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Pallacanestro serie A1, per La Molisana Magnolia Campobasso una sconfitta con tante note positive sul parquet della capolista Reyer Venezia

UMANA REYER VENEZIA – LA MOLISANA MAGNOLIA CAMPOBASSO 95-78 (30-15, 54-37; 70-60)

VENEZIA: Carangelo 12 (1/2, 2/5), Anderson 19 (4/12, 3/3), Penna 11 (4/5, 1/2), Howard 12 (6/9, 0/2), Petronytė 17 (5/8); Pan 3 (0/2, 1/3), Bestagno 11 (3/5), Attura 5 (1/2, 1/1), Natali 5 (1/2, 1/1), Meldere. All.: Ticchi.

CAMPOBASSO: Bonasia 13 (5/7, 1/6), Gorini 21 (5/9, 3/5), Wojta 7 (2/8, 1/2), Ostarello 14 (5/11, 1/4), Tikvić 13 (5/12, 1/1); Marangoni (0/1 da 3), Bove (0/1), Quiñonez (0/2, 0/1), Sanchez 10 (2/2, 2/4). Ne: Egwoh. All.: Sabatelli.

ARBITRI: Almerigogna (Trieste), Nuara (Treviso) e Forni (Ravenna).

NOTE: fallo antisportivo a Bonasia (Campobasso). Tiri liberi: Venezia 18/21; Campobasso 3/8. Rimbalzi: Venezia 39 (Howard 13); Campobasso 35 (Tikvić 10). Assist: Venezia 19 (Carangelo e Petronytė 4); Campobasso 23 (Gorini e Wojta 6). Progressione punteggio: 19-8 (5’), 44-23 (15’), 61-50 (25’), 78-65 (35’). Massimo vantaggio: Venezia 23 (46-23); Campobasso mai.

Si può essere felici per un referto giallo? In quello che potrebbe suonare come un apparente paradosso è racchiuso tutto il senso del confronto disputato al ‘Taliercio’di Venezia dal gruppo La Molisana Magnolia Campobasso. Sul parquet dell’imbattuta capolista della Techfind Serie A1, i #fioridacciaio danno vita ad un terzo quarto da applausi (vinto per 23-16) ed hanno anche in una circostanza, sempre tra il 21’ ed il 30’, il pallone del -5 non realizzando però, ma creando più di un grattacapo alle lagunari.

ALTA TENSIONE Eppure, l’abbrivio delle rossoblù non è performante. Qualche errore di troppo – soprattutto nelle conclusioni da sotto – pagato poi con successivi canestri subiti soprattutto ad opera di Anderson consentono alle veneziane di prendere un margine in doppia cifra e di doppiare le proprie avversarie a conclusione del primo quarto.

DOWN AND UP L’onda lunga della tensione iniziale pare attanagliare le magnolie anche in avvio di secondo periodo. Venezia arriva al +23, ma qui, nel momento più intricato, viene fuori il carattere delle rossoblù, forti dei correttivi di coach Sabatelli tra difesa (tra zona ed uomo) ed attacco. Bonasia scrive in solitaria un primo parziale di 4-0. Il secondo strappo (sempre all’insegna di un 4-0) porta la firme di Gorini e Sanchez col capitano che, sul finale di periodo, mette a segno due triple che danno animo al team campobassano.

CONDOTTA ESEMPLARE Così come nelle ultime due gare vinte, l’intervallo lungo è il clic nella condotta di gara delle magnolie. Wojta arringa il gruppo, poi le triple di Gorini ed i canestri di Bonasia ed Ostarello riportano le rossoblù a soli tre possessi di distacco. Venezia, con due triple di Carangelo (una, peraltro, supportata anche dalla buona sorte), prova ad allungare nuovamente. Ma l’inerzia ora è dalla parte delle rossoblù. Ancora Wojta arma la reazione che passa per i canestri di Gorini (top scorer di serata a quota 21), poi la tripla di Bonasia vale il -8. Un’altra conclusione dall’arco, nella circostanza di Sanchez, non va ed Anderson riesce a riportare in doppia cifra il margine di vantaggio a favore del team ospitante.

TENTATIVO DI RESILIENZA Nell’ultimo periodo, Venezia prova a dare un’ulteriore accelerata, ma le campobassane sono abili a tenere botta, rispondendo colpo su colpo. Venezia arriva ai sei possessi di margine ed anche al +20 del 93-73, ma Campobasso migliora le sue statistiche e si porta sino al -17 del 95-78 registrato al suono della sirena di conclusione contesa.

A REFERTO CHIUSO Con due punti in più (peraltro in esterna) realizzati e ben 19 in meno subiti rispetto all’andata, le campobassane così finiscono per dimostrare di proseguire in una crescita costante verso quello che sarà l’optimum della propria stagione.

«Abbiamo dato vita ad una gran bella prestazione in casa della capolista – discetta, a referto chiuso, il coach delle magnolie Mimmo Sabatellinel terzo quarto abbiamo avuto anche l’opportunità del meno cinque, ma siamo nel complesso soddisfatti di quanto abbiamo fatto. Il nostro inizio non è stato esemplare perché la squadra era un po’ nervosa e contratta, ma alla fine siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto».

Sul terzo quarto vero e proprio ‘marchio di fabbrica’ di questo gruppo nell’attuale stagione, poi, il trainer rossoblù aggiunge: «Avevamo preparato la gara in una determinata maniera e poi un po’ quell’insieme di sensazioni che ci siamo portati dentro in una gara storica per il nostro club ci ha portato a non rispettare quanto preparato. Poi, però, siamo riusciti ad eseguire quanto avevamo in mente anche a livello difensivo, pagando poi solo un po’ di stanchezza sul finale».

Ulteriore aspetto che rende orgoglioso il tecnico rossoblù è quello di un evidente bilanciamento nel gioco offensivo delle sue. «La presenza di Tikvić (autrice di una doppia doppia, ndr) ci dà più sostanza sotto canestro e questo ci consente di prendere tiri aperti dalla media distanza o dall’arco dei tre punti».

Così, in prospettiva, le priorità per le rossoblù sono legate, per Sabatelli «una volta che abbiamo trovato finalmente il nostro assetto ad oliare i meccanismi, inserendo ulteriormente chi è arrivato in corsa o dopo aver recuperato da un infortunio e sta ritrovando la forma non avendo potuto avere continuità sul parquet. Ora abbiamo una decina di giorni di tempo per prepararci ad un ulteriore step del nostro torneo (quello delle tre gare nell’arco di sette giorni, ndr). Ci prepariamo ad una fase in cui tutte le gare saranno intricate contro tutti, ma se giochiamo così con questa applicazione e con un’attenzione continua potremo anche noi dire la nostra. Ora godiamoci questa prestazione e poi guarderemo avanti».

EMPOLI CALLING Ossia alla sfida interna contro l’Empoli in programma il prossimo 24 gennaio nello scenario dell’Arena con palla a due alle ore 16 su precisa richiesta della formazione toscana.

«L’avere un margine più ampio di lavoro sulla gara – chiosa coach Sabatelli – porta con sé due aspetti: da un lato quello dell’attesa per il non giocare, dall’altro, però, la possibilità di fissare meglio alcuni concetti nel lavoro quotidiano di una contesa che occuperà, d’ora in avanti, i nostri pensieri nel quotidiano».

Redazione

CBlive

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