Al Neuromed le nuove frontiere per lo studio delle patologie neurodegenerative

ECM 28 novembre 2014Ci sarà anche il professor Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina e consulente speciale del Neuromed, al convegno dal titolo ‘La sfida diagnostica delle Neuroscienze: la Genetica’. L’incontro è stato organizzato dall’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed nell’ambito del calendario di Educazione Continua in Medicina (ECM) al fine di approfondire, insieme a esperti, ricercatori e personale sanitario, le correlazioni tra genetica e patologie neurodegenerative, con particolare riferimento al riconoscimento precoce delle stesse in fase diagnostica. Il simposio si terrà venerdì 28 novembre 2014, a partire dalle ore 9:00, presso la sala Conferenze del Parco Tecnologico Neuromed.

Le malattie neurodegenerative sono patologie complesse multifattoriali; nel loro studio bisogna quindi considerare non solo i fattori genetici, che possono causare di per sé la comparsa della malattia, ma anche specifici fattori ambientali che possono interagire con quelli genetici determinando un maggiore o minore rischio di patologia. Negli ultimi decenni gli studi di Genetica Molecolare hanno contribuito all’identificazione sia dei principali geni responsabili delle forme familiari di numerose malattie degenerative, come Alzheimer, Parkinson, Demenza Fronto-Temporale, Sla e Corea di Huntington, sia di quelle combinazioni genetiche che aumentano la predisposizione ad ammalarsi, soprattutto se il paziente è esposto a determinane situazioni ambientali.

“Il corso ha come obiettivo l’approfondimento delle specifiche problematiche che la genetica clinica deve affrontare in ambito delle diverse malattie neurodegenerative – spiegano i responsabili scientifici del convegno la dottoressa Anna Elisa Castellano, Neurologa Neuromed, e il dottor Stefano Gambardella, responsabile del Laboratorio di Genetica Molecolare Neuromed – una sintesi dello stato dell’arte e delle ultime scoperte per ognuna delle forme esaminate con uno sguardo al futuro in tema di possibili interventi terapeutici”.

“L’individuazione di geni collegati alle diverse malattie neurodegenerative – continuano gli specialisti Neuromed – ha dato un enorme contributo alle conoscenze sia del funzionamento fisiologico dei sistemi neuronali che della cascata di eventi della neurodegenerazione; la correlazione tra assetto genetico e manifestazioni cliniche delle diverse forme, inoltre, ha decisamente contribuito alla loro caratterizzazione diagnostica. Si è inoltre aperto un filone di ricerche mirate all’individuazione di diversi bersagli molecolari e cellulari per nuovi approcci terapeutici, dalla immunoterapia alle sperimentazioni con vettori genici di origine virale, considerati possibili strumenti di un prossimo futuro. Nell’ultimo decennio le indagini genetiche sono state definite, insieme ai biomarkers neuroradiologici e liquorali, criteri diagnostici da affiancare ai classici criteri clinici e in risposta alla sfida di una diagnosi sempre più precoce di forme neurodegenerative iniziali. Ulteriore sfida, infine, la possibilità di una diagnosi predittiva in familiari asintomatici di persone affette, al fine di poter attuare terapie preventive, se disponibili, o valutare – concludono gli esperti –  gli effetti delle terapie attuali, utilizzate il più precocemente possibile”.

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