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Patrizia Manzo visita il carcere di Campobasso, auspica una loro riorganizzazione e cita Voltaire: “Non fatemi vedere i vostri palazzi, ma le vostre carceri perché è da esse che si misura il grado di civiltà di una nazione”

Il consigliere regionale Patrizia Manzo all'esterno del carcere di via Cavour a Campobasso
Il consigliere regionale Patrizia Manzo all’esterno del carcere di via Cavour a Campobasso

Il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Patrizia Manzo, ha visitato il carcere di Campobasso, insieme con il segretario regionale del sindacato della Polizia Penitenziaria, Mauro Moffa. All’uscita dalla casa circondariale di via Cavour, la rappresentante pentastellata di Palazzo Moffa, ha parlato alla stampa, affermando: “Ultimamente avevamo colto delle voci sulle condizioni delle carceri italiani, il cui dibattito è stato particolarmente acceso nel 2013, quando la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l’Italia, per la violazione dell’articolo 3, che prevede l’abolizione del trattamento inumano, degradante e della tortura. Noi abbiamo voluto far visita al carcere di Campobasso, per toccare con mano e dare voce ai cittadini, che sono costretti a stare rinchiusi, i quali vogliono pagare il proprio conto con la giustizia ma, al contempo, farlo con dignità, nel rispetto della persona umana. Non chiedono altro e, per questo motivo, le nostre visite proseguiranno, al fine di comprendere anche come è organizzata la struttura carceraria in Italia. Riteniamo, innanzitutto, che le carceri italiane vadano ristrutturate, con interventi specifici, che prevedano anche una migliore organizzazione degli spazi, dove trascorrere le ore fuori dalle celle, come ad esempio la realizzazione di campi di calcetto, degni di tale nome. Abbiamo anche visto che coloro che sono costretti al carcere devono utilizzare docce comuni e anche questo aspetto andrebbe rivisitato. La mia visita – ha concluso Patrizia Manzo – è stata accompagnata da Mauro Moffa, segretario regionale del sindacato della Polizia Penitenziaria, il quale mi aiutato meglio a capire la triste situazione delle carceri del nostro Paese. Le persone che sono in difficoltà possono venire a manifestare davanti alla sede della Regione, chi si trova rinchiuso in carcere no. Per questo motivo, noi dobbiamo essere i loro portavoce e ne approfitto per invitare i miei colleghi a dare seguito alla nostra iniziativa di visita delle carceri italiane, chiudendo con una significativa e celebre frase di Voltaire: ‘Non fatemi vedere i vostri palazzi, ma le vostre carceri perché è da esse che si misura il grado di civiltà di una nazione’. Rivolgo ai miei colleghi questa breve ma intensa riflessione”.

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