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Degustare senza vedere: il vino diventa esperienza inclusiva

Un percorso formativo che ha saputo coniugare competenza, attenzione alle persone e una forte dimensione umana. Lo Ierfop, Istituto Europeo Ricerca e Formazione Professionale del Molise Onlus, insieme alla Fondazione Italiana Sommelier Molise, ha dato vita a un progetto speciale: un corso dedicato alla cultura del vino rivolto a persone non vedenti, nato con l’obiettivo di dimostrare che la conoscenza e la formazione possono e devono essere accessibili a tutti.

Non si è trattato di un’attività semplificata o pensata come semplice adattamento, ma di un vero percorso strutturato, portato avanti con metodo, serietà e rispetto.

I partecipanti hanno seguito la tecnica ufficiale di degustazione utilizzata dai sommelier professionisti: l’unica fase esclusa è stata quella visiva. Tutto il resto è rimasto intatto, dall’analisi dei profumi alla valutazione gusto-olfattiva, dall’ascolto delle sensazioni alla ricerca dell’equilibrio e dell’armonia del vino. Un viaggio sensoriale fatto di aromi, consistenze e sfumature, in cui ogni calice diventa racconto ed esperienza.

Il percorso si è concluso con una cena dedicata agli abbinamenti cibo-vino presso la pizzeria Sesto Senso di Campobasso, realtà che da tempo collabora con lo Ierfop in numerose iniziative inclusive, tra corsi di cucina e momenti formativi. La serata si è trasformata in un’occasione di incontro e condivisione, ricca di entusiasmo e convivialità, durante la quale i partecipanti hanno potuto mettere in pratica quanto appreso nel corso delle lezioni.

Il presidente dello Ierfop Molise, Enzo Chiovitti, ha sottolineato l’importanza dell’esperienza: “Pensavo inizialmente che potesse essere un percorso poco inclusivo per persone non vedenti, ma mi sono dovuto ricredere. Ho visto invece quanto questa esperienza sia stata davvero accessibile e coinvolgente”.

Molto significativo anche il punto di vista dei partecipanti, che hanno evidenziato il valore di iniziative di questo tipo: “Per noi questi corsi sono fondamentali. Quando ci vengono forniti gli strumenti giusti possiamo diventare protagonisti. È stata un’esperienza bellissima e molto interessante, un momento importante di condivisione che ci aiuta anche ad avere più fiducia in noi stessi”.

A confermare lo spirito dell’iniziativa è anche Giovanni Codaianni della pizzeria Sesto Senso:Per noi è già il quarto corso organizzato insieme allo Ierfop, oltre ad altre iniziative legate alla cucina. È sempre una bellissima esperienza: qui non ci sono differenze, siamo tutti uguali, amici e quasi fratelli. Siamo davvero soddisfatti di continuare questo percorso insieme”.

“Questa esperienza ci ha insegnato che il vino non è soltanto qualcosa da osservare, ma soprattutto da percepire, riconoscere e raccontare”, hanno commentato dalla Fondazione Italiana Sommelier del Molise la presidente Dora Formato e il vicepresidente Gabriele Di Blasio.I ragazzi hanno seguito ogni fase con grande attenzione ed entusiasmo, restituendoci molto più di quanto noi abbiamo dato”.

Ed, infatti, per la Fondazione Italiana Sommelier Molise questa iniziativa rappresenta molto più di un semplice corso: è la conferma che la cultura del vino può essere realmente inclusiva, mantenendo al tempo stesso qualità, rigore e autorevolezza.

Un’esperienza che lascia un segno profondo, non solo dal punto di vista formativo ma anche umano. Perché il vino, proprio come la vita, non si limita a essere guardato: si ascolta, si annusa, si percepisce e si vive.

 

Redazione

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