Campobasso riabbraccia il Castello Monforte: il simbolo della città di nuovo aperto

Campobasso riabbraccia uno dei suoi simboli più amati. Dopo quattro anni di chiusura e un importante intervento di riqualificazione da circa un milione e mezzo di euro, il Castello Monforte ha riaperto ufficialmente le porte al pubblico, restituendo alla città non solo un monumento, ma uno spazio rinnovato e pronto a diventare cuore pulsante di eventi, cultura e vita quotidiana.
La giornata inaugurale ha avuto il sapore di un vero e proprio salto nel tempo. L’ingresso solenne di Cola Monforte e Altabella di Sangro, interpretati in abiti medievali realizzati dalla costumista Teresa Carafa, ha ricreato l’atmosfera della corte. Musici e sbandieratori hanno accompagnato la cerimonia.
Il programma prosegue anche nelle prossime ore e nei prossimi giorni: questo pomeriggio spazio alle danze antiche a corte, curate dalla compagnia Ars Movendi, mentre domenica il Castello sarà visitabile con accoglienza e brevi visite guidate su prenotazione, grazie all’impegno dell’Associazione Crociati e Trinitari, a cui l’Amministrazione comunale ha voluto rivolgere un ringraziamento ufficiale.
La riqualificazione ha cambiato il volto del complesso: la corte interna è stata ripensata come una vera e propria piazza, le sale sono ora pronte ad accogliere mostre ed eventi e il nuovo sistema di accessibilità mette in dialogo architettura contemporanea e struttura storica. E il percorso non si ferma qui: il Castello resterà aperto anche durante i prossimi interventi, che interesseranno il Sacrario militare, le Cisterne sotterranee – destinate a diventare un nuovo spazio espositivo – e il Torrione Sud-Ovest, con scavo archeologico e camminamento.
Soddisfazione per la riapertura è stata espressa anche dall’ex primo cittadino del M5S, Roberto Gravin, che ha rivendicato il percorso avviato nel 2022, quando si decise la chiusura temporanea per sbloccare interventi di sicurezza e valorizzazione rimasti fermi da tempo. Scelta “coraggiosa e necessaria”, fanno sapere dal Movimento nel giorno in cui Campobasso ritrova uno dei suoi luoghi più rappresentativi.
















