Cronaca

Processo a carico di rivenditori molisani di auto usate: nove assoluzioni e due condanne dal Tribunale di Campobasso

Tra i difensori degli imputati assolti gli avvocati Franco Mancini e Stefano Sabatini

Dopo anni di indagini condotte dalla Squadra Mobile del Capoluogo e dalla Procura di Campobasso, che avevano portato alla luce ipotesi di reati tributari e di falsità nella documentazione predisposta per le immatricolazioni presso la Motorizzazione Civile, e dopo numerosissime udienze dibattimentali, dedicate alla deposizione di numerosi testi dell’Accusa e delle Difese, nonché all’escussione del Consulente Tecnico del P.M., il Tribunale di Campobasso, nella persona del Giudice Monocratico, Dott.ssa Federica Adele dei Santi, ha assolto nove degli undici imputati e condannato due di essi.

La complessa e ponderosa indagine aveva avuto vasta eco negli ambienti locali, tenuto conto che l’originaria imputazione prevedeva anche il reato di associazione a delinquere, caduto per tutti gli indagati nell’Udienza Preliminare.

Sono seguiti sequestri e le costituzioni di parti civili, da parte dei clienti privati ai quali è stata revocata l’immatricolazione dei veicoli acquistati e richiesto, dall’Agenzia delle Entrate, il pagamento dell’IVA asseritamente sottratta ad imposizione.

Il contenzioso è sbarcato anche in Cassazione, per i dissequestri, e davanti a vari TAR nazionali, per lo sblocco della circolazione dei veicoli.

Il principale imputato del processo, C.R., difeso dagli avvocati Franco Mancini e Stefano Sabatini, è stato assolto con varie formule dai numerosi capi d’imputazione: perché il fatto non sussiste, perché il fatto non costituisce reato, per non aver commesso il fatto o per intervenuta prescrizione.

Un altro imputato, difeso congiuntamente dagli stessi legali, ed un altro rivenditore assistito soltanto dall’avv. Mancini, hanno ottenuto lo stesso risultato, così come gli imputati difesi dagli avvocati Antonello Veneziano, Giuseppe Biello, Angelo Piunno, Mariano Prencipe, Daiano Morena, Domenico Marinelli.

Due imputati – R.F. e A.A. – sono stati condannati, entrambi alla pena di anni due e mesi sei di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali ed all’interdizione dai pubblici uffici per anni due.

La corposissima motivazione della sentenza (di ben 66 pagine), assunta il 3 marzo e depositata il 31 maggio 2026, offre ampia ed articolata contezza dell’andamento del giudizio e delle ragioni su cui sono fondate le conclusioni raggiunte dal Giudice all’esito del dibattimento e delle appassionate arringhe difensive.

Non essendo stato acclarato, all’esito del dibattimento, alcun danno subito dalle parti civili quale diretta conseguenza dei reati ascritti, la Giudice Adele dei Santi non ha accolto le richieste risarcitorie.

Redazione

CBlive

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