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Il Corpus Domini che non c’è: Campobasso rinuncia alla sua festa più bella. L’omaggio alla città del ‘diavolo’ Stivaletti dal salotto di casa

In via Trento i diavoli non rinunciano a sporcare il volto del sindaco. Di prima mattina uno dei volti storici degli Ingegni, Italo Stivaletti, lancia su Facebook un video che lo ritrae durante una performance insolita: la linguaccia e le corna vengono esibite nel salotto della propria abitazione. Un omaggio per tutti i campobassani

A causa del Covid, Campobasso ha dovuto rinunciare alla sua tradizione secolare.

Nel giorno di Corpus Domini i Misteri, per la prima volta dal dopoguerra, non hanno sfilato per le strade della città.

Nessuna bancarella, nessun concertone. Nel capoluogo c’è un’aria surreale a cui nessuno è abituato.

Alle 10 in punto, orario che solitamente segna l’uscita dei Misteri, all’esterno del Museo risuonano le note del Mosè di Rossini. Palloncini colorati volano simbolicamente in cielo.

I rappresentanti dell’associazione si mettono in posa con le mascherine, insieme al sindaco Gravina e all’assessore Felice, per uno scatto destinato a rimanere nella memoria di un capoluogo privato della sua festa più bella.

Una prova dura da affrontare e dalla quale bisognerà ripartire per dare slancio a una tradizione che va valorizzata.

In via Trento i diavoli non rinunciano però alle loro facce nere e a sporcare, proprio come vuole la consuetudine, il volto del sindaco.

Di prima mattina uno dei volti storici degli Ingegni, Italo Stivaletti, lancia su Facebook un video che lo ritrae durante una performance insolita: la linguaccia e le corna vengono esibite nel salotto della propria abitazione.

Un omaggio per tutti i campobassani che avviene con gli occhi carichi di commozione e che ricorda a tutta la città che nemmeno una pandemia ha potuto cancellare l’amore verso una tradizione carica di magia, storia e bellezza.

Redazione

CBlive

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