Ricchi e felici sotto il sole della politica: quanto costa la ‘casta’ nella regione con il più alto tasso di disoccupazione

I molisani ogni mese sborsano 300mila euro solo per gli inquilini di Palazzo D’Aimmo. In un anno il costo è di 3 milioni e mezzo di euro

Solo qualche giorno fa il Molise è tornato alla ribalta della cronaca nazionale. Lo ha fatto dalle autorevoli pagine del Corriere della Sera che, basandosi sui dati della classificata Eurostat, ha raccontato come questo piccolo lembo di terra sia afflitto dalla totale mancanza di lavoro. Un triste primato a livello europeo che vede stare peggio della ventesima regione solo l’isola sperduta di Mayotte, tra il Mozambico e il Madagascar.

Ma proprio nel territorio in cui le fabbriche chiudono, le poche aziende rimaste licenziano e una grande fetta di popolazione “campicchia” con gli ammortizzatori sociali, la vera differenza la fa solo il sole della politica: quello che continua a illuminare la vita di alcuni.

La cifra che i molisani continuano a sborsare per gli inquilini di Palazzo D’Aimmo è, infatti, ancora spropositata. Non tanto in relazione a quanto accade nelle altre regioni italiane, quanto piuttosto in rapporto a una regione che sta morendo.

In media, infatti, gli stipendi d’oro dei consiglieri regionali si aggirano tra gli 11mila e i 12mila euro. Ad esempio, per il mese di agosto per i 19 consiglieri di Palazzo D’Aimmo (presidente e assessori esclusi ndr) la Regione ha sborsato ben 225mila euro.

Ma andiamo con ordine, perché a fare, anche se per poco la differenza, è l’indennità di funzione, che varia in base alle cariche e ai ruoli ricoperti a Palazzo D’Aimmo. Una variabile questa, che si somma sempre e per tutti a un’indennità di carica di 6mila euro e a un rimborso spese di esercizio di mandato di 4500 euro.

Si va così dal più pagato dell’aula, il presidente del Consiglio, Salvatore Micone, a cui sono riconosciuti 13.500 euro (la stessa cifra corrisposta al governatore ndr), ai due vice presidenti, i consiglieri Gianluca Cefaratti e Patrizia Manzo, con i loro 12mila euro.

Subito dopo nella classifica si ‘piazzano’ diversi esponenti che, per i diversi ruoli ricoperti anche all’interno delle Commissioni, portano a casa 11.250 euro. Si tratta dei consiglieri: Filomena Calenda, Andrea Di Lucente, Andrea Greco, Paola Matteo, Vittorio Nola, Nico Eugenio Romagnuolo, Eleonora Scuncio, Armandino D’Egidio, Vittorino Facciolla, Quintino Pallante e Aida Romagnuolo.

I più poveri, si fa per dire, restano i consiglieri Fabio De Chirico, Micaela Fanelli, Angelo Primiani, Valerio Fontana e Antonio Tedeschi che guadagnano 10.500 euro.

Ma all’appello mancano ancora i trattamenti economici del presidente della Regione, Donato Toma, e degli assessori che sono, invece, così ripartiti: 13.500 euro per il numero uno del Molise e 12mila per i cinque esponenti dell’esecutivo, Vincenzo Niro, Roberto Di Baggio, Vincenzo Cotugno, Nicola Cavaliere, e Luigi Mazzuto. Per un totale di 73.500 euro

Poco meno di 300mila euro al mese, 298.500 euro per l’esattezza, che in un anno fanno oltre 3 milioni e mezzo di euro, cifra a cui si arriva sommando quasi tutto. E dire “quasi” è necessario, dato che, per dovere di cronaca, bisogna citare i fondi che vengono attributi agli 11 gruppi consiliari. 869.506,00 la somma stanziata per il 2018, di cui 80mila erogati per l’attuale mese di settembre.

In questo caso si tratta di fondi che servono sia a coprire le spese, sia a retribuire chi lavora per i medesimi gruppi, ogni tanto purtroppo anche a cifre irrisorie che, in alcuni casi, possono superare anche di poco le trecento euro. Un “esercito” di persone che si aggiunge a quello già inquadrato all’interno delle segreterie politiche con retribuzioni, anche in questi casi, del tutto variabili e decisamente lontane dagli stipendi da capogiro di consiglieri e assessori.

Bisogna poi ricordare come da poco, alle diverse cariche, si sia andata ad affiancare la figura del sottosegretario, ruolo questo istituito durante la scorsa legislatura e attribuito da poco dal consigliere Quintino Pallante. Per l’esponente di Fratelli d’Italia non ci sarà nessun compenso aggiuntivo, ma lo stesso potrà far riferimento a una propria segreteria, per la quale verrà ovviamente messo a disposizione un apposito budget.

Insomma, è il caso di dire che, in Molise come nel resto d’Italia, il lavoro non ha lo stesso valore per tutti e, se il detto “nati con la camiciaha un senso, ora risulta più facile capire perché nelle sedi istituzionali di via IV Novembre bisogna andare “ben vestiti”.

fabyabb

Exit mobile version