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Terreni agricoli divenuti edificabili, a Palazzo San Giorgio si cerca una soluzione per la stangata inflitta a più di mille campobassani

Mette le mani avanti il sindaco di Campobasso, Antonio Battista. A pochi giorni dalla prima convocazione del Consiglio comunale sul Bilancio di previsione, durante la quale l’attenzione dell’aula sarà concentrata sull’approvazione delle tariffe Tasi, Tari e Imu, il primo cittadino fa sapere che per il 2018 non ci sarà alcun aumento su questo tipo di imposte. “Per andare incontro alle difficoltà economiche che molte famiglie stanno attraversando”, le parole del sindaco che in queste ore sta tentando di risolvere una situazione incresciosa che riguarda circa mille persone. Si tratta delle cartelle esattoriali esorbitanti arrivate a chi possiede terreni ricadenti nella cosiddetta perimetrazione Lucarino, ovvero zone a vocazione agricola che con il passare del tempo sono divenute edificabili. Una perimetrazione che comprende 12 aree, per lo più contrade del capoluogo dove, dallo scorso mese ottobre, possedere un terreno sembra più che altro una disgrazia.

Dopo che la questione fu di attualità ai tempi della Giunta di Bartolomeo quando, anche a seguito di una querelle amministrativa, si optò per una tariffa unica di 8 euro al metro quadro, nel 2017 qualcosa è cambiato. Il Comune ha, infatti, accertato valori differenti per le varie aree interessate, che, recepiti in una delibera di Giunta, hanno portato a un significativo aumento del costo da sostenere per il singolo metro quadro: 38 euro.

Una stangata senza precedenti considerando il fatto che, in base alla retroattività del provvedimento, gli anni che i contribuenti devono pagare sono sette. Una ‘scoppola’ soprattutto per chi ha terreni più grandi e che, in alcuni casi limite, dovrebbe addirittura arrivare a saldare qualcosa come 120mila euro.

Ma la beffa è anche per chi dispone di pochi metri e dove, di fatto, seppur per legge potrebbe edificare, non ne ha la possibilità.

Altro triste paradosso sta che nel fatto che chi possiede ville in altre aree della città, molto spesso accatastate come case agricole (che di fatto non sono ndr) può trovarsi a dover pagare anche molto meno. Una stranezza tutta italiana ricaduta in capo a oltre mille persone, molte delle quali lo scorso sabato, si sono ritrovate al Dopo Lavoro Ferroviario. A far seguito a quella riunione alcuni esponenti del comitato aree Lucarino hanno incontrato il sindaco Battista che ha promesso di addrizzare il tiro.

Nessuna carta scritta, ma come riferiscono dal comitato da parte del primo cittadino c’è l’impegno a poter risolvere la situazione. “Non vogliamo – dice Renato di Soccio  – che questa situazione venga strumentalizzata dalla politica, chiediamo solo una soluzione che vada incontro alle esigenze dei cittadini”. Esigenze soprattutto di chi, proprio non costruendo ed evitando il consumo di suolo, dovrebbe essere premiato con una tassazione inferiore e non certo costretto a un esborso esorbitante di denaro.

Sul tavolo di Palazzo San Giorgio in corso ci sono, dunque, trattative e possibili strade da intraprendere per poter arrivare una tassazione vicina a quella precedente al 2017.

Ieri pomeriggio, venerdì 16 marzo, intanto il comitato aree Lucarino si è tornato a riunire al Dopo Lavoro Ferroviario per informare tutti i cittadini interessati dell’esito dell’incontro avuto con il sindaco Battista.

Ma il tempo stringe e la soluzione deve essere calata presto sul tavolo. Le cartelle esattoriali sono, infatti, arrivate agli interessati tra il mese di novembre e dicembre 2017, contemplando una scadenza di 60 giorni, tempo entro il quale è stato possibile chiedere un differimento in autotutela con tre mesi di rinvio per il pagamento. Una soluzione avanzata da molti, soprattutto da chi aveva importi più alti da pagare, che ora però dovrebbero essere saldati entro il mese di maggio.

C’è insomma solo da fare presto.

fabyab

redazione

CBlive

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