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Piazza Savoia intitolata a Falcone e Borsellino, per Pilone è “omicidio storico”. “Ai due magistrati sia dedicata una nuova scuola”

L’intitolazione di Piazza Savoia ai giudici Falcone e Borsellino per il consigliere comunale di Campobasso, Francesco Pilone, è “un vero e proprio omicidio storico”. Una dichiarazione, quella dell’esponente di minoranza di Palazzo San Giorgio, che parte da uno studio preciso sulla toponomastica della città che, con tanto di cartina, lavagna ed evidenziatore, Pilone illustra ai giornalisti proprio nel luogo in cui, durante l’anniversario della strage di via D’Amelio, si dovrebbe tenere la cerimonia per la nuova intitolazione.

“Parliamo di due grandi esempi di giudici e di uomini, – ha tenuto subito a specificare Pilone – due personaggi di cui forse non sono nemmeno degno di parlare e a cui la città ha il dovere di rendere merito. Quello da cui mi dissocio è però il metodo utilizzato dall’amministrazione Battista nella scelta dell’area in questione, che va a gettare alle ortiche tutta la dimensione storica contemplata nell’organizzazione toponomastica”.

Dai banchi della minoranza, dunque, la controproposta di intitolare uno dei nuovi poli scolastici ai due giudici. “Il Comune – dice Pilone – ha in ballo con la Regione un accordo di programma da 11 milioni di euro grazie al quale sorgeranno 4 poli scolastici. Credo che, – commenta il consigliere – dedicare una scuola a Falcone e Borsellino significherebbe unire il concetto di legalità con l’importanza del ruolo della formazione delle nuove generazioni”.

Ma perché Piazza Savoia è così inadatta a questa nuova intitolazione? Carta e penna alla mano, Pilone, sul foglio che riproduce un’ampia zona centrale del capoluogo, parte da via Mazzini, via Cavour e via Garibaldi per tracciare quell’area dedicata al Risorgimento Italiano che, solo poco più in là si ricongiungerà con la dinastia dei Savoia e con una serie di altri nomi che ci riportano a un’area politica che ebbe la sua massima espressione proprio nel periodo sabaudo.  Ma andiamo con ordine: dopo le tre strade dedicate agli ideali risorgimentali ci sono quelle dedicate al Regno: il re Vittorio Emanuele II dà il nome alla piazza centrale di Campobasso, così come la parallela viale Elena, dedicata alla moglie di Vittorio Emanuele III. La stessa Piazza della Vittoria rievoca la fine della prima guerra mondiale e, solo più avanti, sarà il nome del senatore campobassano del Regno d’Italia, Ugo Petrella, a condurci a quella che ora rischia di non essere più la piazza dedicata alla dinastia dei Savoia, vista come “il fulcro di un disegno storico preciso e sensato”.

“Questa piazza – dice Pilone al centro dell’area di fronte all’ex Roxy – è il perno di una linea che unisce l’idealità del Risorgimento, il Regno nel quale quell’idealità si concretizzò, nonché l’aspetto politico e prima ancora quello militare, dato da quei combattenti come Gazzani, Scatolone, Verdone, Muricchio che – conclude –  andarono a morire per ‘Unità”.

Redazione

CBlive

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