Stato di emergenza in Molise, Gravina (M5S): “Serve un’unità tecnica speciale di supporto. Il modello di riferimento può essere quello adottato per la ricostruzione del ponte di Genova”

«La decisione della Giunta regionale di richiedere lo stato di emergenza al Governo nazionale era necessaria e non rinviabile — dichiara Roberto Gravina, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle in Molise — auspicando che ora il Consiglio dei ministri deliberi e che la risposta sia tempestiva quanto la gravità della situazione impone».
Ma la dichiarazione dello stato di emergenza è solo un primo necessario strumento, è il modo in cui verrà attuato, per Gravina, che farà tutta la differenza.
«Perché un eventuale commissario straordinario possa fare davvero qualcosa, occorre dotarlo di un‘unità tecnica speciale di supporto: personale tecnico qualificato, procedure snellite, capacità operativa reale. Non un incarico sovrapposto alla macchina amministrativa ordinaria, già oggi gravemente sottorganica, ma un‘unità separata, con mandato chiaro e risorse proprie».
«La Regione Molise — è un dato di fatto, non una critica ideologica — non dispone oggi della capacità organica per gestire in parallelo l’ordinario e uno straordinario di questa portata. Se non si costituisce un’unità apposita, il rischio concreto è che le risorse arrivino e restino ferme, esattamente come è accaduto in passato».
«Per questo, come Movimento 5 Stelle, chiediamo, per l’appunto, che venga istituita un‘unità tecnica speciale di supporto, che si occupi sia della parte tecnico-progettuale che di quella amministrativa, capace di combinare il contenimento dei costi e una migliore efficienza nella gestione delle risorse con tempistiche più brevi.
Il modello di riferimento può essere quello adottato per la ricostruzione del ponte di Genova: un meccanismo che ha dimostrato come, con le condizioni normative giuste, i tempi possano essere realmente compressi.
A tal fine chiediamo che il Governo intervenga con un decreto ad hoc che stanzi le risorse necessarie, proceda alla nomina del commissario e definisca le risorse umane da impiegare a supporto: un contingente massimo di dieci unità, di cui una di livello dirigenziale generale, fino a due di livello dirigenziale non generale e, per la quota restante, personale non dirigenziale.
Tutte unità distaccate da pubbliche amministrazioni centrali o enti territoriali, previa intesa con le amministrazioni di appartenenza, selezionate sulla base delle competenze e dei requisiti di professionalità richiesti dal commissario per l’espletamento delle proprie funzioni e in grado di lavorare, tutti insieme, nell’interesse esclusivo del territorio».















