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Ingressi scaglionati, mascherine, igienizzanti, materiale etichettato: la prima campanella tra gioia, preoccupazione e dita incrociate

Ingressi scaglionati, mascherine, gioia, ma anche preoccupazione. Il primo giorno di scuola per studenti e genitori è così.

Dopo un lockdown che nessuno aveva pensato di vivere a causa di una pandemia che ha cambiato, forse per sempre, il mondo della scuola pubblica e la didattica, si ricomincia. A Campobasso, così come in tutta Italia.

Oggi è il giorno della ripresa, ma anche quello della speranza e della paura. I contagi non si fermano e con l’apertura delle scuole, sono in molti a temere che le cose possano peggiorare.

“Speriamo bene”, commenta qualche genitore davanti alla primaria dell’Istituto Petrone. Una mamma che ha appena accompagnato la figlia di terza elementare e che racconta come abbia trascorso la domenica ad etichettare tutto il materiale scolastico dei figli con i loro nomi. Diario, astuccio, penne, matite: tutto ha un foglietto bianco con il nome.

“Non ci è stato imposto dalla scuola, – dice – ma io e mio marito abbiamo pensato comunque di farlo per prevenzione. I bambini non potranno scambiarsi né quaderni, né penne o altro, e abbiamo voluto semplicemente fornirgli una sorta di promemoria per ottemperare alle regole”.

Mascherina, amuchina, salviette igienizzanti: queste sì che sono state tutte raccomandazioni imposte dagli istituti scolastici.

“Oggi c’è uno stato d’animo particolare”, dice ancora un’altra mamma. “Siamo contenti di riprendere la vita normale, ma al tempo stesso preoccupati per quello che abbiamo vissuto, sperando non torni mai”.

Più entusiasmo tra i ragazzi dei Licei. Sono le nove quando quelli più grandi iniziano a sostare sul marciapiede di fronte al Classico. Dopo mesi di didattica a distanza, dopo un’estate quasi normale, oggi finalmente si rinizia. “Anche se svegliarsi è stata dura”, ammette qualcuno. “Vediamo come va”, alza le spalle un altro.

In fondo oltre al rispetto delle regole, non c’è molto altro da fare, se non vedere come va. Incrociando le dita.

Mascherina rossoblù anche per il sindaco Gravina che compie un saluto in alcune classi della città e che, nel suo messaggio vuole ringraziare tutto il personale della scuola, così come gli alunni e le famiglie che hanno saputo reagire alle trasformazioni senza perdere quello spirito positivo e quella voglia di affrontare le difficoltà

“La loro disponibilità a elaborare in modo propositivo e dinamico le soluzioni spesso non semplici ed immediate che siamo stati chiamati a proporre, sia noi come istituzioni che gli istituti scolastici, – le parole del sindaco – oltre che essere un loro merito, a ben vedere, è un patrimonio di relazioni sociali e nuove competenze che andrà tutelato lucidamente e con passione da ognuno di noi, per permettere ad alunni e famiglie di vivere un anno scolastico sereno e tranquillo anche in una situazione complicata ed in costante evoluzione come quella attuale.

“Quest’anno è un giorno speciale, si riparte con tanta voglia di ricominciare un percorso bruscamente interrotto. Sicurezza, distanziamento, mascherina, igienizzanti sono le parole che ci hanno accompagnato durante un’estate intensa, diversa dalle altre, parole con cui abbiamo dovuto imparare a convivere.  Oggi è l’inizio di una nuova sfida contro il nemico invisibile, ma se restiamo uniti e la affrontiamo con responsabilità e rispetto delle regole, non vanificando gli sforzi di studenti, docenti, personale scolastico e famiglie, potremo restituire ai nostri giovani la serenità e l’orgoglio di sentirsi protagonisti assoluti di un anno scolastico davvero speciale”, dice il sottosegretario regionale e delegato all’istruzione, Roberto Di Baggio.

“Mai come adesso c’è bisogno di restare insieme, per consentire ai ragazzi di riappropriarsi dei loro momenti di vita e di crescita, sottratti all’improvviso e delle loro emozioni che sono e resteranno uniche e irripetibili.  La strada è ancora lunga e difficile, è questo il momento della maturità e della prudenza”, conclude.

Redazione

CBlive

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