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Calma apparente e accordi sotto banco: in Consiglio regionale c’è chi è pronto a entrare nella Lega. Forza Italia costretta a rivedere il suo peso nell’esecutivo

Una calma apparente. Questo il clima che si respira in via IV Novembre, dopo il clamore dello scorso venerdì, quando le dimissioni dell’assessore Mazzuto sono arrivate nello stesso giorno di un’accesa protesta dei dipendenti dell’ex Ittierre a Palazzo D’Aimmo.

Il silenzio di questi giorni dovrebbe portare a cambiamenti e cambi di casacca dati ormai per certi dai ben informati.

Voci di corridoio raccontano di un avvicinamento al partito del Carroccio del consigliere Armandino D’Egidio. L’operazione del passaggio alla Lega, per l’ex segretario particolare di Frattura avverrebbe con l’intento di andare ad occupare la casella da assessore ancora in capo a Mazzuto.

Ma in pole verso la direzione leghista ci sarebbe anche il presidente del Consiglio, Salvatore Micone. Per il numero uno dell’Assise regionale il possiile passaggio potrebbe andare a soddisfare l’ambizione di continuare a sedere sullo scranno più alto di Palazzo D’Aimmo fino al termine della legislatura.

A star meditando un avvicinamento al Carroccio anche il consigliere Andrea Di Lucente, presidente della Prima Commissione, eletto tra le fila de ‘I Popolari per l’Italia. Su tale decisione l’ex sindaco di Vastogirardi dovrà, però, superare le aspettative dell’assessore Niro di aver in Consiglio un gruppo coeso.

A livello generale, si tratta, tuttavia, di spostamenti che porterebbero, così, a dover rivedere gli equilibri anche dell’esecutivo, su quale lo scorso mese di gennaio il governatore Toma aveva ipotecato un ‘tagliando’ estivo.

Se la situazione dovesse mutare come da previsioni, al presidente toccherebbe fare i conti con un possibile ridimensionamento del peso di Forza Italia in Giunta, dove attualmente si contano già 2 assessori.

Oltre a Di Baggio e Cavaliere, bisogna poi ricordare come anche il governatore (benché abbia costituito e aderito un gruppo proprio, quello della lista che lo ha eletto ndr) è espressione di quell’area. Un’estensione forzista che, di fatto, ricomprende anche l’assessore Cotugno, eletto con la civica Orgoglio Molise.

E questo non solo perché Cotugno è il cognato dell’europarlamentare Aldo Patriciello, riconfermato a Bruxelles nella lista di Forza Italia (il più votato nella circoscrizione Sud insieme a Berlusconi, quest’ultimo candidato in tutti i Collegi ndr), ma anche e soprattutto perché l’assessore regionale ha contribuito a far eleggere il suo capo di gabinetto a Palazzo San Giorgio proprio con la lista di Forza Italia.

L’unico scranno attribuito al partito dell’ex premier è stato, infatti, quello attualmente occupato da Domenico Esposito, segretario particolare dell’assessore Cotugno alla Regione Molise.

Innegabile, dunque, come con i vari spostamenti, bisognerà ripensare agli assetti di governo. Una nuova gatta da pelare per Toma o, forse, un piano ardito per distendere i rapporti, sempre più conflittuali e burrascosi, tra le fila della maggioranza?

Certo è che, a pagarne le conseguenze potrebbe essere uno dei due assessori di Forza Italia. Di Baggio o Cavaliere? Difficile a dirsi. Il secondo è, infatti, il primo eletto della lista (con 1951 preferenze ndr), ma il primo vanta un rapporto politico stretto con la parlamentare Annaelsa Tartaglione, nonché coordinatrice regionale di FI.

Insomma, equilibri precari e un puzzle difficile da incastrare in via IV Novembre, dove a inserirsi nel vortice di quei forti mal di pancia, sempre più visibili in un centrodestra poco coeso, è la sconfitta elettorale a Campobasso. Un macigno che pesa sull’onorabilità di un governo regionale che, probabilmente, ha deciso di abdicare al governo della città capoluogo.

Redazione

CBlive

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