Sociale

Il reinserimento dei detenuti passa attraverso il bello: le storie dei protagonisti del progetto ‘Liberi nell’arte’ incontrano Papa Francesco

Ci sono i giovani di tutto il mondo, uniti in un grido di gioia e in applausi scroscianti che accolgono Papa Francesco nell’aula Paolo VI della Città del Vaticano in occasione della cerimonia di apertura della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Ci sono le loro esperienze, la loro voglia di guardare al futuro con ottimismo, le tante difficoltà che sono chiamati ad affrontare quotidianamente. ‘Noi per – Unici, Solidali, Creativi’, la denominazione dell’incontro, preparato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica come momento inaugurale del Sinodo dedicato ai giovani e, trasmesso in diretta da TV2000 su canale 28.

Un momento fatto di testimonianze, momenti artistici e dialoghi, voluto per capire meglio un’intera generazione. Cosa vive un giovane di oggi? Quali sono le sfide che deve affrontare, le fragilità e soprattutto cosa i giovani hanno da dire alla Chiesa, sono i quesiti ai quali si è cercato di dare una risposta.

Filo conduttore numerose testimonianze tra cui quelle di due giovani detenuti, Riccardo e Daniela, in collegamento dal Carcere per minori di Casal del Marmo, nell’ambito del progetto ‘Liberi nell’arte’ gocce di prossimità e arte nel carcere, per favorire la cultura del reinserimento promosso da UCSI – Unione Cattolica Stampa Italiana del Molise, presieduto da Rita D’Addona e dal Ministero della Giustizia Ispettorato Generale Cappellani del Carcere.

Dopo le testimonianze dei due ragazzi, a presentare l’iniziativa, insieme a Rita D’Addona, la direttrice del carcere minorile, Liana Gianbarlomei e don Raffaele Grimaldi, ispettore generale Cappellani.

Attrarre al Bene e al Bello: è questo il senso e lo scopo ultimo del progetto: un itinerario artistico e culturale pensato proprio per il Sinodo dei giovani, per far conoscere loro la realtà periferica del disagio.  Si tratta di un percorso che si svilupperà dal 18 al 25 ottobre e che coinvolgerà quattro istituti penitenziari. Oltre a quello minorile di Casal del Marmo (Roma), ci sono le case circondariali di Rebibbia e Regina Coeli e la casa di reclusione di Paliano (Frosinone).

Il 18 ottobre la proiezione di ’Michelangelo infinito’ al carcere femminile di Rebibbia; il 19 ottobre la presentazione dello show ’Giudizio universale’ a Casal Del Marmo; il 20 ottobre il concerto con le Div4s Sopranos a Regina Coeli, per il quale l’invito è stato consegnato quest’oggi a Papa Francesco.

Infine, il 25 ottobre la proiezione del film ’Caravaggio’ alla casa di reclusione di Paliano (Frosinone).

Il progetto prevede anche l’istituzione di tre borse lavoro e due borse di studio finalizzate al reinserimento sociale e culturale dei detenuti.

“È un’iniziativa quanto mai opportuna e da incoraggiare – ha dichiarato il Segretario di Stato Vaticano Parolin, prima della ripresa dei lavori del Sinodo, dinanzi all’Aula Paolo VI –  Ricordo il pensiero del Papa, che semplicemente dice: E’ con i valori di quei giovani che passano attraverso il fare e l’operatività. E se tutto questo fare, questa operosità riguarda soprattutto la solidarietà nei confronti dei nostri fratelli meno fortunati, allora sarà certamente questo un metodo senz’altro opportuno e utile proprio per aiutare i giovani a ritrovare quei valori che danno un senso alla vita”.

Particolarmente toccanti le testimonianze dei due giovani che hanno offerto significativi spunti di riflessione sui quali si è voluto soffermare lo stesso pontefice nel corso del suo intervento.

