Biomasse, Frattura: “I consiglieri pentastellati incapaci di assumersi responsabilità”

Paolo di Laura Frattura
Paolo di Laura Frattura

Il Presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, è intervenuto con una nota stampa in merito al voto contrario espresso dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Antonio Federico e Patrizia Manzo, alla presa d’atto della delibera di Giunta per la revoca delle autorizzazioni rilasciate alle due centrali a biomassa nel Matese.

“Con il voto di oggi in aula i cittadini molisani hanno finalmente potuto capire chi fa politica con serietà e chi invece, alla prova dei fatti, non ha il coraggio di assumersi le responsabilità che si legano alla carica elettiva ricoperta – scrive Frattura nel comunicato stampa –. Finalmente siamo passati dalle note e abusate pseudolezioni di politica strillata e contraria a prescindere, completamente scevra di contenuti e consapevolezza legislativa, amministrativa e procedurale, alla prova provata che per taluni politica è sinonimo di populismo e demagogia. Ci dispiace per i due consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Antonio Federico e Patrizia Manzo, che hanno detto no alla presa d’atto della revoca delle autorizzazioni rilasciate per le due centrali a biomassa nell’area matesina e alla condivisione dell’impianto motivazionale che ha portato la giunta regionale a tale decisione, ma non è così che si fa. Troppo facile. Di politica alla Don Abbondio il Molise non ha bisogno.

Non contenti della performance in consiglio regionale, Federico e Manzo, a seduta conclusa, probabilmente mossi dalla consapevolezza di doversi giustificare della manifesta incoerenza del loro voto, si sono prodotti in un comunicato stampa che dà ragione a chi li accusa di ignorare l’alto senso della politica. Forse loro, non altri, hanno gestito in maniera pessima la loro “campagna ambientalista”. Ambientalismo di slogan e nulla più.

Loro, non altri, rispetto a temi di interesse generale continuano a preferire la comoda posizione di un’opposizione miope e avvitata su se stessa. Fondata su chiacchiere. Di fronte alla sopraggiunta volontà popolare tocca a noi, alla politica, decidere. Ma si sa le decisioni comportano rischi, quelli che Manzo e Federico di nuovo oggi hanno lasciato in capo al resto dell’assemblea.

Sul piano politico non trova nessuna giustificazione, se non l’incapacità o il timore di assumersi responsabilità, il loro atteggiamento. È inaccettabile. Non è accettabile da parte di chi, solito salire sul pulpito della scelta più comoda, quella che accontenta la pancia della disperazione, ha chiesto al presidente della giunta di fare il possibile e l’impossibile per azzerare le autorizzazioni e poi, di fronte all’atto concreto del presidente, della giunta e del consiglio, s’è girato dall’altra parte perché l’atto del presidente, della giunta e del consiglio, atto che rispecchia nei fatti le istanze mosse anche dai due consiglieri, sottintendeva e sottintende una seria assunzione di responsabilità.

Non si tirano i sassi per poi nascondere la mano. Questo non è degno, né leale, né denota maturità umana e politica. La politica, quella seria, quella a servizio della collettività, non ha nulla a che vedere con populismo e demagogia, materie nelle quali oggi e ancora una volta i consiglieri Manzo e Federico hanno dato il meglio di loro stessi.

Davanti all’assemblea regionale e soprattutto davanti ai cittadini molisani hanno mostrato il vero volto della loro condotta politica: aizzare il malessere che in giro purtroppo c’è, cavalcando la tigre della rabbia, dello scontento e della delusione, senza fare nulla, contribuire e condividere gli atti che alla rabbia, allo scontento e alla delusione danno o provano a dare una risposta concreta.

I consiglieri Manzo e Federico si sono sottratti all’impegno politico di costruire responsabilmente, come richiesto dai cittadini, un indirizzo diverso per l’area del Matese. Ora tutti lo sanno. E tutti sanno che l’imbarazzo e il pudore sono estranei ai due, viste le insinuazioni pesanti lanciate con la loro nota stampa (altra prova di alto coraggio) tanto per alimentare veleni: almeno di queste dovranno assumersi le responsabilità.

Continuino pure – conclude Frattura –, i consiglieri Federico e Manzo, a praticare politica dei proclami senza sostanza. Adesso siamo tutti più tranquilli: i cittadini molisani hanno potuto vedere che è l’unico settore in cui possono essere di esempio a qualcuno. Non si lamentino poi se il loro simbolo non dovesse essere più un grillo ma un ‘coniglio’”.

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