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La street art per sconfiggere la droga e riqualificare i quartieri. Fontana Vecchia diventa un museo a cielo aperto dedicato al Di Zinno

La street art per riqualificare i quartieri più difficili della città. Questo l’obiettivo del progetto promosso dal Comune di Campobasso e realizzato dall’associazione Malatesta, che prenderà il via nel mese di dicembre 2018 e che sarà collegato alle celebrazioni in occasione dei trecento anni dalla nascita del Di Zinno.

Quattro gli artisti di fama internazionale che saranno ospitati attraverso la cosiddetta formula della ‘residenza d’artista’ nel capoluogo molisano: due quelli scelti direttamente dall’associazione, mentre altri due saranno identificati attraverso un apposito bando.

7500 euro l’importo complessivo messo in palio da Palazzo San Giorgio per l’iniziativa, che intende sia coinvolgere i giovani, sia avere una ricaduta in termini sociali in quelle zone della città più problematiche, soprattutto in termini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Ecco perché tra le aree individuate spicca quella di Fontana Vecchia che ricomprende la stessa via Quircio, dove proprio l’allarme droga sta diventando sempre più preoccupante.

Se il mese di dicembre sarà dedicato ad ospitare gli artisti che avranno modo di studiare e mettere su carta il progetto, le opere saranno realizzate a maggio 2019.

“Ci concentreremo – le parole del presidente dei Malatesta, Nino Carpenitoa far conoscere la storia della città che si lega a doppio filo con quella del Di Zinno, perché proprio l’area di Fontana Vecchia sarà dedicata ai Misteri. Si tratta di una zona che unisce simbolicamente il Museo dei Misteri con la strada dedicata al suo ideatore. Ecco perché l’idea è quella di una sorta di percorso che potrebbe unire il tutto”.

Nel mese di maggio, quando le opere saranno realizzate, i quartieri saranno poi coinvolti attivamente con workshop a tema, rivolti soprattutto ai giovani della città. “È proprio questa la dimensione sociale veicolata dall’iniziativa. Attraverso l’arte e la bellezza – ha detto ancora Carpenito – andiamo a restituire l’umanità a quei luoghi in cui si vivono situazioni di difficoltà”.

“È ovvio – ha detto ancora il numero uno dei Malatesta – che l’arte non basta e bisogna intervenire di più sul sociale, ma è un primo passo per il quale l’associazione si mette a disposizione”.

Carpenito ha poi aperto uno spunto di riflessione anche su quartieri come San Giovanni, già coinvolti da interventi di street art e dove bisognerebbe comunque attivare ulteriori progetti a sfondo sociale. “Qui – le sue parole – la maggior parte della popolazione è anziana. Ma è stata proprio questa fascia di popolazione a essere tra i maggiori protagonisti delle passate edizioni del Draw the line”.

A presentare l’iniziativa al fianco di Carpenito gli assessori Alessandra Salvatore, Lidia De Benedittis, Maria Rubino e Bibiana Chierchia che hanno voluto mettere in evidenza come si sia trattato di un progetto che ha coinvolto diverse strutture e nel quale la storia della città, la cultura, l’educazione e la formazione dei giovani, si va ad intrecciare con il tessuto sociale di quartieri che richiamano, oggi più che mai, l’attenzione dell’amministrazione.

redazione

CBlive

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