ricordarla con riconoscenza e di affidarla alla misericordia del Signore, nella speranza cristiana che la morte non sia l’ultima parola e che il bene seminato durante la vita continui a portare frutto.
Grazie, dottoressa Silvana, per la sua testimonianza di vita, per il suo servizio alla famiglia e per il bene seminato nella nostra comunità.
Paolo Mitri















