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Campobasso riparte: la movida preoccupa cittadini ed esercenti. E se le norme per le occupazioni di suolo pubblico favorissero nuove disuguaglianze?

“Diamo respiro alla ripresa economica cittadina senza dimenticare le regole imposte dal distanziamento sociale”. È questo in estrema sintesi il messaggio lanciato dal primo cittadino di Campobasso, Roberto Gravina, a 24 ore dalla fine del lockdown anche nel capoluogo di regione.

Città dove, in linea con quanto accaduto in altre realtà del Belpaese, hanno preso il via anche le polemiche legate alla ripresa della movida.

Da questa mattina fanno discutere le foto dell’esterno di alcuni bar in cui gli avventori non sarebbero stati particolarmente attenti alle regole del distanziamento sociale.

Polemiche nate anche in virtù della delibera di Giunta numero 104 che lascia “ai principi di ragionevolezza, proporzionalità e buon senso” dei titolari di bar e ristoranti i “limiti quantitativi alle superfici occupabili”. Limiti su cui spetterà ovviamente al Comune dover dare l’ok.

Ma proprio questa norma, nata dalla voglia di dare una mano a chi per oltre due mesi non ha potuto alzare le saracinesche delle proprie attività, potrebbe in fondo andare ad acuire nuove forme di disuguaglianza.

A beneficarne potrebbero essere, infatti, solo i locali posizionati in luoghi strategici. Luoghi che consentono un’agevole occupazione di suolo pubblico per il quale il Comune ha tra l’altro predisposto la sospensione del pagamento del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche – Cosap – nonché la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche – TOSAP – fino al prossimo 31 ottobre.

Un’agevolazione, insomma, di cui non potranno beneficiare proprio tutti per cause logistiche, come ad esempio quelli che si trovano nella parte più antica della città o quelle attività posizionate a ridosso delle strisce blu dei parcheggi.

Tuttavia, il buon senso in questa fase così delicata da un punto di vista economico e sociale dovrà guidare l’agire di tutti al fine di non ampliare un ulteriore divario economico tra gli esercenti della città.

Sempre il buon senso dovrà poi guidare anche l’agire dei cittadini che hanno voglia di ricominciare una vita normale.

Il buon senso di tutti, forse mai come in questa fase, è chiamato a fare i conti con la consapevolezza che l’emergenza non è affatto terminata.

E a ricordarlo ci ha pensato lo stesso primo cittadino in una passaggio delle sue dichiarazioni rese alla stampa.

“Benissimo che le persone si rechino a fare acquisti, che escano, -meno bene però quando in tutto questo si perde di vista il discorso fondamentale del distanziamento fisico o dell’uso della mascherina nei luoghi pubblici. – ha precisato infatti Gravina – È necessario che sia chiaro che gli assembramenti non verranno tollerati e che le forze dell’ordine vigileranno sul rispetto di queste misure istituite con il solo fine di evitare che la situazione in un prossimo futuro possa portare a fare un passo indietro invece che avanti. Sarebbe qualcosa che danneggerebbe non solo la sfera economica ma anche quella sociale, per cui rendiamoci conto che adesso, con i nostri comportamenti, siamo i primi responsabili del nostro futuro”.

Accortezza e tanta attenzione da parte di avventori ed esercenti che, in base all’ordinanza emanata ieri dal sindaco, potranno tenere aperti bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie ed esercizi affini, fino a mezzanotte. Così come gli esercizi di vendita dei generi alimentari potranno, invece, restare aperti fino alle 21,30.

Redazione

CBlive

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