“Il carcere – sono state le parole di Riccardo, 22 anni, in collegamento dal carcere di Casal Di Marmo ti insegna a far conoscere quello che in realtà dovrebbe essere il quotidiano fuori da queste mura, come la tolleranza e l’accoglienza, il rispetto di noi stessi e di chi ci circonda.  In carcere ho ripreso la mia vita. L’arte è un modo per comunicare, per conoscere se stessi. Dio ci sta sempre vicino, Lui è un’impronta che non si vede. Ringrazio di essere stato sfortunato ma voglio ringraziare Papa Francesco perché crede sempre in noi. Lui non si stanca mai, con lui non ci sono muri. Qui dentro queste mura ho imparato la tolleranza con se stessi e con gli altri. Non si tollera tutto, ma si impara e si convive. Quando ricevo le visite dei miei parenti, ti si stringe il cuore e, allora, penso di voler creare una famiglia con tanti figli e pure un cane. Fuori dal carcere si ruba, in galera si ruba il Tempo, passo il tempo e non sento di disperare.  Mi sono avvicinato tanto alla Fede, ho fatto un cammino dentro di me e io spero che Lui mi stia vicino. L’arte mi ha aiutato tanto. Con l’arte esprimo me stesso non la uso come progetto di vita ma come linguaggio per esprimere meglio i miei pensieri e affinare il senso del bello. In carcere si deve tollerare e, magari non tutti sono bravi a farlo, di dipendere da altre   persone in tutto. Non è facile consolarsi con una foto di una persona cara appesa ad una parte anonima: tenera a bada un sentimento e tollerare è una grande prova di coraggio. Papa Francesco, vieni da noi, vienici a trovare 10 minuti, dialogare con noi e darci un poco di coraggio.

“Papa come posso trovare la forza e il coraggio per cambiare?”, ha chiesto, invece, Daniela 18 anni.Nella mia vita – ha detto – ho fatto tanti sbagli che non dovevo fare, perché non c’era nessuno che mi ha accompagnato. Nemmeno la mia mamma. Sono cresciuta da sola e desidero tanto cambiare, di poter percorrere la strade di questa città con tanto coraggio. E il coraggio viene dal cuore. Dobbiamo lottare per vivere ciò che vogliamo. Voglio cambiare, riprendere la felicità e spero che vada bene. Caro papa Francesco dove posso trovare il coraggio per cambiare e fare le scelte giuste?”

“Le vostre testimonianze e, – ha detto papa Francesco nel suo intervento – le vostre domande sono un dono prezioso di questo incontro. Mi colpiscono le vostre storie personali, intrise di passione e di dolore, animate da desideri, sollecitate da aspirazioni, segnate da cadute ma anche dalla volontà di rialzarsi, per affrontare in modo positivo le sfide della vita e correre verso le mete più belle.  Giustamente, – ha proseguito –  voi chiedete alla Chiesa di conoscere di più il mondo dei giovani, per poter interpretare meglio i loro bisogni e promuovere iniziative efficaci per loro. I Padri sinodali partiranno certamente dai vostri contributi, che nella fase di preparazione al Sinodo e anche oggi avete dato con chiarezza e puntualità.   Avete descritto bene, e sperimentato sulla vostra pelle, le illusioni dell’uomo contemporaneo, il quale crede di poter dominare il mondo e a volte non si accorge di essere a sua volta dominato da idoli, denaro, potere, piacere e, per questo semina ingiustizie e corruzione. Ma la cosa più toccante nei vostri racconti è la scoperta che un’altra vita è possibile: Gesù non ci lascia soli nella nostra avventura, soprattutto nei momenti che ci mettono a dura prova.  Ecco perché sono certo che soprattutto attraverso di voi la Chiesa incontra il mondo di oggi. Voi non siete solo il futuro della Chiesa, siete anche il suo presente. E non vogliamo rinviare la vostra partecipazione al futuro, chiedendovi di aspettare il vostro turno”

Come ha ricordato Papa Francesco quest’oggi, scoprire che un’altra vita è possibile, significa divenire consapevoli che è possibile divenire uomini e donne libere. ‘Liberi nell’arte’ è un’idea che ha proprio questa ambizione: trasmettere un messaggio di libertà a coloro che invece della libertà sono prigionieri. Il filo rosso che unisce il progetto nei quattro istituti penitenziari in cui verrà realizzato è il ‘Giudizio Universale’. Un’esperienza immersiva e di emozioni attraverso i film d’arte di ‘Michelangelo’ e del ‘Caravaggio’, dell’incontro spettacolo con ‘Il Giudizio Universale’ e con le coinvolgenti musiche e canti live.

Un percorso d’arte che coinvolge la persona, ne stimola le emozioni, gliela fa vivere, la umanizza, la reinserisce; non la giudica, ma l’accoglie come nell’esperienza del ‘Buon Samaritano.

redazione

CBlive

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