Cronaca

Si riunisce l’Osservatorio sulla violenza di genere in Molise: i numeri e le proposte per contrastare il fenomeno

Seconda riunione operativa per l’Osservatorio sulla violenza di genere nella Regione Molise che ha come compito quello di monitorare il fenomeno della violenza. Istituito grazie al risultato ottenuto da Liberaluna che, insieme ai Comuni di Baranello e San Giuliano del Sannio, più di un anno fa è stata ammessa al finanziamento del bando del Dipartimento delle Pari Opportunità per il “Potenziamento dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza e ai loro figli e per il rafforzamento della rete dei servizi territoriali”, l’Osservatorio ha come fine anche quello di farsi promotore di iniziative finalizzate al contrasto della violenza perpetrata nei confronti delle donne.

A fare il punto sui dati del Molise il presidente dell’Osservatorio, Rossano Giannetti, che ha messo in luce come la regione sconti un ritardo relativo alla partenza dei primi progetti che risalgono al 2006. Sempre Giannetti ha poi esposto alcuni dati provenienti dalle strutture presenti sul territorio. 93 i casi di violenza accertati, 38 quelli dell’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso e 55 quelli presi in carico da Liberaluna. Dati su cui riflettere e che, nella maggior parte dei casi, raccontano un tipo di violenza consumata tra le pareti domestiche. Numeri questi che, tra l’altro, dovranno essere confrontati anche con quelli provenienti dalle Questure e dal Tribunale dei Minori.

Nel corso della riunione è emersa anche l’importanza della formazione degli operatori che si interfacciano con storie di violenza. “La prima problematica – ha detto la presidente di Liberaluna Onlus – è quella di essere capita. Cioè, chi decide di raccontare vuole ritrovarsi di fronte una persona che l’accolga completamente. La formazione per la cosiddetta prima accoglienza è, dunque, fondamentale, anche perché non sempre chi raccoglie le denunce è preparato a ricevere tutto il dolore altrui. In centri come il nostro le operatrici hanno una formazione e una preparazione per poter appunto accogliere le vittime e iniziare un percorso insieme, ma ritengo che la formazione alla prima accoglienza dovrebbe allargarsi a tutti gli operatori che operano del sociale”.

Sul tavolo dell’Osservatorio anche la questione delle risorse che si hanno a disposizione e la loro ripartizione per far fronte alle esigenze provenienti dal territorio. Mentre, a mettere in luce come la formazione spesso dovrebbe allargarsi anche all’interno delle Procure è stata, poi l’avvocato del Cav Liberaluna, Maria Calabrese, che ha messo in evidenza anche l’aspetto ‘legale’ della violenza e il ruolo dell’avvocato nel far sì che la legge venga rispettata. “Il nostro legislatore – le sue parole – è intervenuto più volte sia a livello penale che civile, però spesso i due aspetti si accavallano. A volte ci possono anche essere pronunce contrastanti a favore dei minori che subiscono queste violenze assistite e quelli che, invece, sono i provvedimenti a tutela della madre o, comunque della vittima diretta della violenza. Allora la difficoltà è proprio questa: riuscire a incanalare la tutela della propria assistita nella giusta direzione, per evitare contrasti e dare risposte più semplici”.

Intanto, il lavoro dell’Osservatorio proseguirà con un monitoraggio continuo e nuovi incontri per raggiungere le finalità che, con la sua istituzione, persegue.

Oltre a Liberaluna Onlus e ai Comuni di Baranello e San Giuliano del Sannio (partner del progetto), fanno parte dell’Osservatorio diversi soggetti (satelliti del progetto) con i quali in questi mesi sono stati stipulati vari protocolli d’intesa. Ogni soggetto si è assunto la responsabilità di essere un testimone privilegiato in grado di fornire un primo aiuto, fondamentalmente di ascolto, alle donne che mostrano delle necessità particolari.

Tra i soggetti aderenti (satelliti) che hanno lo scopo di monitorare e presidiare il territorio comunicando costantemente con il Nucleo Operativo, si annoverano: Ambito territoriale Sociale di Campobasso; Assessorato alla Cultura e Pari Opportunità Comune di Campobasso; Garante dei Diritti della Persona della Regione Molise; Ufficio Consigliera di Parità della Regione Molise; Amici del 112; Associazione Cittadinanza attiva Campobasso; Associazione Faced; Associazione Incas; Associazione Persone Down sezione di Campobasso; Comitato Telefono Azzurro di Campobasso; Comune di Tavenna; Associazione Afra; Società Sportiva Dilettantistica Dinamica; Liberi di Essere; Adugi Isernia; Cnis sezione Campobasso; Cif provinciale di Isernia; Cif Comune di Campobasso; Fiom; AeM; Fidapa sezione di Bojano; Fidapa sezione di Campobasso; Coisp; Comune di Limosano; Comune di Campodipietra; Confcommercio Campobasso; Comune di Montenero di Bisaccia; Comune di Casacalenda.

redazione

CBlive

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