Uccise il marito la Vigilia di Natale: in primo grado una condanna a 21 anni per Irma Forte
La Corte d’Assise del Tribunale di Campobasso ha stabilito una pena di 21 anni di reclusione nei confronti di Irma Forte, la 71enne che alla vigilia di Natale del 2022 tolse la vita al marito, Carlo Giancola, nella loro abitazione di Santa Maria del Molise.
La decisione è arrivata dopo una breve camera di consiglio e la donna era presente in aula al momento della lettura del verdetto. I giudici le hanno riconosciuto le attenuanti generiche, ma non hanno accolto la tesi difensiva principale.
Il pubblico ministero Marco Gaeta aveva chiesto una condanna più severa, pari a 24 anni di carcere, sostenendo che il fatto configurasse un omicidio volontario e escludendo l’ipotesi di legittima difesa. Secondo l’accusa, inoltre, non sussisteva l’aggravante del legame coniugale e andava riconosciuto solo un parziale vizio di mente.
La difesa, affidata agli avvocati Demetrio Rivellino e Giuseppe De Rubertis, aveva invece sollecitato una lettura diversa della vicenda, puntando sulle attenuanti generiche e sul riconoscimento di una condizione psichica compromessa. I legali hanno anche sostenuto la possibile presenza di un eccesso colposo di legittima difesa, chiedendo una riduzione significativa della pena. Annunciato già il ricorso in Appello, ritenendo la sentenza non adeguata.
Durante il dibattimento sono stati ascoltati diversi testimoni, tra cui medici, familiari e persone vicine alla coppia. Dalle testimonianze è emerso un contesto familiare segnato, secondo quanto riferito, da anni di tensioni e presunti maltrattamenti. In base alla ricostruzione della difesa, la sera del delitto il marito avrebbe tentato di aggredire la donna, che lo avrebbe poi colpito con un oggetto di legno, provocandone la morte.
Nel procedimento è stato inoltre evidenziato il problema dell’abuso di alcol da parte della vittima, condizione confermata anche dagli esiti dell’autopsia, che hanno rilevato segni compatibili con un consumo prolungato di alcolici e un peggioramento generale delle condizioni di salute.
Ora la vicenda passa alla fase successiva, con la possibile revisione in secondo grado dopo l’annunciato appello della difesa.











