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Annullamento del ‘BPM Love Festival’: il pensiero di Massimo Dalla Torre

BPM FESTIVALMASSIMO DALLA TORRE

Con sorpresa e sconcerto ho appreso la notizia dell’annullamento della manifestazione prevista all’ex stadio Romagnoli. Manifestazione che avrebbe permesso di vivacizzare quest’ultimo scampolo di non estate campobassana. Manifestazione che sicuramente, visto il cospicuo numero di biglietti venduti, avrebbe avuto successo specialmente tra il pubblico più giovane che, nella nostra città, non trova stimoli cultural/musicali cosa che nel terzo millennio a base di coreografie e luci non avrebbe guastato certamente l’atmosfera. Invece, no, perché all’ultimo momento “ze’ ammntunat tutt” uso il dialetto per rafforzare la vicenda. Causa forse la mancanza di fondi che la dice lunga di come a Campobasso di là dalle manifestazioni canoniche, leggasi Corpus Domini, Venerdì Santo, Infiorata, San Giorgio e Sant’Antonio Abate, cui mi sento di accomunare iniziative varie che vivacizzano alcuni quartieri periferici cittadini, non è assolutamente possibile né pensare e tanto meno organizzare. Un qualche cosa che, visto l’epilogo alquanto deludente, ancora una volta denota poca accortezza e pochissime considerazioni nei riguardi di chi da tempo cerca di far uscire dal pantano più becero il capoluogo di Regione. Città che, proprio perché cerca di risvegliarsi, meriterebbe qualche opportunità in più anche se questa potrebbe portare disagio alla cittadinanza che, tutto sommato risponde la maggior parte delle volte positivamente alle iniziative. Colpe? Mancanza di programmazione? Di volontà? Pressioni dei cosiddetti perbenisti pensanti che hanno prevalso ancora una colta come per la visita del Santo Padre? Questioni economiche? Ripeto: non è dato sapere, anche se mi piacerebbe conoscere il perché di questa retromarcia repentina. Molti in queste ore si sono scatenati sulle pagine di Facebook, finanche alcuni esponenti politici della cosiddetta opposizione a Palazzo San Giorgio. I quali, hanno stigmatizzato l’accaduto e solidarizzato con gli organizzatori che a loro volta con un comunicato alquanto polemico, sempre sullo stesso social network, cosa che mi sento di avallare, perché è inconcepibile che all’ultimo minuto si debba cancellare una manifestazione mascherando il tutto dietro scuse più o meno credibili,  che dal primo settembre saranno rimborsati tutti i biglietti precedentemente venduti. La domanda ora è questa, perché tutto questo? Sicuramente, come sempre, le risposte saranno condite con una serie di motivazioni più o meno credibili, come se i giovani di questa città sono degli alieni e non persone pensanti. Risposte che sicuramente aumenteranno ancora di la loro rabbia tant’è che lamentano da sempre un immobilismo pantofolaio e sfiduciati non vedono l’ora di poter “emigrare” verso altri lidi dove situazioni come questa accadono soltanto in caso di calamità naturali o impedimento improvviso degli artisti. Ragazzi che rappresentano invece, il volto innovativo del capoluogo di regione del Molise. I quali, proprio perché tali, dovrebbero ricevere, specialmente da chi si professa innovatore e sbandiera il cambiamento più attenzioni. Un’innovazione e un cambiamento che, visto i risultati, ha ancora una volta i connotati del tutto errati, caratterizzati da promesse non mantenute e dallo sport per antonomasia: le illusioni che però devono trasformarsi in certezze di cui la nuova generazione dei Campobassani ha necessità altrimenti per questa città non c’è futuro, anche se questo è vergato sul pentagramma musicale.

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