Politica

In frantumi l’idillio tra ‘pasionarie’: Calenda lascia ‘Prima il Molise’ e guarda a un partito nazionale. Gli equilibri a Palazzo D’Aimmo tra passi indietro e nuove alleanze

“Motivi strettamente personali”. È questa la motivazione attribuita alla decisione della consigliera regionale Filomena Calenda di abbandonare l’associazione politico-culturale ‘Prima il Molise’. Il movimento nato dopo l’espulsione della Lega della Calenda e dell’altra consigliera eletta tra le fila del partito del Caroccio, Aida Romanguolo.

Poche righe che certificano quello che gli addetti ai lavori sapevano già: l’idillio tra le due pasionarie è finito.

Quella stessa unione nata per contrastare le imposizioni del coordinatore regionale della Lega e assessore esterno, Luigi Mazzuto, è destinata a naufragare.

Incalzata dalle domande la Calenda però non si sbilancia ed evita qualunque commento nei confronti della collega di Palazzo D’Aimmo. “Siamo persone diverse, ognuna con i rispettivi pregi e i rispettivi difetti”, si limita a dire.

Intanto, in Consiglio, almeno per il momento, la Calenda ci resta in quota Lega: il simbolo con il quale è stata eletta, ma per conto del quale, per volere di Salvini in persona, non può parlare.

Che la presidente della I Commissione si stia guardando intorno non è certo un mistero, così come non è un mistero che sia corteggiata da diversi colleghi e simboli di centrodestra. E che lo sguardo possa posarsi proprio su un partito con esponenti nella Capitale pure sembra cosa più che probabile.

“La mia è sempre stata una politica attiva. Pensare di fare qualcosa per il Molise senza alcun tipo di contatto con Roma sembra davvero impensabile”, dice ancora la Calenda che il boccone amaro della Lega probabilmente ancora non riesce a mandarlo giù. “Ho sempre fatto politica mettendoci la faccia e non potevo assistere impassibile a un coordinatore che si opponeva alla mia crescita personale e a quella di tutto il gruppo della Lega”.

Resta ora da chiedersi cosa accadrà in Consiglio regionale. Anche e soprattutto alla luce di possibili scelte che, secondo rumors, non riguarderebbero solo la Calenda.

Più di qualcuno avanzerebbe, infatti, l’ipotesi di una nuova formazione di un gruppo a cinque (sotto l’egida di Fratelli d’Italia ndr) che vedrebbe in pole l’ex governatore Iorio, il sottosegretario Pallante, il consigliere Scarabeo e il presidente del Consiglio, Micone. Quest’ultimo in cerca di un nuovo collocamento dopo il tramonto definitivo dell’Udc. Quattro nomi a cui potrebbe mancare proprio la quinta figura. Sarà forse la Calenda?

Ma a corteggiare la consigliera ci sarebbe poi anche l’assessore ai Traporti, Vincenzo Niro che, forte del risultato ottenuto alle amministrative di Campobasso e Termoli, potrebbe essere deciso a far valere il suo peso tra le fila dell’esecutivo. Con la Calenda al fianco anche il suo gruppo si rinforzerebbe.  Oltre ai consiglieri Tedeschi e Di Lucente (eletti nelle fila dei Popolari ndr) potrebbe capitolare pure Micone. Anche in questo caso il numero magico sarebbe un cinque, cifra valida quasi certamente per chiedere un riequilibrio tra le fila dell’esecutivo di Palazzo Vitale.

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