Rimpasto di giunta regionale, Fanelli: “Stallo dannoso, il centrodestra paralizza la Regione per le poltrone”

Nuovo affondo politico della consigliera regionale Micaela Fanelli sul tema del rimpasto di giunta. In una nota, Fanelli critica duramente la situazione di incertezza che da settimane avvolge la possibile redistribuzione degli incarichi all’interno dell’esecutivo regionale, parlando di una fase di sostanziale paralisi amministrativa.
“A metà mandato, forse succederà: si cambierà mezza giunta regionale. Forse! L’accordo viene dato per certo, ma a oggi non c’è ancora alcuna decisione formalizzata nei decreti di nomina”, si legge nella nota, in cui si evidenzia come l’assenza di atti ufficiali stia di fatto rallentando l’attività istituzionale.
Secondo Fanelli, “in questa situazione, anche il metodo ha il suo peso, si continua ad aspettare, sospendendo ogni attività amministrativa da settimane”. Una condizione che la consigliera definisce “la cifra del fallimento politico dell’intero centrodestra”, accusato di “tempi infiniti e paralisi istituzionale” e di incapacità nella gestione della fase politica.
Nel passaggio più critico della sua analisi, Fanelli parla di una maggioranza “andata avanti per anni con l’acqua alla gola, traccheggiando senza portare un solo risultato positivo per i cittadini”, sottolineando come il rimpasto sarebbe guidato da equilibri interni ai partiti più che da esigenze amministrative.
“Questa maggioranza è andata avanti per anni con l’acqua alla gola, traccheggiando senza portare un solo risultato positivo per i cittadini. Ora ci troviamo davanti a un rimpasto annunciato e rinviato continuamente, giocato esclusivamente sugli interessi e sui bilancini dei partiti, non su quelli dei molisani”, prosegue la nota.
Fanelli entra anche nel merito delle indiscrezioni politiche, secondo cui la nuova distribuzione delle deleghe potrebbe risultare sbilanciata: “Pare addirittura che chi resterà in Giunta avrà poche deleghe e chi ne rimarrà fuori eserciterà comunque le funzioni di assessore”.
La consigliera collega inoltre la fase di stallo al quadro politico più ampio, ipotizzando che le dinamiche regionali siano influenzate dal futuro del presidente e da strategie di lungo periodo: “Sembra che tutto si intrecci con il futuro del Presidente, intento a tessere le sorti post fine mandato a Roma”.
Infine, il paragone letterario: “Non possiamo permetterci di perdere altro tempo, restando in stand-by come nel dramma di Beckett, bloccati in un’attesa infinita, mentre tutto il mondo cambia e corre”.
La nota si chiude con un appello a sbloccare rapidamente la situazione istituzionale, evitando ulteriori rinvii.















