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Storie di giovani/ Restare in Molise e reinventarsi: così nasce la play tv ‘Molyou’ di Luca Di Claudio

Luca DiClaudio
Luca Di Claudio

MARIA CRISTINA GIOVANNITTI

Si chiama Luca Di Claudio, è laureato in Scienze della Comunicazione e per ben tre anni ha lavorato come programmista in Rai fino a quando, come la maggior parte dei giovani d’oggi, alla scadenza del contratto non è seguito il rinnovo. Quindi messa in valigia la passione, si ritorna a casa, in Molise dove però fare il programmista tv è impossibile perché è una figura professionale al limite. Così il dubbio diventa: abbandonare la voglia di fare il lavoro dei propri sogni o inventarsi qualcosa?

Nasce così ‘Molyou’, la prima Play Tv del mondo, una formula che unisce il gioco alla comunicazione, tutto offerto in rete. Una vera sfida per un Molise così piccolo e tradizionale e un incentivo in più a dare spazio alla creatività.

A spiegarci i servizi ed il tipo di comunicazione è lo stesso fondatore Luca.

Molyou da chi e come nasce? “È nata come una mia idea. Avevo voglia di continuare a fare il programmista a ‘casa mia’ così mi sono reinventato per restare in Molise ed è nata ‘Molyou’, una formula di produzioni video per continuare a seguire la mia passione”.

Che tipo di comunicazione e servizi offre Molyou?Per quanto riguarda la comunicazione si lavora su notizie brevi e su dirette streaming. Per i servizi, invece, si parla di una play tv dove l’archivio delle informazioni non è solo consultabile ma fruibile nel senso del gioco: con il video di ogni comune, interagisci, guadagni dei punti ed hai la possibilità di accumularli e spenderli sotto forma di omaggio offerto dalle varie aziende”.

Quali gli obiettivi principali di questa play tv? “L’intento è quello di unire le distanze culturali dei vari paesi molisani, facendo leva sul campanilismo. L’identificazione, però, non ha dei limiti territoriali nel senso che ‘Molyou’ può essere ad esempio un punto d’interesse per i molisani nel mondo, o anche per tutti coloro che vogliono condividere il senso di molisanità. Inoltre vuol essere un servizio in rete che possa creare un collegamento tra gli utenti e le aziende locali”.

Investire con una televisione unica nel suo genere in una regione come il Molise, non è un po’ azzardata come idea?Di sicuro, ma è allettante come sfida. Consideriamo che il 60 percento della popolazione molisana è under sessanta, per cui il numero che usa la rete è ancora esiguo, ma questo, ovviamente, non ci scoraggia”.

Non si rischia di essere fuori dalla realtà, lavorando solo in rete? “Per ora ‘Molyou’ è work in progress. L’interesse principale è creare un archivio condiviso di foto, video e testi e permettere ai vari comuni in loco di comunicare tra di loro. Poi, ovviamente, cercheremo anche di entrare nella realtà della regione”.

Per coloro che sono interessati ad inviarvi video per ‘la sfida’? “Basta collegarsi al nostro sito ufficiale e al form ‘Aggiungi contenuto’ potete inviare video, foto e testi. Così comincerete a giocare”.

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