Politica

Sanità, la norma anti-De Luca colpisce il Molise: nel decreto fiscale l’incompatibilità tra governatori e commissari. Di Maio: “Intervenuti su una questione vergognosa”

A Palazzo D’Aimmo il provvedimento apre alla rottura con la Lega

“Vergognosa”. È questo l’appellativo che il vicepremier Luigi Di Maio utilizza per definire la norma che non sancisce l’incompatibilità tra il ruolo del presidente della Regione e la figura del commissario ad acta alla sanità. Lo fa durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri in cui si è discusso di disposizioni urgenti in materia fiscale, semplificazione amministrativa, bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio.

“Interverremo – scandisce bene Di Maio impegnato a illustrare i provvedimenti della manovrasu un’altra serie di importanti questioni, come ad esempio quella che era una norma vergognosa per cui avevano cambiato l’incompatibilità tra i presidenti delle regioni e i commissari alla sanità per permettere a De Luca di fare il commissario della sanità in Campania. Si torna – chiarisce subito dopo – alla norma che rende incompatibile un presidente di Regione che mette mani sulla sanità facendo il commissario direttamente”.

Come annunciato la disposizione, inizialmente prevista nel decreto Genova e poi stralciata dal presidente della Repubblica, è stata reintrodotta nel decreto fiscale collegato alla prossima Legge di Bilancio.

La norma che, come detto più volte e come confermato anche questa sera dallo stesso Di Maio, aveva l’obiettivo di ‘colpire’ il governatore della Campania, rischia di fare danni o, peggio, aprire una crisi politica in Molise, dove la Lega siede tra i banchi di un esecutivo di centrodestra, mentre gli alleati di Governo pentastellati rappresentano le minoranze di Palazzo D’Aimmo.

La maggioranza del governatore chiederà una verifica politica? L’ipotesi diviene sempre più probabile, anche alla luce del rientro tra i banchi del Consiglio regionale dell’ex governatore Michele Iorio, il quale fin da subito aveva rivendicato l’assessorato.

Una partita prettamente politica in cui ci sarebbero anche da considerare i malumori che la proposta di legge per la modifica dello statuto, avanzata dallo stesso Toma, per eliminare l’elezione di metà mandato del presidente del Consiglio (che di fatto blinderebbe Micone ndr), avrebbe provocato in alcuni esponenti del centrodestra.

Insomma, gli equilibri in Molise si fanno sempre più delicati e, al momento, la certezza sembra essere solo quella che l’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Unimol possa sconfinare in un teatrino politico.

Il prossimo sabato 20 ottobre Di Maio sarà, infatti, nell’aula Magna dell’Università del Molise e in molti si chiedono se i rappresentanti istituzionali possano perdere l’occasione per manifestare tutto il loro disappunto sulle scelte di un Governo, le cui alleanze sul territorio regionale sono posizionate in maniera del tutto differente.

Il governatore eviterà di sottolineare tutto il rammarico per la mancata nomina a commissario, così come il sindaco Battista eluderà la possibilità di addentrarsi nella cancellazione del bando periferie che al capoluogo ha fatto perdere 18 milioni di euro? Il sesto senso ci dice proprio di no.

fab.ab

redazione

CBlive

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