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ASReM, Gravina: “Un rinnovo blindato prima del giudizio. La Regione dica la verità sui numeri”. Presentata in conferenza stampa l’interpellanza urgente sul Direttore Generale

Si è svolta questa mattina, presso la Sala della Biblioteca del Consiglio regionale, la conferenza stampa di presentazione dell’interpellanza urgente depositata dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina sul rinnovo dell’incarico di Direttore Generale dell’ASReM a Giovanni Di Santo. Presente anche la consigliera del Partito Democratico Alessandra Salvatore.
“La Giunta e con essa la maggioranza di centrodestra, ha scelto di rinnovare l’incarico prima ancora di conoscere l’esito della valutazione. È l’ordine delle cose ad essere ribaltato: prima si blinda la poltrona, poi eventualmente si giudicano i risultati. Un metodo che non ha nulla di trasparente”, dichiara Gravina.
Il consigliere M5S ha ricordato come il bilancio d’esercizio 2025 dell’ASReM registri una perdita di 43 milioni di euro, in peggioramento di oltre 29,5 milioni rispetto al 2024, e come la delibera di rinnovo non riporti né gli obiettivi assegnati al Direttore Generale, né gli indicatori di performance, né i punteggi che ne avrebbero motivato la conferma.
“Non basta scrivere che i risultati sono stati valutati positivamente: vanno dimostrati. Quanto di questo peggioramento è dovuto a fattori straordinari e quanto invece alla gestione ordinaria? Quanto della spesa per il personale è imputabile a stabilizzazioni vere, e quanto invece al ricorso a personale a gettone, cooperative e contratti precari, che costano di più e non garantiscono continuità ai cittadini?”, ha incalzato Gravina.
Il consigliere ha inoltre richiamato la vicenda della nomina del direttore sanitario Nicola Rocchia, revocata dopo appena tre giorni per assenza dei requisiti di conferibilità, come segnale di un metodo gestionale già mostratosi carente. “Non è un episodio isolato. Prima una nomina fatta senza le verifiche dovute, che ha costretto un professionista stimato a rinunciare in tre giorni con danno d’immagine per lui e per l’azienda. Ora un rinnovo che salta a piè pari la valutazione dei risultati. È lo stesso approccio: decidere prima, giustificare dopo, se serve”, ha dichiarato Gravina.
Il consigliere ha infine sollevato la questione della congruenza temporale tra la delibera di rinnovo e i lavori del Tavolo tecnico e del Comitato LEA, chiedendo alla Giunta di chiarire se e quali osservazioni siano pervenute da questi organismi in relazione al bilancio 2025, e se i risultati raggiunti in materia di liste d’attesa, mobilità passiva e utilizzo dei fondi PNRR siano realmente in linea con gli obiettivi del Piano di rientro sanitario.
Anche la consigliera Alessandra Salvatore ha espresso condivisione rispetto ai rilievi sollevati. “Concordo con quanto messo in evidenza dal consigliere Gravina. Il punto politico è semplice: quei risultati che dovrebbero giustificare il rinnovo, i cittadini molisani nella sanità di tutti i giorni non li vedono. Se davvero gli obiettivi fossero stati raggiunti, dovrebbe essercene traccia nella vita reale delle persone, non solo nelle carte”, dichiara Salvatore.
“Chiediamo alla Giunta di trasmettere al Consiglio tutta la documentazione istruttoria: la nota che avrebbe motivato il rinnovo, la relazione di valutazione, le schede di performance. Non è una richiesta astrusa, è l’esercizio minimo delle funzioni di controllo che la nostra Costituzione regionale attribuisce a questa Assemblea. Se i risultati ci sono davvero, si mostrino: altrimenti resta il sospetto che si sia scelto di proteggere una poltrona a prescindere dai conti”, conclude Gravina, che si riserva di valutare ulteriori iniziative anche in altre sedi.














