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Caro gasolio, la protesta arriva nel centro di Campobasso: trattori e tir in corteo. Prime difficoltà nei supermercati molisani

La mobilitazione di agricoltori e autotrasportatori raggiunge il capoluogo regionale, mentre il blocco delle merci comincia a produrre conseguenze anche sulla distribuzione alimentare. Scaffali vuoti e ritardi nelle forniture in diversi punti vendita del Molise

La protesta contro l’aumento del prezzo del gasolio entra nel cuore di Campobasso. Nella mattinata di lunedì 19 ottobre, cinque trattori e altrettanti Tir hanno attraversato le strade del capoluogo, raggiungendo corso Bucci tra il suono dei clacson, gli slogan dei manifestanti e la curiosità dei passanti. Al fianco di agricoltori e autotrasportatori anche numerosi studenti, alcuni dei quali con indosso i caratteristici gilet gialli.

Il corteo è partito dall’area di Pietracatella, dove da giovedì è operativo uno dei presidi organizzati dalle categorie produttive molisane. L’ingresso dei mezzi pesanti in città ha inevitabilmente rallentato la circolazione, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine per disciplinare il traffico e assicurare il regolare svolgimento dell’iniziativa.

Una manifestazione pacifica, ma dal forte impatto, attraverso la quale i lavoratori hanno voluto portare direttamente all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una situazione economica ritenuta ormai insostenibile. Sui cartelli esposti lungo il percorso messaggi come “Anche il Sud è Italia”, “Il lavoro che muove l’Italia” e “Agricoltura è vita”, a sottolineare il ruolo fondamentale dei comparti agricolo e dei trasporti nell’economia nazionale.

La partecipazione di diverse decine di giovani ha rappresentato uno degli aspetti più significativi della giornata, testimoniando come la protesta stia raccogliendo solidarietà anche al di fuori delle categorie direttamente interessate.

Al centro della mobilitazione resta il costo del carburante, che incide pesantemente sui bilanci delle imprese. Gli operatori chiedono al Governo misure urgenti per alleggerire le spese e consentire la prosecuzione delle attività. Durante i presidi organizzati nei giorni precedenti lungo la Fondovalle Tappino, alcuni trasportatori avevano denunciato costi quotidiani per il gasolio compresi tra 700 e 800 euro per ciascun camion, a fronte di pagamenti che, in diversi casi, arrivano soltanto dopo due mesi. Un meccanismo che mette particolarmente sotto pressione le aziende di minori dimensioni e gli autotrasportatori autonomi.

Intanto, gli effetti della mobilitazione iniziano a farsi sentire anche sulla vita quotidiana delle famiglie molisane. Le difficoltà nella movimentazione delle merci stanno infatti rallentando i rifornimenti della grande distribuzione, con conseguenze già visibili in diversi supermercati di Campobasso, Termoli e di altri centri della regione.

A risentirne maggiormente sono i reparti degli alimenti freschi, a partire da frutta, ortaggi e prodotti da forno, anche se i problemi di approvvigionamento cominciano a coinvolgere ulteriori categorie merceologiche. In alcuni esercizi commerciali, gli spazi normalmente occupati dai prodotti si presentano parzialmente o completamente vuoti, a causa delle consegne saltate o effettuate con ritardo.

Uno scenario che richiama quanto già accaduto in Puglia, territorio dal quale ha preso avvio la protesta e dove le interruzioni dei collegamenti stradali hanno inciso significativamente sulla distribuzione dei beni.

Adesso le ripercussioni interessano anche il Molise, il cui sistema commerciale dipende fortemente dal trasporto su strada. Una situazione che, qualora il fermo dovesse proseguire, rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà di rifornimento, trasformando una vertenza nata per denunciare l’aumento dei costi delle imprese in un problema sempre più concreto anche per i consumatori.

Redazione

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