Cronaca

Aggressione al carcere di Larino. Un detenuto va in escandescenza

Pugni e schiaffi da parte di un detenuto contro gli agenti di Polizia Penitenziaria. Ennesimo caso di aggressione subita dalle Forze dell'Ordine

Un nuovo caso di aggressione si registra nelle carceri italiane. Questa volta il violento episodio è accaduto nel Carcere di Larino nella serata di martedì 18 febbraio 2020.
Un detenuto extracomunitario, ospite dell’Istituto e già reo di comportamenti destabilizzanti all’ordine che sono valsi un primo allontanamento, è stato protagonista di un altro atto brutale contro la Polizia Penitenziaria.

Al detenuto era stato sequestrato un lettore mp3, così come vuole la regola ma che l’uomo aveva comunque violato. Di fronte al rifiuto degli agenti nel restituirgli l’oggetto in questione, il detenuto è andato in escandescenza, aggredendo l’Ispettore e un Assistente Capo Coordinatore.

Pugni e schiaffi contro le Forze dell’Ordine, oltre che una violenza riversata contro tutto ciò che trovava davanti a sé nella propria stanza, con urla ed imprecazioni contro il Personale di Polizia che ha tentato di far rientrare la situazione, riportando la calma nonostante il numero esiguo in servizio.
Una grave aggressione che ha portato come conseguenza la frattura di una mano per l’Ispettore dell’istituto.

La vicenda porta alla luce nuovamente la difficoltà in cui sono costretti a lavorare gli agenti di Polizia Penitenziaria, così come denunciato da sempre dalla Segreteria Regionale dell’ USPP (UNIONE SINDACALE DI POLIZIA PENITENZIARIA).

Il carcere di Larino, nel panorama molisano, è quello che fronteggia la situazione più delicata di tutte: un grave sovraffollamento con 240 detenuti ospiti e una paralisi del corpo organico con sole 105 unità, rispetto alle 113 dichiarate.

A peggiorare le cose è la presenza del 35% di extracomunitari con cui non è facile la comunicazione e la gestione di culture diverse.

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