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La riscoperta dell’antico itinerario mercantile del Sannio appenninico promossa dall’associazione Togo Bozzi

L’associazione Togo Bozzi promuoverà, nei prossimi mesi, la riscoperta dell’antico itinerario mercantile del Sannio appenninico che si snodava lungo i territori dei Comuni storici di Guardia Sanframondi, Pontelandolfo, Morcone, Santa Croce del Sannio, Riccia e Gambatesa, sino a raggiungere l’importante realtà portuale di Manfredonia.
Tale percorso costituiva, in effetti, il binario territoriale su cui gravavano i traffici commerciali posti in essere dalla dinamica Corporazione dei Cuoiari guardiesi, i quali, riuscendo ad inanellare le diverse realtà appenniniche entro un circuito virtuoso, vedevano sbocciare i frutti economici del loro lavoro nella Terra figlia dell’illuminato Manfredi di Svevia, degno erede di Federico II.
Una straordinaria valenza territoriale che animava nel porto pugliese i traffici mercantili del tempo tra Oriente ed Occidente. Tant’è che in Manfredonia sono rimaste le tracce di veri e propri bureaux commerciali guardiesi, citati nel seguente manoscritto de Guidi del 1652 : “Da tempo immemorabile vi è stata la concia di suole e coiami, per la quale (Guardia) si rese sempre famosa, e commoda anzi ricca; e pochi anni addietro sì fiorita la viddi, che non invidiava Terra o Città della stessa Arte. La cittadinanza migliore è stata ed è composta di Mercanti della medesim‘arte, essi passano ordinariamente a privilegiati, e questi à quelli, in molte città, e Terre del Regno han proprie case, e traficano co’ negozianti Bosnesi, Ragusei, Livornesi, Inglesi, e sin di Barberia, e di Alessandria (d’Egitto), donde vengono cuoi indiani di sterminate grandezze”.
Purtroppo tale grandezza cessò con la politica spagnola dei Carafa che, attraverso un sistema fiscale opprimente, spensero la luce di una ricchezza mercantile, capace di coniugare, nell’ambito del costituito Monte dei Pegni, il valore del lavoro con la sussidiarietà dell’economia solidale. Per dette motivazioni il sodalizio sannita proverà a riavvolgere il filo del tempo, cercando di evidenziare la storica interconnessione economica fra i territori appenninici, ricchi, da secoli, di attività agricole, commerciali ed artigianali.
Un modo per mettere in rete le migliori risorse delle diverse Comunità del Sannio e del Molise, fra cui l’Ecomuseo di Riccia con la qualificata rete associativa del Fortore, il recente Progetto Patrimoniale messo in piedi nel suggestivo centro sannita di Morcone e la realtà imprenditoriale guardiese, diretta espressione delle numerose attività enogastronomiche presenti sul territorio del Matese Sud-Orientale.
Il tutto per perseguire un obiettivo ambizioso, quale quello di stimolare gli Enti regionali ad utilizzare opportunamente le risorse europee stanziate nei diversi capitoli di spesa della programmazione comunitaria, fra cui Europa Creativa ed Horizon Europa.
Domenico Rotondi

Redazione

CBlive

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