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Amministrative 2019, Toma pone il veto sulle primarie. “Non ci saranno. Sono un metodo viziato. Sceglieranno i partiti e io avrò l’ultima parola”. In Abruzzo? “Ha vinto il modello Molise”

In Molise, dove molti comuni saranno chiamati al voto in primavera, i risultati delle regionali del vicino Abruzzo erano particolarmente attesi. Una proiezione utile per capire soprattutto il peso delle specifiche compagini politiche alla luce di un’alleanza di Governo sui generis, che vede stare insieme partiti e movimenti che a livello locale non contemplano alcuna unione di intenti.

Come avvenuto nella regione confinante, anche a Campobasso e Termoli, i centri più grandi del Molise chiamati al voto, Lega e Cinque Stelle andranno divisi, con la prima che confluirà nella coalizione del centrodestra e i pentastellati che correranno in solitaria.

A quasi metà febbraio la partita inizia a farsi seria e a livello locale più di qualcuno del centrodestra, come Pilone e Romagnuolo si era appellato alla possibilità delle primarie per la scelta del candidato sindaco del capoluogo di regione.

Un’idea questa, che però non piace al numero uno del Molise, Donato Toma. “Le escludo. Le primarie sono sempre viziate”. Così, a poche ore dal tavolo del centrodestra, è questo il diktat che arriva da via Genova, dove lo stesso governatore sembra chiedere ai partiti unitarietà di intenti. Proprio dopo l’esito delle regionali in Abruzzo che, per Toma, dimostrano come “per vincere bisogna mettere da parte gli individualismi”.

“Sono molto felice – dice, infatti, il numero uno di Palazzo Vitale – del successo del format Molise, ribaltato sull’Abruzzo: vuole dire che gli abruzzesi hanno capito la proposta del centrodestra e hanno deciso di premiarlo. Quando il centrodestra è in coalizione vince”.

Ma se andare insieme è la priorità, a chi spetterà mettere lo stesso sigillo che a marzo 2018 arrivò al fotofinish sul nome di Toma da parte dei big della politica locale?

Anche su questo il governatore non ha dubbi: “ai partiti. I tavoli sono in corso e dovranno considerare le indicazioni che verranno dal basso”.

“Mi piacerebbe molto attuare il ‘format società civile’ ma dovranno scegliere i partiti. A me spetterà l’ultima parola solo nel caso in cui non si troverà la quadra”, conclude nemmeno tanto sibillino Donato Toma.

fabyabb

redazione

CBlive

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