Ricerca e giovani: al Neuromed un nuovo anno di informazione e didattica

IMG_2612Inizia all’insegna dell’informazione e della didattica il nuovo anno della Fondazione Neuromed. E’, infatti, terminata una due giorni di incontri con gli studenti delle prime classi dei licei Classico e Scientifico di Venafro. L’iniziativa nasce a seguito di una convenzione, stipulata tra l’istituto Giordano e il Neuromed, che mira a portare gli studenti nei laboratori del Centro Ricerche di Pozzilli. Quello appena trascorso è stato il primo incontro teorico, nell’ambito delle attività didattiche, dedicato all’approfondimento delle droghe d’abuso. Il professor Giuseppe Battaglia, dell’Unità di Neurofarmacologia dell’I.R.C.C.S., ha fatto un’ampia panoramica delle sostanze di abuso, guidando i ragazzi verso una conoscenza più approfondita dei loro meccanismi e degli effetti che hanno sul sistema nervoso centrale. Subito dopo, la prima visita dei ragazzi tra i laboratori Neuromed.
“Non intendiamo impressionarvi quando parliamo di droghe e di ricerca scientifica – ha detto il presidente della Fondazione Neuromed, Mario Pietracupa nel corso del suo saluto agli studenti e agli insegnanti – ci limitiamo a trasferirvi delle verità, senza giudicare, cercando di essere utili. E’ un ruolo didattico e culturale quello che Neuromed cerca di interpretare al meglio, in perfetta sinergia con le esigenze scolastiche e formative. Per questo credo che progetti simili debbano essere bidirezionali. Quando entrerete nel vivo dell’iniziativa vorrei che da parte vostra ci fosse una sensibilità maggiore per voi stessi e per la vostra salute in generale. Ed anche una vivacità che deve portarvi ad interagire con i nostri ricercatori, a fare domande e quindi ad essere parte attiva del progetto. Il problema delle droghe – ha poi detto Pietracupa – è cruciale; vi chiedo per questo di essere più aperti e di avere più fiducia nelle persone che vi sono vicine”.

Anche il dottor Edoardo Romoli, direttore sanitario del Neuromed ha sottolineato, nel suo saluto, l’aspetto bidirezionale del progetto con gli Istituti scolastici, non tralasciando la conoscenza della ricerca scientifica targata Neuromed, non solo come fonte di informazione ma anche di successivi interessi. “Credo che i giovani rappresentino la linfa del futuro – ha detto Romoli – il vostro apporto è determinante anche per stabilire le nostre strategie didattiche. Vi trovate all’interno di un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere scientifico che poggia sui tre pilastri: la clinica, la ricerca e la didattica. È dalla fusione delle informazioni che derivano questi tre pilastri e dal vostro contributo che possiamo ancora di più fornire un valido supporto all’informazione ed alla formazione. È importante, inoltre, che voi possiate capire dove stanno andando le neuroscienze e di come possa essere il vostro futuro anche da un punto di vista professionale. Proprio all’interno di questo Istituto potrete vedere come ci siano differenti professionalità che vanno da quelle sanitarie a quelle scientifiche, ad ingegneri e chimici. Professionalità che si fondono per ottenere risultati comuni”.

“Questo tipo di incontro con i ragazzi è fondamentale per avvicinarsi al problema delle tossicodipendenze”, afferma Giuseppe Battaglia, neurofarmacologo Neuromed. “Una buona informazione è cruciale perché permette ai giovani di decidere, consapevolmente, se utilizzare o no una droga. E la giusta informazione sugli effetti scaturenti da tale assunzione è la base indispensabile per allontanare l’utilizzo di qualsiasi sostanza. Ma la nostra giornata è solo il primo passo di un programma molto più vasto che prevede una fase di seminari teorici nei quali saranno illustrate le caratteristiche della ricerca che viene svolta all’Istituto Neuromed. Successivamente – ha poi concluso – un percorso pratico coinvolgerà gli studenti più interessati, che entreranno nei laboratori e seguiranno direttamente i ricercatori durante i giorni di attività quotidiana”.

 

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