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Storie di giovani. Uno zaino e un biglietto di sola andata da Larino, oggi Giuseppe è un imprenditore in Inghilterra

giuseppe

MARIA CRISTINA GIOVANNITTI

Nessuno lascerebbe la propria terra se non fosse proprio necessario ed in questo periodo con i picchi di disoccupazione giovanile che sfiorano le stelle, emigrare dal Molise diventa quasi un obbligo. I dati per i giovani sono drammatici: secondo il Censis in quasi 10 anni si sono persi 2,3 milioni di posti di lavoro di giovani tra i 18 ed i 35 anni. Un danno non solo ai disoccupati ma anche al Paese che ha perso 152 miliardi di euro.

In questo clima di generale crisi, la storia di Giuseppe Notarangelo, giovane cuoco di Larino, diventa l’esempio di chi sceglie di emigrare e riesce a crescere professionalmente pur non dimenticando né il suo Molise e né i suoi affetti. Lui che a ‘casa sua’ era costretto a lavoricchiare senza certezza, oggi in Inghilterra è il titolare di un B&b, ‘ Flavours of Italy The Fox Inn’Così ci racconta la sua crescita e la sua nuova vita.

Un biglietto di sola andata per Dublino, come prima tappa, poco più che ventenne, perché hai fatto questa scelta? “Sono partito perchè c’era già un amico molisano che lavorava in Irlanda, mi avevano fatto un’offerta importante per la mia carriera da cuoco e sentivo che non potevo perderla, era un’occasione che mi avrebbe permesso di crescere mentre in Italia, puoi avere tutte le potenzialità del mondo ma i lavori che svolgevo erano sempre e solo saltuari e precari. Così ho scelto, non sapevo la lingua ma ho fatto lo stesso la valigia e sono partito”.

Com’è stata la tua crescita professionale all’estero? “Ho vissuto una serie di esperienze professionali veloci, intense e tutte importanti. All’estero la ristorazione e’ come un fiume in piena, c’e la mentalità del mangiare fuori casa sia a pranzo che a cena, e c’è soprattutto la velocità lavorativa. Io mi sono dovuto adeguare a questi ritmi perché avevo voglia d’imparare ed avevo terreno fertile sotto i piedi e così nel giro di soli due anni ho imparato la lingua e sono arrivato a gestire un locale con sei dipendenti”.

Come te la immagini se fossi rimasto qui, in Molise, in Italia? In realtà sapevo quello che volevo in Molise ma non sapevo quello che ero in grado di fare invece quando sono andato ero solo ed ho dovuto per forza misurare le mie capacità. E’ stato quello il momento in cui ho scoperto altre qualità mie su cui non avrei mai puntato e mai creduto se fossi rimasto in Italia. Sono cresciuto tanto ed in fretta, ho imparato un’altra lingua e questo già da solo vale il prezzo del biglietto! In Molise forse non avrei dato il massimo di me stesso perchè in Italia in generale tutto e’ più lento e macchinoso e tutto ciò molto spesso ti demoralizza  in partenza”.

Oggi dove vivi e di cosa ti occupi? Adesso vivo nel Regno Unito, nel Cotswold, una delle aree più belle dell’Inghilterra. Ho fatto una scommessa con me stesso: ho preso in gestione un vecchio pub del 1760 che era chiuso da un po’ ed insieme ai miei collaboratori lo abbiamo rimesso a nuovo per tre mesi lavorando sodo. Alla fine è nato il Flavours of Italy The Fox Inn che è ristorante italiano, con pub e B&B. Sono partito ritinteggiando fino a notte fonda le pareti ed oggi è un piccolo gioiellino che mi sta dando tante soddisfazioni. Sono due anni e mezzo che siamo aperti e ci troviamo nel villaggio,Hawkesbury Upton che conta circa 1200 abitanti. Le persone del posto ci hanno accolto a braccia aperte, ci supportano e ci aiutano in tutto dai lavori manuali tipo giardinaggio, al servizio taxi. Faccio un esempio: una volta la mia auto si e’ rotta e dei clienti per tre giorni mi hanno portato in giro a fare spesa proponendosi spontaneamente. La gente qui è orgogliosaa di averci nel loro villaggio, abbiamo attratto clienti da tutto il mondo grazie al servizio di B&B. Secondo me questo tipo di rapporto in Italia e’ impossibile”.

Un legame che comunque non si spezza con la tua regione sia per i progetti che ti legano al Molise, sia per lo staff con cui lavori … “Per quando riguarda i progetti, sono sempre in contatto con l’istituto alberghiero di Termoli, che ho frequentato, e quando posso, cerco di dare la possibilità di venire a lavorare nel mio locale ai ragazzi appena diplomati. Ad esempio attualmente lavoro con Timoteo Recchi di Termoli, Alberto dalla Sardegna e da poco, sto lavorando ad un progetto interessante con Giuseppe Castelli di Rotello. Giuseppe aveva un pastificio a Termoli che ha dovuto chiudere per via della crisi. Ci siamo conosciuti e stiamo lavorando  alla produzione di pasta fresca  sotto forma di ‘STREET FOOD’ ovvero preparata-cotta e servita al cliente nei vari mercatini che qui abbondano! Se tutto va come speriamo, tra pochi mesi partiremo anche con questo nuovo progetto”.

Quanto ti ha deluso la tua regione? “Devo dire che la mia regione non mi ha deluso anzi. Io sono nato, cresciuto e mi sono formato professionalmente in Molise con due grandi maestri: BOBO e Francesco Granchelli. Se penso al Molise la immagino come una persona anziana seduta mentre tutto intorno si muove ma con tanta storia da raccontare. E’ una terra  vulnerabile e indifesa e chi ci vive soffre più di altri le politiche sbagliate e gli abusi a cui e’ sottoposta. In fondo noi italiani siamo un popolo di lavoratori, gente di cuore, con tradizioni immense ma abbiamo una grande pecca: non abbiamo il coraggio di cambiare lo “stato ” in cui ci troviamo e così lo subiamo passivamente”.

Nonostante tutto, quanto e cosa ti manca del tuo paese? “Mi manca la mia famiglia, il mio punto di riferimento. Per il resto ho tanti ricordi che porto con me che non fanno parte della mia realtà attuale, quella di oggi ma è anche giusto che sia cosi visto che tutto cambia. Mi sembra di essere partito una vita fa ed ho imparato tanto ma una cosa non posso e non voglio rinnegarla: sono di Larino, sono molisano, sono italiano ma vivo come un cittadino del mondo”.

Come t’immagini tra 10 anni? “Tra dieci anni mi immagino con nuove idee e nuovi progetti da realizzare, magari rimettendomi in gioco in qualcosa di diverso ma che mi lasci più tempo da dedicare ai miei affetti. Ma viaggiare e’ il mio secondo sogno”.

Torneresti solo se … “Penso che quando si impara a volare non si riesce più a smettere e per questo tornerò solo quando le mie ali non avranno più forza e così m’immagino seduto con i vecchi amici nella mia Larino, ognuno di noi a raccontare gli anni della propria vita”.

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