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Mafia e accessi in carcere, indagini chiuse per la parlamentare molisana Giusy Occhionero: è accusata di falso

La Procura di Palermo ha notificato alla parlamentare molisana Giusy Occhionero, eletta in quota LeU e poi confluita tra le fila di Italia Viva di Renzi, l’avviso di conclusione indagini con l’accusa di falso.

La deputata avrebbe fatto passare il Radicale Antonello Nicosia, poi arrestato per mafia, e allora conosciuto solo telefonicamente, per suo assistente, consentendogli di entrare con lei nelle carceri senza autorizzazione e di avere incontri con i boss.

Solo in un secondo momento e dopo tre ispezioni in istituti di pena siciliani, i due avrebbero formalizzato il rapporto di collaborazione. Stesso reato, aggravato però dal favoreggiamento mafioso, è contestato all’esponente dei Radicali italiani che risponde anche di associazione mafiosa.

Era il 21 dicembre 2018 quando, dopo aver avuto con Nicosia solo contatti telefonici, la Occhionero lo ha incontrato a Palermo per andare con lui a fare un’ispezione al carcere Pagliarelli. Qui all’ingresso ha dichiarato che era un suo collaboratore: circostanza, hanno accertato i pm anche attraverso indagini alla Camera, falsa. All’epoca, infatti nessun rapporto di lavoro era in corso.

Stessa cosa il giorno seguente, quando i due, con le stesse modalità, hanno visitato le carceri di Agrigento e Sciacca.

In lacrime, davanti ai pm di Palermo, Giusy Occhionero aveva ammesso di essere caduta in un grande inganno:Era Nicosia a scegliere gli istituti penitenziari presso i quali effettuare le visite ispettive. Nel corso delle visite, mentre io ero impegnata a visitare le sezioni e le celle, ad acquisire informazioni dal personale della polizia penitenziaria, capitava che Nicosia si allontanasse e avesse così occasione di dialogare con i detenuti presenti”.

Ma le spiegazioni della deputata non hanno convinto i magistrati che hanno accertato come tra la Occhionero e Nicosia vi fosse anche una relazione sentimentale.

Solo qualche giorno fa, su Teleregione Molise e Primo Piano Molise la parlamentare era tornata a parlare della vicenda.

“Sono stata usata io, rappresentante dell’istituzione, per ferire lo Stato. A me fa schifo questa cosa, a me fa schifo la mafia. Fanno schifo tutte quelle persone che utilizzano le istituzioni per ferire lo Stato”, ha detto la Occhionero ai microfoni dell’emittente locale, solo a distanza di pochissimi giorni dalla conclusione delle indagini, coordinate dal Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Francesca Dessì e Gery Ferrara.

Indagini che a novembre scorso hanno portato all’arresto, oltre che di Nicosia, del boss di Sciacca Accursio Dimino e di tre presunti favoreggiatori Paolo e Luigi Ciaccio e Massimiliano Mandracchia.

Redazione

CBlive

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