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Da Baranello in 4 alla Maratona delle Dolomiti. Sulle magliette il nome del Molise ma nella testa l’idea di importare il modello

Gli Amici della Bici Campobasso lanciano la sfida: "Gli amanti della bici si uniscano per fare sistema”

Per l’edizione 2019 della Maratona delle Dolomiti, la gara ciclistica amatoriale che ogni anno si svolge tra Alto Adige, Trentino e Belluno, sono stati sei i molisani che vi hanno partecipato. 4 di loro fanno parte dell’Asd ‘Amici della Bici Campobasso’. Si tratta dell’associazione sportiva dilettantistica dedicata al primo molisano, nato nel 1894 a Baranello e che, negli anni ‘20 corse il Giro d’Italia.

Franco Maio, Antonio Parmentola e i due omonimi Paolo Mastrangelo sono stati, infatti, sorteggiati tra coloro che hanno potuto prendere parte a una manifestazione che riunisce, con 9mila partecipanti, 73 nazioni e che è stata seguita in diretta dalle reti nazionali della Rai.

La prima domenica di luglio i 4 molisani hanno portato il Molise sui più bei passi dei cosiddetti monti pallidi, con tanto di maglietta che indicava la provenienza e ora, di ritorno nella ventesima regione, si appellano agli amanti della bicicletta affinché in Molise non si continui a essere divisi ma si inizi a costruire qualcosa insieme”.

“Crediamo molto nella bicicletta e nel ciclismo – spiega Antonio Parmentolacome mezzo per promuovere il nostro territorio e incentivare il turismo. Crediamo che simili iniziative, seppur non con numeri così elevati come quelli di una maratona arrivata alla sua 33esima edizione, possano comunque servire per promuovere la nostra terra e creare un indotto economico non indifferente”.

“La bici non è solo sport, ma anche benessere psicologico, amore per la natura e condivisione sociale”, prosegue Parmentaola.

“Mi piace sottolineare come, oltre ai miei compagni di Baranello, io abbia avuto l’occasione di pedalare al fianco di tante altre persone, in quel momento, unite esclusivamente dalla stessa passione. Accanto a me ci poteva stare il manager della grande azienda, piuttosto che chiunque altro. Lo status sociale in quel momento non aveva alcun valore. La bicicletta ci rende tutti uguali”.

Ma dall’Asd ‘Amici della Bici’ sottolineano anche come, in sella alle due ruote, ognuno possa avere l’opportunità di superare i propri limiti o combattere i propri fantasmi.

“In base ai tre percorsi (corto da 55 km, medio da 106 e lungo da 138 ndr) che potevano essere effettuati, ognuno ha avuto modo di misurarsi con le proprie forze, con le proprie capacità, i propri limiti e i propri fantasmi”, ha detto sempre Parmentola, il quale ha anche ricordato come ad esempio, solo lui e Franco Maio siano riusciti nell’impresa di compiere il sentiero più lungo e, quindi, pedalare lungo una vera e propria tappa del Giro d’Italia.

Insomma, quella vissuta la prima domenica di luglio è stata sicuramente un’esperienza che ha unito il gruppo, ma anche invogliato a compiere i partecipanti a un’attenta riflessione che ha a che fare con una terra, dove in qualunque settore, sembra sempre troppo difficile, se non addirittura impossibile, “fare sistema”.

Ecco perché dagli Amici della Bicicletta arriva l’appello per “coinvolgere altre realtà sportive del territorio e iniziare a pensare e operare in maniera sistemica per il bene di questa terra”.

In fondo da soli davvero non si va mai troppo lontano!

fabyab

 

Redazione

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