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La Neuromed di Pozzilli è protagonista internazionale per lo studio del Parkinson genetico

Un nuovo merito va all’Istituto di Ricerca Neuromed di Pozzilli che rientra nella rosa dei 103 istituti di 43 Paesi per lo studio della malattia del Parkinson di origine genetica

Il Centro di Genetica Molecolare entra nel Consorzio per lo studio della malattia del Parkinson di origine genetica rendendo l’istituto molisano uno delle eccellenze a livello internazionale. Un nuovo merito per il centro di Ricerca di Pozzilli, annoverato nella rosa dei 103 istituti di 43 paesi con oltre 160 ricercatori coinvolti. Sono questi i numeri del Global Genetic Parkinson’s Disease Study Group, una collaborazione internazionale che punta a studiare i casi di malattia di  Parkinson  che  hanno  origine  genetica.

Il   Centro  di  Genetica  Molecolare dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli è appena entrato a fare parte di questo consorzio, che vede il supporto della Michael J. Fox Foundation. Molte cose sono ancora da chiarire nella malattia di Parkinson, le cui cause restano ancora in larga parte   sconosciute.   In   alcuni   casi   molto   rari,   però,   è   stata   identificata   un’origine   genetica.   Il consorzio,   guidato   dall’Istituto   di   Neurogenetica   dell’Università   di   Lubecca   in   Germania,   nasce proprio   con   l’obiettivo   di   studiare   questa   rara   condizione,   unendo   gli   sforzi   di   tutti   i   centri partecipanti per una migliore comprensione della malattia e per individuare strade innovative di cura. I dettagli dell’iniziativa saranno esposti in un articolo che verrà pubblicato da una prestigiosa rivista   scientifica   internazionale   e   verranno   presentati   anche   nel   corso   del        Congresso della Movement Disorder Society  che si terrà a Nizza a settembre.

Si tratta – dice la dottoressa Rosangela Ferese, ricercatrice del Centro di Genetica Molecolare – di una   grande   impresa   collaborativa   per   affrontare   in   modo   più   completo   la   problematica   del Parkinson di origine genetica. Nel complesso il consorzio ha identificato 8.453 pazienti, per i quali sono disponibili grandi quantità di dati. Stiamo parlando di una patologia molto rara, dove solo un lavoro internazionale può fare in modo di avere una casistica adeguata in modo da condurre i necessari studi”.

Una delle ragioni per cui il Centro di Genetica Molecolare Neuromed è stato invitato a partecipare è l’individuazione, avvenuta nel 2015 in una famiglia del centro Italia, di una particolare mutazione genetica causativa di un fenotipo molto grave della malattia di Parkinson. La specifica mutazione riguardava il gene dell’alfa-sinucleina, la proteina che, accumulandosi nelle cellule, rappresenta una delle principali caratteristiche della malattia.

La partecipazione a questo consorzio – commenta il dottor Stefano Gambardella, responsabile del Centro di Genetica Molecolare – rappresenta per noi un importante riconoscimento al lavoro che viene condotto dai nostri laboratori. Grazie alla collaborazione internazionale, il numero di casi studiati è triplicato rispetto al passato, e questo aiuterà a capire meglio la malattia e aiutare in modo più efficace i pazienti e le loro famiglie. Si tratta di un importante esempio di come la scienza collaborativa possa superare le difficoltà di approccio alle malattie rare”.

mcgiovannitti

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