Sociale

Beni di prima necessità e materiale scolastico per i bambini del Camerun, è possibile donare fino al 25 agosto

Scuola materna di TouboròAnche quest’anno, come già nel 2008 e nel 2011, l’associazione sociale e culturale “Padre Giuseppe Tedeschi” Onlus, in collaborazione con l’associazione “Millemetri” di Cercemaggiore, ha promosso la raccolta di alimenti a lunga conservazione, materiale scolastico e beni di prima necessità per i bambini degli orfanotrofi di Touboro e Ngaoundéré in Camerun. Nelle strutture gestite da Suor Filomena Zappone dell’Istituto Mater Orphanorum dallo scorso febbraio opera, per la terza volta, anche Eulalia D’Amico, una volontaria di Jelsi dell’associazione “Padre Giuseppe Tedeschi”.

Fino al 25 Agosto sarà possibile donare pasta, riso, tonno, zucchero, pelati, latte, tutine per neonati, pannolini, scarpine, materiale scolastico e tanto ancora. Il centro di raccolta è a Campobasso nella sede dell’associazione Tedeschi, in via Piave 90 e a Cercemaggiore presso il Convento dei Padri Domenicani ma in tanti paesi opereranno numerosi volontari. Tutto quanto raccolto sarà portato a Milano dove la stessa Suor Filomena, prima di tornare in Camerun il prossimo 20 settembre, si occuperà della preparazione e della spedizione del container che partirà dal porto di Genova.

Grazie alla grande generosità dei molisani e degli italiani negli scorsi anni a tanti bambini abbandonati, orfani o provenienti da situazioni familiari difficili di è stata concessa l’opportunità di studiare e nutrirsi correttamente.

Dall’associazione “Giuseppe Tedeschi” è arrivata anche un’emozione tangibile per la lettera ricevuta in questi giorni in cui la volontaria di Jelsi ha raccontato le sensazioni e la quotidianità vissute in un luogo in cui, seppur le condizioni di vita non sono affatto semplici, la gioia di vivere dei bambini è tanto forte quanto la loro voglia di studiare.

Nelle righe giunte dal Camerun ci sono le storie drammatiche di Benjamin la cui mamma ha scelto di donare la vita per darlo al mondo, mentre il papà non può occuparsene, di Christian che attende il rientro in famiglia o di Martha arrivata in orfanotrofio che “pesava non più di un passero infreddolito”. Storie di ordinario dolore in posti dimenticati troppo spesso da tutti, in cui però c’è ancora qualcuno che ha deciso di non chiudere gli occhi dinanzi alla miseria umana decidendo di dare un futuro a piccole creature come Benjamin, Christian e Martha.

 

 

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