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Comunali Campobasso: film giallo e horror insieme. Gravina spera ancora nel ballottaggio. Il centrosinistra già freme per gli assessorati

Battista è il nuovo sindaco di Campobasso: il brindisi per festeggiare la vittoria
Il brindisi di Antonio Battista: ne ha fatti due, mentre attende ancora il controllo dei verbali

GIUSEPPE FORMATO

L’ennesima brutta figura, tutta molisana e, nel caso di specie, campobassana, in tema di elezioni, perché passi per qualche problema a una tornata elettorale, magari anche alla seconda, se poi si è recidivi vuol dire che non ci si può più appellare al caso, ma c’è qualcosa che non va nel sistema.

Si tratta dei metodi per selezionare e scegliere i presidenti, i segretari e gli scrutatori di sezione? Sarà altro? Non possiamo, di certo, dirlo noi, ma se a ogni consultazione, per scegliere i nostri rappresentanti, la regione Molise conquista la ribalta nazionale, vuol dire che la macchina elettorale non è ben oleata in tutti i suoi meccanismi.

A Campobasso, tre giorni dopo l’inizio degli scrutini, la commissione elettorale, appositamente nominata, sta procedendo al controllo dei verbali, al fine di valutare l’esatto numero di voti percepiti da sindaci e consiglieri comunali. Il tutto è slittato di un giorno, a causa degli ormai noti problemi sorti alla sezione numero 28, la cui documentazione è stata ricontrollata per tutta la giornata di martedì, nell’aula consiliare di Palazzo San Giorgio, da un’apposita commissione guidata dal giudice Margherita Cardona Albini, che ha decretato il successo al primo turno del candidato sindaco del centrosinistra, Antonio Battista, per una manciata di voti.

L’ex ferroviere ha, quindi, brindato per due volte: sia nella notte tra lunedì e martedì, sia in quella seguente, anche se Battista e il suo staff stanno ancora fremendo, perché la commissione elettorale, in queste ore di giovedì 29 maggio, sta ricontrollando i verbali e sembra che, dall’analisi delle prime dieci sezioni, il pentastellato Gravina avrebbe recuperato tre voti su Battista, mettendo il risultato in serio pericolo.

La città di Campobasso, nel frattempo, attende il verdetto, nemmeno poi con tanta ansia, perché il prossimo consiglio comunale offrirà metà consesso uguale e identico, eccetto per i cambi di casacca, a quello guidato negli ultimi cinque anni da Gino Di Bartolomeo. Come dire: gli elettori si lamentano, salvo poi dare fiducia, in linea di massima, sempre alla solita classe politico-amministrativa.

Il film, giallo o horror a seconda delle interpretazioni, prosegue e non è escluso che possa esserci il colpo di scena finale con il ballottaggio che porterebbe Campobasso ancora alla ribalta nazionale.

Se questo non dovesse esserci e il successo finale sarà del centrosinistra, per Battista inizieranno subito i mal di pancia della composizione della giunta. Frattura, un anno e mezzo fa, impiegò 45 giorni per comporre l’esecutivo. In una maggioranza camaleontica, infatti, ognuno vuole il proprio tornaconto personale. La giunta dovrebbe contare sei assessori esterni: se il Partito Democratico, così come alla Regione, farà la parte del leone, con metà esecutivo, resterebbero tre posti in giunta da dividere tra tutte le altre liste della coalizione.

Se il criterio fosse quello dei più votati, ambirebbero all’assessorato, al posto di vicesindaco e a quello di presidente del consiglio: Bibiana Chierchia (508 voti), Pietro Maio (506), Alessandra Salvatore (466) e Stefano Ramundo (454), in quota PD; Michele Ambrosio (401) per l’UdC; Salvatore Colagiovanni (455) per l’IdV, il quale avrebbe già una promessa di Battista in tal senso; Maurizio Biagio D’Anchise (412) per i Comunisti Italiani; Michele Durante (373) per Lab; Sabino Iafigliola (257) per i Popolari per l’Italia; Mario Annuario (186) per Segnale Civico; Elio Madonna (219) per Centro Democratico, con quest’ultimi due, decisamente, i più deboli per ambire all’assessorato, considerando che Annuario è giovanissimo e alla prima esperienza a Palazzo San Giorgio, mentre Madonna rinunciò a un posto nell’esecutivo cinque anni fa, quando gli fu offerto da Di Bartolomeo. Segnale Civico, però, avrebbe una promessa per un posto in giunta, anche se si dovesse ricorrere ai primi non eletti. La lista, infatti, all’ultimo secondo ha virato verso Battista, risultando decisiva per il ballottaggio.

A questi occorre aggiungere i Socialisti, che hanno già fatto sentire la propria voce, attraverso una nota stampa del segretario provinciale Francesco Bonomolo, primo della lista che non ha ottenuto il quorum: “Il risultato non ha premiato il partito con l’elezione di un consigliere – la riflessione di Bonomolo – ma ha ottenuto un coefficiente numerico che è stato fondamentale per l’elezione di Battista. Senza i nostri voti, il ballottaggio con Gravina sarebbe stata cosa certa. Alla luce di tutto ciò e del diritto di alleanza, – ha concluso Bonomolo – che lega il Partito Socialista Italiano al Partito Democratico, chiediamo che il sindaco possa riconoscere a noi un assessorato esterno, per permetterci di operare al suo fianco e portare avanti il nostro programma in difesa del lavoro per le classi sociali più deboli”.

Àncora di salvataggio per Battista, utile per snellire i pretendenti, sarebbe il veto di offrire l’assessorato ai cosiddetti ‘transfughi’, che comunque sono stati decisivi per la vittoria finale e il riferimento sarebbe per Stefano Ramundo, Salvatore Colagiovanni e Sabino Iafigliola (e per i Popolari anche per Pasquale Colarusso, secondo della lista), ma c’è da giurare che i tre faranno carte false per superare lo scoglio.

Si attende, comunque, ancora il verdetto definitivo, ma a Palazzo San Giorgio sono già iniziati i fuochi d’artificio.

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