CittàCronaca

Crollo ex capannone Enel, Campobasso fa i conti con la paura. Residenti e commercianti si appellano al Comune per l’Ariston

C’è paura a Campobasso dopo il crollo del tetto dell’ex capannone Enel avvenuto nel primo pomeriggio di sabato 26 gennaio, nel quale nessuno per fortuna è rimasto coinvolto.

E se il pensiero di molti è che solo una fortunata casualità abbia impedito morti o feriti, in città l’attenzione viene focalizzata su strutture fatiscenti. Così a riaccendere nuovamente i riflettori sull’ex cinema-teatro Ariston sono ora i commercianti di via Cardarelli, via Larino e via Isernia.

Proprio quest’ultimi si appellano alle istituzioni, perché la paura che quanto accaduto lo scorso sabato possa nuovamente verificarsi con esiti più gravi e drammatici è ora un timore con cui i commercianti sembrano chiamati a fare i conti quotidianamente.

Anche per quello che un tempo era l’unico cinema della città da anni è in corso una battaglia legale che vede contrapposti i proprietari, la famiglia De Benedittis, il Comune e il Codacons. Da molti mesi, tuttavia, l’ingresso è stato transennato per questioni di sicurezza, dopo che alcuni calcinacci sono venuti giù.

Si tratta di un immobile nel cuore del centro città da tempo in malora dove a pochi metri di distanza sorgono attività commerciali, i cui titolari si dicono ora preoccupati. Gli stessi si appellano ora al Comune, “affinchè l’ex Ariston non sia il prossimo a crollare”.

Quotidianamente – dicono infatti i negozianti – noi residenti, commercianti, clienti e cittadini che percorriamo via Cardarelli, via Isernia e via Larino rischiamo la nostra incolumità a causa dello stato di degrado dell’ex cinema. Sentita la proprietà ci chiediamo perché nonostante l’orientamento politico favorevole, nonostante le vittorie legali e l’assenza totale di vincoli sulla struttura, la dirigente del settore urbanistico non consenta la realizzazione di un progetto che oltre a mettere in sicurezza la zona rivaluterebbe anche l’aspetto commerciale delle nostre attività agonizzanti”.

Chi risiede o ha le attività commerciali nella zona dice di sentirsi privato “di una riqualificazione urbanistica che possa rilanciare la vita economica del centro cittadino”. L’augurio è quindi quello “che non si pensi solo ad altri interventi provvisori, capaci di bloccare in parte o totalmente la viabilità perché – concludono i negozianti – i danni economici arrecati alle nostre attività sarebbero davvero irreparabili”.

Redazione

CBlive

Articoli Correlati

Lascia un commento

Back to top button