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Assistenza disabili, c’è chi beneficia di doppi interventi d’aiuto e chi rimane a ‘bocca asciutta’. Il Comune di Campobasso pone un freno alla disparità

disabile_INTERNAMARIA CRISTINA GIOVANNITTI

Torniamo sul tema della disabilità e soprattutto sugli interventi fondamentali per sostenere le persone non autosufficienti e le loro famiglie. Aiutare concretamente una persona affetta da un handicap fisico o psichico significa intervenire nel suo quotidiano ed alleggerire il carico anche per le famiglie che possono tornare alla loro normalità lavorativa. Il problema è quando, però, alcune famiglie beneficiano di doppi interventi d’aiuto ed altre, che pur vivono situazioni drammatiche, restano a bocca asciutta per mancanza di risorse.

Bisogna considerare che in Molise, in ambito assistenziale, ci sono due piani d’intervento lodevoli: il Programma Attuativo e la SAD disabili, entrambe delle risposte concrete alla richiesta di aiuto giornaliero. Il primo, ovvero il Programma Attuativo Regionale, è un beneficio indirizzato alle persone che vivono in condizione di grave insufficienza e ai minori con disabilità. Parliamo quindi di malati di Sla, di malattie degenerative, di persone sordomute che necessitano assistenza 24 ore su 24 oppure minorenni non autosufficienti. Per loro la Regione Molise, attraverso i Fondi Nazionali per le non autosufficienze stanziati dal Ministero del Lavoro, ha destinato un budget di 1.897.500 euro. Il Programma Attuativo, oltre all’aiuto concreto assistenziale, prevede anche un contributo economico, che non è l’accompagnamento, di 700 euro mensili necessari per ammortizzare le spese mediche ed assistenziali. Non solo un contributo, ma una vera forma di civiltà indirizzata a 220 persone non autosufficienti e 40 minori disabili. Per riceverlo bisogna farne richiesta, alla quale farà seguito la verifica della gravità della situazione del paziente.

Il secondo piano d’intervento si chiama Sad disabili ed è un Servizio di Assistenza per Disabili, a spese dell’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso. L’aiuto che le cooperative forniscono al disabile e alla famiglia sono molto simili ai servizi del Programma Attuativo, vale a dire l’aiuto quotidiano e giornaliero all’assistito. Anche in questo caso l’iter per accedervi ne prevede la richiesta e poi la verifica di idoneità.

Il problema nasce perché a Campobasso e nell’hinterland ci sono alcuni soggetti disabili che beneficiano sia dell’assistenza della Sad disabili che del contributo fornito dal Programma Attuativo, mettendo in difficoltà altre persone che vivono in condizioni gravi e che, per mancanza di risorse economiche, non possono ricevere nessun tipo di aiuto. Un’ingiustizia, alla quale dal Comune di Campobasso tentano di rimediare decidendo di sospendere l’assistenza domiciliare a coloro che già percepiscono aiuti. Saranno, infatti, rivalutati i criteri di accesso a queste forme di supporto. Una scelta verso la strada dell’equità in una situazione, fino ad ora, ingiusta.

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