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Ristorazione in ginocchio, i titolari dei locali consegnano le chiavi ai sindaci. Gravina: “Agevolazioni per suolo pubblico e Tari, ma la Regione faccia la sua parte”

Un gesto simbolico, un grido d’allarme che moltissimi operatori del settore della ristorazione hanno voluto compiere, per dimostrare alle autorità locali, e non solo, che in queste condizioni centinaia di attività rischiano di non aprire le serrande dopo la chiusura forzata dovuta all’emergenza covid-19.

In molte realtà della regione, questa mattina, gruppi di operatori commerciali hanno consegnato ai vari sindaci le chiavi delle loro attività, come è avvenuto a Campobasso e a Vinchiaturo.

Nel capoluogo, questa mattina, Piazza Municipio aveva un aspetto insolito. Una delle prime proteste ai tempi del coronavirus.

Un gruppo di ristoratori, con mascherine e a distanza di sicurezza, hanno simbolicamente consegnato le chiavi dei loro locali al sindaco, Roberto Gravina, che ha poi ascoltato le voci di chi, senza mezzi termini, “non ce la fa più”.

In queste condizioni, bar e pub non riaprono”, ha dichiarato una proprietaria, che ha anche proposto all’amministrazione di dare spazio, in un futuro, alle attività locali durante feste e sagre, non facendo arrivare operatori da fuori.

Lo Stato –  le parole di un altro ristoratore – ci deve aiutare, bisogna intervenire urgentemente, altrimenti è la fine . Hanno detto di tutto ma ad oggi non abbiamo visto niente”.

“C’è una riflessione seria sulla tematica e vi garantisco massima disponibilità – ha risposto il sindaco – questa categoria è una delle più penalizzate da questa emergenza. Sentirò il presidente Toma sulla cassa integrazione, perché la Regione sta cercando di accelerare, e chiariremo anche sulle somme che ci spetteranno per poi suddividerle, o se arriveranno direttamente agli operatori”.

Sul  tema relativo all’occupazioni di suolo pubblico, Gravina ha rassicurato come “saranno adottate delle misure per garantire agli operatori di lavorare ampliando lo spazio a disposizione delle attività”.

Analogo scenario, questa mattina a Vinchiaturo dove, dinanzi al Municipio, è avvenuta la stessa simbolica manifestazione.

Consegnandole queste chiavi, noi ristoratori vogliamo dimostrare la nostra protesta civile, per una situazione divenuta insostenibile –  ha dichiarato un ristoratore al sindaco Luigi ValenteNoi non riusciremo ad aprire in queste sue condizioni, chiediamo un suo forte interessamento verso la Regione verso il Governo”.

Valente ha ringraziato gli operatori per questa protesta simbolica, assicurando un suo impegno per garantire aiuti.

Faremo di tutto per aiutarvi e per starvi vicino, abbiamo già in mente delle iniziative per quelle che sono le possibilità del Comune di Vinchiaturo. Però, per sostenervi, abbiamo bisogno di un intervento del Governo e della Regione. Ci faremo carico di richiederlo, è davvero difficile continuare in questo modo, perché se ripartite voi riparte tutto il Paese”.                                                                                               

Redazione

CBlive

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