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“Non posso prescriverle le medicine”. Così a Campobasso e in altri comuni scoprono che il loro codice fiscale non è più valido. Il caos e la trafila burocratica che coinvolge gli anziani

La signora Rosa lo ha scoperto mentre era al telefono con il suo medico curante. Il suo codice fiscale non era più valido e il dottore non avrebbe potuto più segnarle le medicine con l’esenzione del ticket sanitario.

Una storia, quella della signora Rosa, simile a quella del signor Giovanni e Giuseppe. Una storia che sa di grottesco e paradossale e che riguarda numerosi cittadini molisani. A Campobasso, ma anche in piccoli centri come Ferrazzano, Mirabello e Oratino sono tanti gli anziani che, per caso, si sono accorti che il loro codice fiscale non era più valido.

Il loro dato identificativo era mutato o, meglio erano cambiati i caratteri finali. La questione era mersa già nei giorni scorsi e, più il tempo passa, più aumentano i cittadini coinvolti da un disguido che potrebbe portare con sé tante altre conseguenze.

La questione è emersa con la digitalizzazione dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente che, così come certificato qualche giorno fa dall’amministrazione di Palazzo San Giorgio, sta creando disagi ai Comuni. Il paradosso è che oltre a disagi burocratici che, nell’immediato, possono avere ripercussioni nella vita delle persone, come appunto ciò che riguarda le ricette mediche, si potrebbero profilare anche disguidi per gli atti che queste persone hanno firmato in passato.

Come detto, il problema riguarda la popolazione anziana.

In modo particolare i nati a cavallo tra la fine degli anni venti e la fine degli anni quaranta. E soprattutto i nati in quei Comuni che in quel periodo, per volere di Mussolini furono accorpati ad altri centri vicini, per poi essere ripristinati con regio decreto nel dopoguerra.

In questa casistica rientrano ad esempio proprio Ferrazzano, Mirabello Sannitico e Oratino che divennero frazioni di Campobasso. In Molise, tuttavia, non sono nemmeno gli unici. All’epoca, quando i nascituri vennero registrati, sarebbero dovuti risultare come nati nel capoluogo, ma non fu così. I Comuni fecero rimanere in vita quei paesi che sulla carta erano stati cancellati.

Con la trasposizione dei dati digitali e l’adesione dei comuni all’Anpr la magagna è, però, venuta fuori e il sistema si è trovato dinanzi a codici che non riconosceva e che doveva così ricalcolare.

I sindaci stanno tranquillizzando i cittadini, ma il problema resta e sta comportando notevoli disagi a diversi anziani. Molti dei quali, magari non hanno nessuno che può aiutarli nello svolgimento di queste pratiche.

Una volta che il nuovo codice fiscale viene generato bisognerà, infatti, comunicare il cambiamento effettuato per le utenze, per i conti in banca, assicurazioni o altro.

I Comuni, infatti, si potranno interfacciare con gli enti pubblici e comunicare a quest’ultimi il cambio a enti, ma non certo a quelli privati che, necessiteranno dell’intervento dei soggetti interessati.

Insomma, una bella grana piovuta sulle teste di tanti cittadini e di tanti figli e parenti che dovranno risolvere la questione per gli anziani di casa. Tra trafile e una burocrazia che, in Italia, è sempre infinita.

Il tutto con un’incognita. Perché ad oggi nessuno sa con certezza se tale disguido possa influire anche su contratti e documenti del passato. Se possa ciosè avere ricadute sul possesso di immobili, su testamenti e altro.

Bisognerà aspettare e vedere come la legge correrà ai ripari.

Sperando ovviamente che al danno, non si aggiunga poi anche la beffa

Redazione

CBlive

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