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I consiglieri nazionali dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Cimino e Cosimo Santimone, scrivono al Prefetto Di Menna: “Anche noi all’incontro che sta organizzando sull’assenza dei giornali in alcuni centri molisani”

I consiglieri nazionali dell'Ordine dei Giornalisti, Enzo Cimino e Cosimo Santimone, il giorno in cui incontrarono il Prefetto di Campobasso, Francescopaolo Di Menna (foto tratta dal blog del fotografo Gino Calabrese)
I consiglieri nazionali dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Cimino e Cosimo Santimone, il giorno in cui incontrarono il Prefetto di Campobasso, Francescopaolo Di Menna (foto tratta dal blog del fotografo Gino Calabrese)

I consiglieri nazionali dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Cimino e Cosimo Santimone, hanno inviato una lettera al Prefetto di Campobasso, Francescopaolo Di Menna, per mettere in evidenza la paradossale situazione che si è venuta a creare in Molise, dove ‘giornalisti ed editori lavorano inutilmente perché le edicole sono senza giornali’, come si legge nell’oggetto della lettera, che riportiamo integralmente.

“Ill.mo Prefetto, come ben ricorderà, l’anno scorso attuammo una forma di protesta pacifica, proprio sotto la Prefettura di Campobasso, nel corso della quale chiedevamo, tra l’altro, un suo intervento a tutela dell’informazione come diritto sancito dalla Costituzione – si legge nella missiva –. Per tutta risposta lei ci ricevette subito, e riuscimmo nel giro di pochi giorni a fare in modo che il Consiglio regionale del Molise recepisse, per primo in Italia, la legge dell’equo compenso. E di questo ne siamo fieri e il merito va anche a lei. Proprio da quella riunione emerse anche il problema della distribuzione dei giornali nel Molise, regione dove le testate vendono poco e dopo anche per la sua conformità risulta arduo far quadrare il bilancio per editori, giornalisti, edicolanti e distributore. Ma ora veniamo a noi. Siamo venuti a conoscenza di alcuni gravi disservizi legati alla distribuzione dei giornali a Campobasso città, come nei paesi limitrofi. Edicole che non hanno potuto garantire un servizio, edicole che non si sono viste recapitare i giornali e di conseguenza rendere vano il lavoro del tipografo, del giornalista e dell’editore. Edicole che hanno sofferto e che hanno fatto figuracce con la gente perdendo soldi ed immagine, edicole mortificate che hanno sospeso il servizio a discrezione di qualcuno che avrà le sue ragioni, ma che comunque lavora in situazione di monopolio.

E a noi il monopolio non desta serenità, in nessun settore. Abbiamo saputo di episodi narrati dallo Snag verificatisi a Tufara, Matrice, Ripalimosani e in almeno 4 edicole di Campobasso e persino i sindaci ne sono a conoscenza. Ebbene, non c’è bisogno che sia l’Ordine Nazionale dei Giornalisti o il sindacato Snag a rimarcare la difficoltà in cui tutta l’economia versa, distributore compreso. Per carità, ognuno ha le sue ragioni, ma come Ordine dei Giornalisti, a noi interessa che l’informazione sia fruibile e che non ci siano intoppi nello smistamento del prodotto finale. Senza l’ultimo anello, vale a dire l’arrivo a destinazione del prodotto nell’edicola, il giornalista e l’editore del cartaceo hanno lavorato invano e buttato soldi. Tuttavia, come rappresentanti dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, non abbiamo l’indice puntato su nessuno, anche perché non spetta a noi processare, multare o screditare nessuno. A noi importa che sia tutelata l’informazione, poi che fideiussioni, richieste di rid obbligatorio, pagamenti puntuali o meno sono tutte clausole che a questo punto chiediamo siano oggetto di valutazione da parte della Guardia di Finanza e delle autorità Giudiziarie preposte, sempre che ce ne sarà bisogno. Partendo però dal fatto che già analoghe difficoltà siano state affrontate sui Monti della Daunia come nel Basso Molise e che questo della distribuzione sia un problema socialmente rilevante, noi chiediamo di partecipare all’incontro che lei sta organizzando in prefettura. E lo vorremmo anche in piena estate, tanto i giornalisti non vanno in ferie, visto che non possono permettersele. Ovviamente l’invito lo estendiamo ai direttori, agli editori ed all’Ordine regionale dei Giornalisti, perché ora come non mai, l’unità fa la forza. Restando in attesa di un pronto riscontro, la ringraziamo per quanto vorrà fare”.

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