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Impatto diretto e attitudine DIY: i Turbamento HC e la carica dell’Hardcore molisano

DARIO SALVATORELLI

Chitarre sature, ritmi veloci e zero compromessi. Nel circuito indipendente locale, i Turbamento HC — con Nathan Viscovo alla voce, Luigi Petti alla batteria, Francesco Lo Franco alla chitarra e Davide Iacampo al basso — portano sul palco l’attitudine più pura dell’Hardcore Punk. Niente fronzoli: solo musica diretta, energia dal vivo e l’esigenza di lanciare il loro messaggio senza filtri. Li abbiamo incontrati per fare due chiacchiere con la band, in esclusiva per cblive.it.

In un panorama musicale spesso costruito a tavolino, la scelta dell’Hardcore rappresenta una strada ben precisa, fatta prima di tutto di passione e sudore. I ragazzi ci hanno raccontato da dove nasce il progetto e cosa rappresenta per loro quel “turbamento” scelto come nome della band: “Il progetto è iniziato un anno fa – esordisce Luigi -. Ho trovato il nostro cantante Nathan e gli ho parlato del progetto che avevo in mente perché inizialmente ero solo. Lui ha subito accettato e da lì abbiamo trovato gli altri ragazzi e abbiamo cominciato a incontrarci e a suonare insieme. Il nome “Turbamento” nasce da un episodio del tutto surreale capitato al nostro chitarrista Francesco a Roma: una bravata goliardica con una statua di una mucca di plastica ci ha turbato tutti e quattro; da qui abbiamo ricavato anche il nostro logo”.

Autoproduzione, concerti nei circoli indipendenti e tanta dedizione: la cultura DIY è la colonna portante di questo genere. La band ci ha spiegato come prende forma il loro sound e come gestisce l’attività del gruppo tra la sala prove e la registrazione dei brani: “Noi abbiamo una mentalità – spiega Francesco – “Do It Yourself”, movimento nato negli anni ottanta con i Minor Threat. E quindi decidiamo di fare tutto in maniera indipendente, registrando noi stessi, usando la nostra strumentazione, provando in una sala amatoriale. Anche per il logo abbiamo contattato un’amica di Nathan, quindi completamente gratis, senza avvalerci di un professionista. La nostra caratteristica è distinguerci dalla massa, evitando di usare canoni classici del punk o della scena musicale attuale, cercando un legame più stretto con la musica alternativa”.

Pochi minuti a canzone, impatto massimo e parole che vanno dritte al punto per raccontare il disagio e le contraddizioni della società attuale. Nathan, conosciuto anche come NOTHING su Spotify ed intervistato da noi precedentemente insieme ad Alessio Greco (aka 7XEL) in occasione delle uscite di Speak Without Words e “A volte ci ripenso” (per leggere l’intervista CLICCA QUI), ci ha parlato dei temi al centro dei testi della band e del messaggio che vuole far arrivare a chi sta sotto al palco: “Per ora abbiamo quattro canzoni in totale: Nascere, Mostri, Nessun Riscontro e Turbamento; ciò che gridiamo nei nostri testi riguarda argomenti di contesti sociali, tematiche che possiamo trovare nella vita di tutti i giorni. Tra tutte voglio citare quella di un noto Serial Killer che dopo aver ucciso sedici persone ha deciso di andare di fronte alla corte d’assise e recitare una poesia”.

Per un gruppo hardcore il concerto è tutto: contatto visivo con il pubblico, niente transenne e condivisione totale a livello del suolo. Infine, la band, con Davide Iacampo a parlarne, ha fatto il punto sullo stato della scena underground in Molise e sui prossimi appuntamenti dal vivo: “Durante i nostri live l’atmosfera molto adrenalinica trasmette la passione sia nostra sia del pubblico gli uni con gli altri. La gente si diverte e sa come farlo per bene. In Molise siamo tra i pochi che fanno questo genere ed è proprio questo che ci distingue dalla massa, Sicuramente siamo a buon punto anche per una scena ‘punk’ futura che ancora non è completamente sviluppata”.

Redazione

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