Cronaca

Ferragosto tra maltempo e la paura del terremoto. La diga del Liscione, mai collaudata, resta la sorvegliata speciale nel giorno dell’Assunta

È un Ferragosto insolito in Molise, tra il maltempo e la paura del terremoto. La scossa registrata ieri sera, martedì 14 agosto, ha riportato i molisani a dover fare i conti con il panico, soprattutto nelle cosiddette zone del cratere, i centri più colpiti dal sisma del lontano 2002.

Proprio i sindaci, da ieri sera, insieme ai diversi tecnici, si sono messi a lavoro per accertare eventuali danni a persone o edifici. A loro è andato, infatti, il ringraziamento del governatore, Donato Toma.

Ma la vera sorvegliata speciale, in queste ore, è la diga del Liscione che, come fa sapere il numero uno del Molise, è “continuamente monitorata dai tecnici”.

L’ultima ricognizione dell’invaso risale allo scorso 25 aprile. Avvenne a seguito del terremoto che ebbe come epicentro proprio la medesima zona colpita dalla scossa di ieri sera.

Alle preoccupazioni di allora, tuttavia, si aggiungono, oggi, quelle nate a seguito dei drammatici fatti di Genova.

Proprio dopo quelle immagini strazianti che stanno facendo il giro del mondo, in molti hanno rilanciato la paura per l’imponente viadotto che, per cinque chilometri oltrepassa il lago di Guardialfiera.

Edificate negli anni ’70, sia il viadotto che la diga, rappresentano un’importante infrastruttura del Mezzogiorno, finanziata all’epoca dai fondi europei e dalla Regione Molise e mai collaudata.

Proprio nel 2003, a pochi mesi dal terremoto di San Giuliano di Puglia, il Molise dovette fare i conti con l’alluvione che provocò ingenti danni in Basso Molise.

I controlli, nell’invaso del Liscione, si sono poi susseguiti ogni volta che la terra in Molise ha tremato. L’ultima volta in ordine temporale, lo scorso mese di aprile.

Nel 2016, con il Patto per il Sud del Governo Renzi furono stanziati 5 milioni di euro per il collaudo della diga. I lavori sarebbero dovuti partire nel 2017, ma, ancora una volta, i fatti che avrebbero dovuto far seguito alle parole e a quei documenti preliminari, sembrano essersi fermati nelle lungaggini burocratiche dal tipico sapore all’italiana.

Lo stesso finanziamento, probabilmente, non sarebbe bastato per i lavori di manutenzione dei pilastri del viadotto (di competenza dell’Anas ndr) che, in alcuni punti, mostrano i segni del tempo.

Bisogna ricordare, inoltre, che la diga solo nel 2012 ha avuto il cosiddetto ‘collaudo statico’ con un responso positivo.  L’invaso di Guardialfiera, dalla sua realizzazione ad oggi, va infatti avanti con un’autorizzazione del Ministero del 1977. Un escamotage normativo e una disposizione poi rinnovata negli anni. Mentre la regione attende ancora un collaudo capace di rispondere alle tante paure e domande dei molisani che, in definitiva, ruotano tutte attorno alla parola ‘sicurezza’.

Proprio quegli interrogativi rimasti latenti e a ai quali nessuno in passato ha dato risposte messe nero su bianco, tornano oggi in maniera prepotente. Lo fanno in un 15 agosto, dove il viadotto dovrebbe essere attraversato solo da persone in marcia verso le località di mare per trascorrere giorni sereni.

Ma nessuno dopo i fatti di Genova, in fondo, sembra poi tanto spensierato nell’attraversare un’infrastruttura mai collaudata. Un’opera imponente e nota a livello europeo per la quale adesso tutti si domandano se sia in grado di reggere a un sisma di forte intensità.

In Molise, il Ferragosto 2018, trascorrerà insomma in modo insolito: con i diversi tecnici e i Vigili del Fuoco a lavoro.

Ma passerà anche con la pioggia, che continua a scendere sulle spiagge deserte, tra l’amarezza dei gestori dei lidi per il mancato introito su cui speravano in una giornata di festa.

f.a

redazione

CBlive

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