Campobasso, in via Vico cestini fantasma: “Undici mesi di attese e il quartiere è sommerso dai rifiuti”

Una vicenda che ha dell’incredibile e che, a distanza di quasi un anno, resta senza soluzione. A denunciarla è l’Associazione di Quartiere di via Giambattista Vico, che torna a puntare il dito sulla mancata installazione di cinque cestini getta rifiuti, richiesti da tempo per una delle aree più frequentate della città.
Il quartiere, infatti, ospita il Terminal bus, la stazione ferroviaria ed è a ridosso dell’Università del Molise. Una posizione strategica che porta quotidianamente centinaia di studenti, pendolari e visitatori ad attraversarlo a piedi. Non solo: l’asse via Novelli – via Giambattista Vico è ormai diventato, come sottolinea l’Associazione, “fondamentale per il traffico urbano cittadino”.
Eppure, proprio qui manca un servizio essenziale. “Non avendo altra possibilità, le persone gettano per strada e nelle aree verdi plastica, vetro, carta e altro”, evidenziano dall’Associazione, spiegando come il problema si aggravi ulteriormente nel fine settimana, quando la presenza di giovani nel quartiere aumenta sensibilmente.
Da qui la richiesta, avanzata già nel maggio 2025, di installare alcuni cestini nei punti più critici: all’uscita del Terminal e lungo via Giambattista Vico e via De Santis. Una richiesta semplice, che ha però dato origine a una lunga trafila burocratica.
L’8 maggio 2025 parte la prima PEC al Comune di Campobasso, che il 13 maggio risponde incaricando la SEA di intervenire. Seguono comunicazioni interlocutorie, solleciti scritti (il 5 e l’11 giugno), telefonate e disponibilità per un sopralluogo.
Solo il 12 agosto 2025 avviene un passaggio concreto: tecnici SEA e rappresentanti del Comitato effettuano un sopralluogo nel quartiere e individuano cinque punti precisi dove installare i cestini. “Sono stati individuati n. 5 siti ove collocare i predetti cestini”, ricorda l’Associazione.
Da quel momento, però, tutto si ferma. Nonostante ulteriori telefonate e una nuova PEC di sollecito inviata il 18 marzo 2026, anche per conoscenza al Comune, nulla è stato realizzato.
“Ma nulla è dato sapere con certezza e nulla è stato fatto”, denuncia l’Associazione, che non nasconde l’amarezza: “La cosa è inconcepibile… sono solo n. 5 cestini getta rifiuti, nulla di eccezionale”.
Il dato che pesa di più è il tempo trascorso: “Sono passati undici mesi!”, sottolineano i residenti, evidenziando come la richiesta sia stata formalmente trasmessa alla SEA dal Comune già il 13 maggio 2025.
Nel frattempo, la situazione nel quartiere è peggiorata. “Si ha a che fare con un muro di gomma”, afferma l’Associazione, descrivendo un’area “praticamente sommersa ovunque di carte, plastica, bottiglie — spesso in frantumi — bicchieri, pacchetti di sigarette e scontrini fiscali”.
Una condizione che, secondo i residenti, è ormai diventata insostenibile. “La noncuranza della SEA è ormai cosa risaputa nel quartiere”, concludono dall’Associazione.
E mentre i cestini restano sulla carta, il degrado continua a crescere. Una storia minima, ma emblematica, che racconta quanto anche le soluzioni più semplici possano trasformarsi in problemi senza fine.














